III DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – A

Dio stesso ci ha segnato con l’unzione santa,
confermandoci con il dono dello Spirito
che vive nei nostri cuori.
Cf. 2Cor 1, 21-22

LETTURA
La radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli, le nazioni la cercheranno con ansia.
Is 11, 10-16
SALMO RESPONSORIALE
Sal 131 (132), 11. 13-14. 17-18; R: Salmo 125, 3a
EPISTOLA
Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori.
1Tm 1, 12-17
CANTO AL VANGELO
(Cf. Gv 3, 16-17)
VANGELO
Il Cristo di Dio.
Lc 9, 18-22
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

SANT’AMBROGIO
Expositio Evangelii secundum Lucam, VI, 93-98

  1. La preghiera del Maestro e il luogo solitario

Bene fa Gesù a pregare in disparte, benché i discepoli fossero con lui. Con questo esempio ci insegna che i segreti della fede devono essere cercati e contemplati nel raccoglimento e nella tranquillità dell’animo. Chiede non perché ignori le opinioni degli uomini, ma per insegnarci che chi vuole conoscere Cristo non deve fermarsi alle opinioni della folla. Infatti, quali opinioni può avere una moltitudine volubile? C’è chi lo crede Giovanni, chi Elia, chi uno degli antichi profeti. Ma il Signore non cerca la voce della folla imperfetta; cerca la testimonianza dei suoi discepoli, di coloro che sono rimasti con lui.

  1. La domanda rivolta ai discepoli e il primato della fede

Perciò dice: «Ma voi, chi dite che io sia?». Voi che siete stati con me, che avete visto i miei miracoli, che avete udito le mie parole segrete: chi dite che io sia?

Pietro, subito, ricordandosi della sua prerogativa, prende la parola a nome di tutti e dice: «Il Cristo di Dio». Non dice soltanto “Gesù” o “un profeta”, ma «Il Cristo di Dio». Risponde Pietro per tutti; o meglio, la risposta di Pietro è la risposta della Chiesa intera. In questa breve parola c’è la pienezza della nostra salvezza. Riconosce che Egli è il Consacrato dal Padre, l’Unto sopra tutti i suoi compagni, Colui che unisce in sé la divinità e la vera umanità.

  1. Il comando del silenzio e la debolezza dei credenti

Ma perché Gesù impone loro di non dirlo a nessuno? «Egli allora ordinò loro severamente di non riferire questo ad alcuno».

È forse un male far conoscere la verità? O il Signore voleva forse nascondere la sua gloria? Niente affatto. Ma c’era un tempo opportuno per ogni cosa. Se la gente avesse saputo che Egli era il Cristo di Dio prima che si compisse la passione, si sarebbe scandalizzata vedendolo poi catturato, percosso e messo a morte sulla croce. Come avrebbero potuto credere che fosse il Figlio di Dio Colui che vedevano morire come un condannato? Era necessario prima soffrire, affinché la forza della Risurrezione confermasse la verità della sua divinità.

  1. La necessità della Passione (dei)

Per questo motivo Gesù aggiunge subito: «Bisogna che il Figlio dell’uomo soffra molte cose, sia riprovato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, sia ucciso e risorga il terzo giorno».

Vedi come la Passione non sia una necessità di debolezza, ma un mistero di pietà e di obbedienza. Quando dice «bisogna» (debet), mostra che il compimento delle Scritture e la salvezza dell’uomo richiedevano questo sacrificio. Egli non soffre contro la sua volontà, ma si offre volontariamente per noi. Predice con precisione ogni cosa: la sofferenza, il rifiuto da parte dei capi del popolo, la morte e la risurrezione, affinché i discepoli, quando ciò fosse accaduto, non pensassero che si trattasse di una sconfitta, ma del disegno eterno della divina sapienza.

  1. La croce come vittoria sulla morte

Egli viene ucciso, ma risorge il terzo giorno. La morte non lo trattiene, ma viene distrutta dalla sua risurrezione. Se dunque non si rivela subito la maestà del Cristo, è perché la via della croce deve precedere la gloria. Prima si deve bere il calice della passione, poi si riceverà il regno.

  1. L’insegnamento per il cristiano

Impariamo dunque da questo passaggio a non cercare la gloria di Cristo prima di aver preso la nostra croce. La vera fede riconosce in Cristo sia la divinità che la sofferenza: se togli la passione, togli la redenzione dell’uomo; se togli la divinità, togli la potenza della risurrezione. Teniamo salda la confessione di Pietro: Gesù è il Cristo di Dio, crocifisso per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione.

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