IV DOMENICA DI QUARESIMA – A

Signore, da’ luce ai miei occhi
perché non mi addormenti nella morte;
perché l’avversario non dica:
«Sono più forte di lui».
Tu che hai aperto gli occhi al cieco nato,
con la tua luce illumina il mio cuore
perché io sappia vedere le tue opere
e custodisca tutti i tuoi precetti.
Cfr. Sal 12 (13), 4-5

LETTURA
Mosè rimane con il Signore, riceve le due tavole della Testimonianza e il suo viso diviene raggiante.
Es 34, 27 – 35, 1
SALMO RESPONSORIALE
Sal 35 (36), 6-11
EPISTOLA
Non velàti come Mosè, riflettiamo come in uno specchio la gloria del Signore.
2 Cor 3, 7-18
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 8, 12)
VANGELO
Il cieco nato.
Gv 9, 1-38b
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

IRENEO DI LIONE
Contro le eresie V ,6,1

La mano di Dio

A colui che era cieco dalla nascita Gesù restituì la vista non attraverso una parola, ma attraverso un’azione; non si comportò così per caso o senza motivo, ma per manifestare la mano di Dio che, in principio, aveva plasmato l’uomo. Ed è per questo che ai discepoli che gli chiedevano per colpa di chi, se per colpa sua o per colpa dei genitori, quell’uomo fosse nato cieco, rispose: Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché siano manifestate in lui le opere di Dio (Gv 9,3); le opere di Dio sono la creazione dell’uomo. È attraverso l’operare che Dio ha creato l’uomo, come dice la Scrittura: E Dio prese del fango dalla terra e plasmò l’uomo (Gen 2,7). E per questo che il Signore sputò per terra, fece del fango e lo spalmò sugli occhi del cieco (Gv 9,6) mostrando in che modo anticamente era stato plasmato l’uomo e per quelli che erano capaci di comprendere manifestando la mano di Dio dalla quale l’uomo era stato plasmato a partire dal fango.

Il Verbo artista completò alla luce del sole ciò che aveva omesso di plasmare nel ventre materno, affinché si manifestassero in lui le opere di Dio (Gv 9,3) e affinché noi non cercassimo più un’altra mano dalla quale sarebbe stato modellato l’uomo, né un altro Padre, poiché sappiamo che la mano di Dio che ci ha modellati in principio e che ci plasma nel seno materno, questa mano negli ultimi tempi ci ha cercato, noi che eravamo perduti (cf. Lc 19,10), ha recuperato e si è messo sulle spalle la sua pecora e con gioia l’ha restituita al gregge di vita (cf. Lc 15,4-6).

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