Volgi il tuo sguardo misericordioso
sopra di me, Signore,
perché sono povero e solo.
Vedi che sono oppresso e travagliato,
perdona tutti i miei peccati.
Sal 24 (25), 16. 18
LETTURA
L’unzione di Davide.
1 Sam 16, 1-13 Lettura del primo libro di Samuele.
In quei giorni. Il Signore disse a Samuele: «Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l’ho ripudiato perché non regni su Israele? Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Il Signore soggiunse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: “Sono venuto per sacrificare al Signore”. Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti farò conoscere quello che dovrai fare e ungerai per me colui che io ti dirò». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: «È pacifica la tua venuta?». Rispose: «È pacifica. Sono venuto per sacrificare al Signore. Santificatevi, poi venite con me al sacrificio». Fece santificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio. Quando furono entrati, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Iesse chiamò Abinadàb e lo presentò a Samuele, ma questi disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto». Iesse fece passare Sammà e quegli disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto». Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi. Samuele si alzò e andò a Rama.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 88 (89), 20-22. 27-28 R/. La tua mano, Signore, sostiene il tuo eletto.
Un tempo, Signore,
parlasti in visione ai tuoi fedeli, dicendo:
«Ho portato aiuto a un prode,
ho esaltato un eletto tra il mio popolo. R/.
Ho trovato Davide, mio servo,
con il mio santo olio l’ho consacrato;
la mia mano è il suo sostegno,
il mio braccio è la sua forza. R/.
Egli mi invocherà: “Tu sei il mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Io farò di lui il mio primogenito,
il più alto fra i re della terra». R/.
EPISTOLA
Gesù Cristo, della stirpe di Davide.
2 Tm 2, 8-13 Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.
Carissimo, ricòrdati di Gesù Cristo,
risorto dai morti,
discendente di Davide,
come io annuncio nel mio Vangelo,
per il quale soffro
fino a portare le catene come un malfattore.
Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Questa parola è degna di fede:
Se moriamo con lui, con lui anche vivremo;
se perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà;
se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 9, 27) Alleluia.
Signore Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me.
Alleluia.
VANGELO
Il Messia, figlio, ma anche Signore di Davide.
Mt 22, 41-46 Lettura del Vangelo secondo Matteo.
In quel tempo. Mentre i farisei erano riuniti insieme, il Signore Gesù chiese loro: «Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?». Gli risposero: «Di Davide». Disse loro: «Come mai allora Davide, mosso dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo:
Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi?
Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?». Nessuno era in grado di rispondergli e, da quel giorno, nessuno osò più interrogarlo.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, con fiducia e speranza presentiamo a Dio Padre onnipotente le intenzioni e i desideri che nascono dal cuore. Ad ogni invocazione rispondiamo:
Ascoltaci, Dio buono e fedele!
– Per la Chiesa, perché sia nel mondo chiaro segno del cuore e della tenerezza di Dio, nostro Padre e salvatore: preghiamo. R.
– Per i fratelli che soffrono nel corpo e nello spirito, perché, affidando senza timore la propria vita al Signore, sperimentino la nostra accoglienza e solidarietà: preghiamo. R.
– Per noi, perché, docili all’azione dello Spirito, sappiamo riconoscere in Dio il fondamento della nostra esistenza e la roccia su cui costruire la nostra vita: preghiamo. R.
COMMENTO AL VANGELO
S. AGOSTINO
Dall’Esposizione sul salmo 109
Cristo figlio di David e Signore di David.
4. [v 1.] Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io non ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi. Tale questione, dunque, che il Signore propose ai Giudei, noi dobbiamo trattarla al principio stesso del Salmo. Se, infatti, CI si chiedesse se anche noi riconosciamo o neghiamo quel che risposero i Giudei, saremmo ben lungi dal negarlo. Se ci si domandasse: – Cristo è o non è figlio di David? e noi rispondessimo di no, contraddiremmo il Vangelo, perché il Vangelo, quello scritto da Matteo, comincia precisamente così: Libro della generazione di Gesù Cristo, figlio di David (Mt 1, 1). L’Evangelista afferma di scrivere il libro della generazione di Gesù Cristo, figlio di David. Dissero dunque bene i Giudei quando, interrogati da Cristo di chi credevano esser figlio il Cristo, risposero: di David. Con la loro risposta concorda il Vangelo; questo però non l’ammette soltanto la credenza dei Giudei, ma anche la fede dei Cristiani. Trovo ancora altre prove autorevoli. L’Apostolo dice: Egli fu fatto dalla stirpe di David secondo la carne (Rm 1, 3); ed anche a Timoteo scrive: Ricordati che Cristo Gesù, della stirpe di David, risuscitò dai morti secondo il mio Vangelo (2 Tm 2, 8-9). E che cosa dice di questo suo Vangelo? Per esso mi affatico fino a stare in catene come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata (Gn 49, 27). L’Apostolo, dunque, si affaticava fino al punto di essere incatenato per la causa del suo Vangelo, cioè per quell’economia evangelica che generosamente predicava e dispensava ai popoli: come al mattino aveva divorato la preda, alla sera divideva il bottino (Cf. Rm 10, 10). Egli, dunque, si affaticava fino al punto di essere incatenato per la causa del Vangelo. Quale Vangelo? Che Cristo Gesù, della stirpe di David, risuscitò dai morti. Per questo Vangelo si affaticava l’Apostolo, e proprio su di esso verteva la domanda fatta da Cristo. Eppure, ai Giudei che rispondevano quel che predicava l’Apostolo, egli replicò, quasi in tono di contraddirli, con queste parole: In qual modo dunque David, in spirito lo chiama Signore? e portò anche la testimonianza di questo Salmo: Il Signore ha detto al mio Signore (…) Se dunque, in spirito, lo chiama Signore, in qual modo è suo figlio? I Giudei, di fronte a questa interrogazione, tacquero: essi non trovarono in seguito nessuna risposta né, tuttavia, cercarono di scoprire in lui il Signore, perché non riconoscevano che fosse proprio lui il figlio di David. Noi invece, o fratelli, dobbiamo crederlo e confessarlo, perché con il cuore si crede per la giustizia e con la bocca si fa confessione per la salvezza: crediamolo – intendo dire – e confessiamolo sia come figlio di David sia come Signore di David. Non dobbiamo vergognarci del figlio di David, per non ritrovare adirato con noi il Signore di David!
Vedi