III DOMENICA DI QUARESIMA – A

In Dio la mia salvezza e la mia gloria,
è il Dio della mia forza
e mia speranza è lui.
In lui sperate, voi tutti qui riuniti,
aprite il vostro cuore innanzi a Dio
perché è il Signore, è lui che ci soccorre.
Sal 61 (62), 8-9

LETTURA
Dio scende sul Sinai nella nube – Farò meraviglie e il popolo vedrà l’opera di Dio.
Es 34, 1-10
SALMO RESPONSORIALE
Sal 105 (106), 6-7c. 43ab. 44-46
EPISTOLA
Chi ha fede viene benedetto insieme ad Abramo che credette.
Gal 3, 6-14
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 8, 46-47)
VANGELO
Abramo esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia.
Gv 8, 31-59
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di San Giovanni, Omelia 41

Dalla servitù al servizio.

8. Dato che chiunque commette il peccato è schiavo del peccato, ascoltate quale speranza di libertà ci rimane. Ora, lo schiavo – dice – non rimane nella casa per sempre (Gv 8, 35). La casa è la Chiesa, lo schiavo è il peccatore. Sono molti a entrare peccatori nella Chiesa. Egli, però, non ha detto che lo schiavo non è nella casa, ma ha detto: non rimane nella casa per sempre. Se non ci sarà nessuno schiavo in quella casa, chi ci sarà? Quando il re giusto sederà in trono – dice la Scrittura – chi potrà vantarsi d’avere il cuore puro? e chi potrà vantarsi di avere il cuore libero dal peccato? (Prv 20, 8-9). Ci ha riempiti di spavento, o miei fratelli, quando ha detto: lo schiavo non rimane nella casa per sempre. Però egli subito aggiunge: ma il Figlio vi dimora per sempre. Ma allora Cristo sarà solo nella sua casa? non ci sarà nessun popolo unito a lui? Di chi sarà il capo se non vi sarà il corpo? O forse con la parola “Figlio” vuole intendere il tutto, cioè il capo e il corpo? Non è senza motivo che egli ci ha riempiti di spavento e insieme ha acceso nel nostro cuore la speranza: ci ha spaventati per staccarci dal peccato, ci ha aperto il cuore alla speranza perché non disperassimo dell’assoluzione dal peccato: chiunque commette il peccato – dice – è schiavo del peccato; ora, lo schiavo non rimane nella casa per sempre. Quale speranza c’è dunque per noi che non siamo senza peccato? Ascolta quale speranza c’è per te: Il Figlio vi dimora per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi (Gv 8, 34-36). Questa è la nostra speranza, o fratelli: che ci liberi colui che è libero, e, liberandoci, ci faccia suoi schiavi. Eravamo schiavi della cupidigia, e, liberati, diventiamo schiavi della carità. É quello che dice l’Apostolo: Voi, o fratelli, siete stati chiamati a libertà; soltanto non invocate la libertà a pretesto di una condotta carnale, ma servitevi a vicenda mediante la carità (Gal 5, 13). Non dica il cristiano: Sono libero, sono stato chiamato alla libertà; ero schiavo ma sono stato redento, e in forza della redenzione sono diventato libero; posso fare quindi ciò che voglio, nessuno ponga limiti alla mia volontà se sono libero. Ma se con questa volontà commetti il peccato, sei di nuovo schiavo del peccato. Non abusare quindi della libertà per abbandonarti al peccato, ma usala per non peccare. La tua volontà sarà libera se sarà buona. Sarai libero se sarai schiavo: libero dal peccato, schiavo della giustizia, così come dice l’Apostolo: Quando eravate sotto la schiavitù del peccato, eravate liberi dalla giustizia. Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete il vostro frutto nella santificazione; e il fine è la vita eterna (Rm 6, 20 22). A questo devono tendere tutti i nostri sforzi.

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