IX DOMENICA DOPO PENTECOSTE – C

IX DOMENICA DOPO PENTECOSTE – C

Volgi il tuo sguardo misericordioso
sopra di me, Signore,
perché sono povero e solo.
Vedi che sono oppresso e travagliato,
perdona tutti i miei peccati.
Sal 24 (25), 16. 18

LETTURA
L’unzione di Davide.
1 Sam 16, 1-13
SALMO RESPONSORIALE
Sal 88 (89), 20-22. 27-28
EPISTOLA
Gesù Cristo, della stirpe di Davide.
2 Tm 2, 8-13
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 9, 27)
VANGELO
Il Messia, figlio, ma anche Signore di Davide.
Mt 22, 41-46
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dall’Esposizione sul salmo 109

Cristo figlio di David e Signore di David. 

4. [v 1.] Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io non ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi. Tale questione, dunque, che il Signore propose ai Giudei, noi dobbiamo trattarla al principio stesso del Salmo. Se, infatti, CI si chiedesse se anche noi riconosciamo o neghiamo quel che risposero i Giudei, saremmo ben lungi dal negarlo. Se ci si domandasse: – Cristo è o non è figlio di David? e noi rispondessimo di no, contraddiremmo il Vangelo, perché il Vangelo, quello scritto da Matteo, comincia precisamente così: Libro della generazione di Gesù Cristo, figlio di David (Mt 1, 1). L’Evangelista afferma di scrivere il libro della generazione di Gesù Cristo, figlio di David. Dissero dunque bene i Giudei quando, interrogati da Cristo di chi credevano esser figlio il Cristo, risposero: di David. Con la loro risposta concorda il Vangelo; questo però non l’ammette soltanto la credenza dei Giudei, ma anche la fede dei Cristiani. Trovo ancora altre prove autorevoli. L’Apostolo dice: Egli fu fatto dalla stirpe di David secondo la carne (Rm 1, 3); ed anche a Timoteo scrive: Ricordati che Cristo Gesù, della stirpe di David, risuscitò dai morti secondo il mio Vangelo (2 Tm 2, 8-9). E che cosa dice di questo suo Vangelo? Per esso mi affatico fino a stare in catene come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata (Gn 49, 27). L’Apostolo, dunque, si affaticava fino al punto di essere incatenato per la causa del suo Vangelo, cioè per quell’economia evangelica che generosamente predicava e dispensava ai popoli: come al mattino aveva divorato la preda, alla sera divideva il bottino (Cf. Rm 10, 10). Egli, dunque, si affaticava fino al punto di essere incatenato per la causa del Vangelo. Quale Vangelo? Che Cristo Gesù, della stirpe di David, risuscitò dai morti. Per questo Vangelo si affaticava l’Apostolo, e proprio su di esso verteva la domanda fatta da Cristo. Eppure, ai Giudei che rispondevano quel che predicava l’Apostolo, egli replicò, quasi in tono di contraddirli, con queste parole: In qual modo dunque David, in spirito lo chiama Signore? e portò anche la testimonianza di questo Salmo: Il Signore ha detto al mio Signore (…) Se dunque, in spirito, lo chiama Signore, in qual modo è suo figlio? I Giudei, di fronte a questa interrogazione, tacquero: essi non trovarono in seguito nessuna risposta né, tuttavia, cercarono di scoprire in lui il Signore, perché non riconoscevano che fosse proprio lui il figlio di David. Noi invece, o fratelli, dobbiamo crederlo e confessarlo, perché con il cuore si crede per la giustizia e con la bocca si fa confessione per la salvezza: crediamolo – intendo dire – e confessiamolo sia come figlio di David sia come Signore di David. Non dobbiamo vergognarci del figlio di David, per non ritrovare adirato con noi il Signore di David!

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