Dio stesso ci ha segnato con l’unzione santa,
confermandoci con il dono dello Spirito
che vive nei nostri cuori.
Cf. 2Cor 1, 21-22
LETTURA
La radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli, le nazioni la cercheranno con ansia.
Is 11, 10-16 Lettura del profeta Isaia.
In quel tempo. Isaia parlò, dicendo:
«In quel giorno avverrà
che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli.
Le nazioni la cercheranno con ansia.
La sua dimora sarà gloriosa.
In quel giorno avverrà
che il Signore stenderà di nuovo la sua mano
per riscattare il resto del suo popolo,
superstite dall’Assiria e dall’Egitto,
da Patros, dall’Etiopia e dall’Elam,
da Sinar e da Camat e dalle isole del mare.
Egli alzerà un vessillo tra le nazioni
e raccoglierà gli espulsi d’Israele;
radunerà i dispersi di Giuda
dai quattro angoli della terra.
Cesserà la gelosia di Èfraim
e gli avversari di Giuda saranno sterminati;
Èfraim non invidierà più Giuda
e Giuda non sarà più ostile a Èfraim.
Voleranno verso occidente contro i Filistei,
insieme deprederanno i figli dell’oriente,
stenderanno le mani su Edom e su Moab
e i figli di Ammon saranno loro sudditi.
Il Signore prosciugherà il golfo del mare d’Egitto
e stenderà la mano contro il Fiume.
Con la potenza del suo soffio
lo dividerà in sette bracci,
così che si possa attraversare con i sandali.
Si formerà una strada per il resto del suo popolo
che sarà superstite dall’Assiria,
come ce ne fu una per Israele
quando uscì dalla terra d’Egitto».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 131 (132), 11. 13-14. 17-18; R: Salmo 125, 3a R/. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Il Signore ha giurato a Davide,
promessa da cui non torna indietro:
«Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!». R/.
Sì, il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per sua residenza:
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
qui risiederò, perché l’ho voluto. R/.
Là farò germogliare una potenza per Davide,
preparerò una lampada per il mio consacrato.
Rivestirò di vergogna i suoi nemici,
mentre su di lui fiorirà la sua corona». R/.
EPISTOLA
Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori.
1Tm 1, 12-17 Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.
Carissimo, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
CANTO AL VANGELO
(Cf. Gv 3, 16-17) Alleluia.
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio unigenito
perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Alleluia.
VANGELO
Il Cristo di Dio.
Lc 9, 18-22 Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Il Signore Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno.
«Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, riconoscenti per i doni del Signore, eleviamo con fiducia e speranza le nostre umili preghiere rispondendo:
Ascoltaci, Signore!
– Per la Chiesa, perché professando chiaramente la sua totale fiducia in Dio sia chiaro strumento di salvezza per il mondo intero: preghiamo. R.
– Per i seminaristi e i loro educatori, perché, nell’amore per Dio e il prossimo, conformino sempre più la loro vita all’insegnamento del Signore: preghiamo. R.
– Per ciascuno di noi, perché, con coerenza e semplicità, disponga il proprio cuore alla costante ricerca del volto di Dio: preghiamo. R.
O Dio, che manifesti la tua grandezza soprattutto nella misericordia e nel perdono, esercita su di noi la molteplice azione della tua grazia; serbaci nella speranza viva e operosa dei beni promessi e donaci un giorno di entrare nel regno dei cieli. Per Cristo nostro Signore.
COMMENTO AL VANGELO
SANT’AMBROGIO
Expositio Evangelii secundum Lucam, VI, 93-98
- La preghiera del Maestro e il luogo solitario
Bene fa Gesù a pregare in disparte, benché i discepoli fossero con lui. Con questo esempio ci insegna che i segreti della fede devono essere cercati e contemplati nel raccoglimento e nella tranquillità dell’animo. Chiede non perché ignori le opinioni degli uomini, ma per insegnarci che chi vuole conoscere Cristo non deve fermarsi alle opinioni della folla. Infatti, quali opinioni può avere una moltitudine volubile? C’è chi lo crede Giovanni, chi Elia, chi uno degli antichi profeti. Ma il Signore non cerca la voce della folla imperfetta; cerca la testimonianza dei suoi discepoli, di coloro che sono rimasti con lui.
- La domanda rivolta ai discepoli e il primato della fede
Perciò dice: «Ma voi, chi dite che io sia?». Voi che siete stati con me, che avete visto i miei miracoli, che avete udito le mie parole segrete: chi dite che io sia?
Pietro, subito, ricordandosi della sua prerogativa, prende la parola a nome di tutti e dice: «Il Cristo di Dio». Non dice soltanto “Gesù” o “un profeta”, ma «Il Cristo di Dio». Risponde Pietro per tutti; o meglio, la risposta di Pietro è la risposta della Chiesa intera. In questa breve parola c’è la pienezza della nostra salvezza. Riconosce che Egli è il Consacrato dal Padre, l’Unto sopra tutti i suoi compagni, Colui che unisce in sé la divinità e la vera umanità.
- Il comando del silenzio e la debolezza dei credenti
Ma perché Gesù impone loro di non dirlo a nessuno? «Egli allora ordinò loro severamente di non riferire questo ad alcuno».
È forse un male far conoscere la verità? O il Signore voleva forse nascondere la sua gloria? Niente affatto. Ma c’era un tempo opportuno per ogni cosa. Se la gente avesse saputo che Egli era il Cristo di Dio prima che si compisse la passione, si sarebbe scandalizzata vedendolo poi catturato, percosso e messo a morte sulla croce. Come avrebbero potuto credere che fosse il Figlio di Dio Colui che vedevano morire come un condannato? Era necessario prima soffrire, affinché la forza della Risurrezione confermasse la verità della sua divinità.
- La necessità della Passione (dei)
Per questo motivo Gesù aggiunge subito: «Bisogna che il Figlio dell’uomo soffra molte cose, sia riprovato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, sia ucciso e risorga il terzo giorno».
Vedi come la Passione non sia una necessità di debolezza, ma un mistero di pietà e di obbedienza. Quando dice «bisogna» (debet), mostra che il compimento delle Scritture e la salvezza dell’uomo richiedevano questo sacrificio. Egli non soffre contro la sua volontà, ma si offre volontariamente per noi. Predice con precisione ogni cosa: la sofferenza, il rifiuto da parte dei capi del popolo, la morte e la risurrezione, affinché i discepoli, quando ciò fosse accaduto, non pensassero che si trattasse di una sconfitta, ma del disegno eterno della divina sapienza.
- La croce come vittoria sulla morte
Egli viene ucciso, ma risorge il terzo giorno. La morte non lo trattiene, ma viene distrutta dalla sua risurrezione. Se dunque non si rivela subito la maestà del Cristo, è perché la via della croce deve precedere la gloria. Prima si deve bere il calice della passione, poi si riceverà il regno.
- L’insegnamento per il cristiano
Impariamo dunque da questo passaggio a non cercare la gloria di Cristo prima di aver preso la nostra croce. La vera fede riconosce in Cristo sia la divinità che la sofferenza: se togli la passione, togli la redenzione dell’uomo; se togli la divinità, togli la potenza della risurrezione. Teniamo salda la confessione di Pietro: Gesù è il Cristo di Dio, crocifisso per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione.
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