Si allieti la terra assetata ed esulti il deserto;
rallegratevi, o rive del Giordano,
perché il Signore viene e ci riscatterà.
Cf. Is 35, 1
Verranno molti popoli al tempio di Dio di Giacobbe; egli sarà giudice fra le genti; forgeranno le loro spade in vomeri; casa di Giacobbe, camminiamo nella luce del Signore.
Is 2, 1-5 SALMO RESPONSORIALE
Sal 2 EPISTOLA
Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio perché ricevessimo l’adozione a figli.
Gal 4, 4-6 CANTO AL VANGELO
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Veniva nel mondo la luce vera; a quanti l’hanno accolta ha dato il potere di diventare figli di Dio.
Gv 1, 9-14 PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 2
Dio crea il mondo, immerso in esso.
- Egli era nel mondo, e il mondo per mezzo di lui fu fatto (Gv 1, 10). Non pensare che il Verbo fosse nel mondo, così come nel mondo vi sono la terra, il cielo, il sole, la luna e le stelle, gli alberi, gli animali, gli uomini. Non così il Verbo era nel mondo. E allora in che modo c’era? C’era come l’artefice che regge quanto ha fatto. Certo, il suo fare non è come quello dell’artigiano. Il mobile che il falegname costruisce, è fuori di lui, occupa un suo spazio, mentre viene fabbricato; e chi lo costruisce, sebbene lì accanto al mobile, occupa un altro spazio, e si trova completamente fuori della sua opera. Dio, al contrario, pervade con la sua presenza tutto il mondo che crea: presente dovunque, opera senza occupare un posto distinto; non è al di fuori di ciò che fa come se dovesse far colare, per così dire, la massa che sta lavorando. Mediante la sua maestà crea ciò che crea, e con la sua presenza governa ciò che ha creato. Il Verbo era dunque nel mondo, come colui per mezzo del quale il mondo è stato fatto. Infatti, il mondo fu creato per mezzo di lui, ma il mondo non lo conobbe.
- Che significa: il mondo fu fatto per mezzo di lui? Si chiama mondo il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che in essi si trova. Esiste anche un altro significato, secondo cui si chiamano mondo coloro che amano il mondo. Il mondo fu fatto per mezzo di lui, e il mondo non lo conobbe. Significa, questo, che i cieli non hanno conosciuto chi li ha creati o che gli angeli non hanno conosciuto il loro Creatore? o che non lo hanno conosciuto le stelle? Ma perfino i demoni confessano la potenza del Creatore. Tutte le cose da ogni parte gli hanno reso testimonianza. Chi sono, dunque, coloro che non l’hanno conosciuto? Quelli appunto che vengono chiamati “mondo”, perché amano il mondo. E’ dove abbiamo il cuore, che noi abitiamo: chi ama il mondo merita perciò d’esser chiamato “mondo”, dal nome della dimora che abita. Come quando diciamo che una casa è buona o cattiva, non vogliamo condannare o lodare le pareti di una casa, ma dicendo che una casa è buona o cattiva, intendiamo riferirci a quelli che la abitano; così per mondo vogliamo designare quelli che vi abitano e ci sono attaccati. Chi sono costoro? Sono quelli che amano il mondo: sono essi che con il cuore abitano nel mondo. Coloro, invece, che non amano il mondo, si trovano sì nel mondo con la carne, ma con il cuore abitano in cielo, così come dice l’Apostolo: La nostra cittadinanza è in cielo (Fil 3, 20). Dunque: Il mondo per mezzo di lui fu fatto, e il mondo non lo conobbe.
- Venne in casa propria, poiché tutto era stato fatto per mezzo di lui, e i suoi non lo accolsero (Gv 1, 11). Chi sono i “suoi”? Sono gli uomini da lui creati. Anzitutto i Giudei, che erano il suo popolo primogenito rispetto a tutte le genti della terra. Gli altri popoli, infatti, adoravano gli idoli e servivano i demoni; quel popolo, invece, era nato dal seme di Abramo; per questo i Giudei erano “suoi” in modo tutto particolare, perché congiunti a lui nella carne che egli si era degnato assumere. Egli venne in casa propria, e i suoi non lo accolsero. Non lo accolsero nel senso più assoluto? non lo accolse nessuno? Nessuno allora è stato salvato? Nessuno infatti è salvo se non accoglie Cristo che viene.
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