Venite, adoriamo:
prostriamoci a colui che ci ha creato
perché è nostro Signore e nostro Dio.
Cf. Sal 94 (95), 6-7a
LETTURA
La creazione dell’uomo.
Gn 2, 4b-17 Lettura del libro della Genesi.
Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo, ma una polla d’acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo. Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre attorno a tutta la regione di Avìla, dove si trova l’oro e l’oro di quella regione è fino; vi si trova pure la resina odorosa e la pietra d’ònice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre attorno a tutta la regione d’Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate.
Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 103 (104), 24. 27-30 R/. Benedetto il Signore che dona la vita.
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature. R/.
Tutti da te aspettano
che tu dia loro il cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni. R/.
Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. R/.
EPISTOLA
Per un solo uomo il peccato, per un solo Uomo la grazia.
Rm 5, 12-17 Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato… Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo si sono riversati in abbondanza su tutti.
E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
CANTO AL VANGELO
(Col 1, 16b) Alleluia.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Alleluia.
VANGELO
Dio ha dato il suo Figlio, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Gv 3, 16-21 Lettura del Vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie.
Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, «chiunque crede in Cristo ha la vita eterna»: con fede e speranza accresciute, innalziamo fiduciosi le nostre preghiere rispondendo:
Ascoltaci Signore!
– Per la Chiesa, perché, con parola forte e in coerenza di vita, continui ad annunciare in Cristo l’unica speranza di salvezza per il mondo: preghiamo. R.
– Per quanti sono chiamati a responsabilità istituzionali e di governo, perché, nel loro impegno a servizio del bene comune, sappiano promuovere la costruzione di una società onesta e solidale: preghiamo. R.
– Per noi, perché, nonostante le nostre mancanze e i nostri limiti, sappiamo essere testimoni della novità del Vangelo in ogni ambiente di vita: preghiamo. R.
Verso le tue creature, o Dio, tu preferisci la misericordia allo sdegno; vedi quanto siamo deboli e incerti e fa’ prevalere sulla nostra povertà la luce e la forza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore.
COMMENTO AL VANGELO
IGNAZIO DI ANTIOCHIA
Ad Rom. 7 s.
L’amore incorruttibile
Ora, nel pieno possesso della mia vita, vi scrivo che bramo di morire. Il mio amore è crocifisso, e non vi è più in me un fuoco terreno; ma un’acqua viva mormora in me e mi dice dentro: «Vieni al Padre!».
Non gusto più il cibo corruttibile dei piaceri della vita; voglio il pane di Dio, che è la carne di Gesù Cristo, figlio di David, e voglio come bevanda il suo sangue, cioè l’amore incorruttibile.
Non voglio più vivere quaggiù…
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