III DOMENICA DI AVVENTO – A

O cieli stillate rugiada,
dalle nubi discenda giustizia;
si schiuda la terra
e germogli il Salvatore.
Is 45, 8ab

LETTURA
Ecco, il vostro Dio viene a salvarvi.
Is 35, 1-10
SALMO RESPONSORIALE
Sal 84 (85), 8
EPISTOLA
I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili.
Rm 11, 25-36
CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 11, 13-14)
VANGELO
Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete.
Mt 11, 2-15
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di S. Giovanni 35, 2-3

Prima di venire in terra, nostro Signore Gesù Cristo aveva inviato davanti a sé numerosi profeti come lucerne. Faceva parte di quelle anche Giovanni Battista, al quale la massima luce che è Cristo Signore rese testimonianza come a nessuno degli uomini, dicendo: Fra i nati di donna non è apparso uno più grande di Giovanni Battista (Mt 11, 11). Ed egli, il più grande fra i nati di donna, disse del Signore Gesù Cristo: Io battezzo in acqua; ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete: colui che viene, che è più forte di me, al quale non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo (Gv 1, 26-27). Guardate come la lucerna rende omaggio alla luce del giorno. Che Giovanni fosse una lucerna lo attesta lo stesso Signore: Egli era – dice – una lucerna che arde e risplende, e voi per un momento avete voluto esultare alla sua luce (Gv 5, 35). E quando più tardi i Giudei dissero al Signore: Con quale autorità fai questo? (Mt 21, 23), il Signore, sapendo che essi tenevano in gran conto Giovanni Battista, e sapendo che il Battista, da loro tenuto in gran conto, aveva reso testimonianza al Signore, rispose loro: Vi farò anch’io una sola domanda: Il battesimo di Giovanni donde veniva, dal cielo o dagli uomini? (Mt 21, 24-25). Imbarazzati, essi ragionavano dentro di sé: Se diciamo “dagli uomini”, la folla ci lapiderà, perché ritiene Giovanni un profeta; se diciamo “dal cielo”, ci risponderà: Colui che voi riconoscete aver ricevuto la profezia dal cielo, mi ha reso testimonianza, e da lui avete sentito con quale autorità io faccio questo. Videro dunque che, qualunque cosa avessero risposto, sarebbero caduti nel laccio, e dissero: Non lo sappiamo. E il Signore replicò: Nemmeno io vi dico con quale autorità faccio questo (Mt 21, 27). Io non vi dico ciò che so, perché voi non volete confessare ciò che sapete. Giustamente umiliati e confusi, si allontanarono; e si adempì ciò che nel salmo aveva detto Dio Padre per bocca del profeta: Ho preparato una lucerna – che è appunto Giovanni – per il mio Cristo, e riempirò di confusione i suoi nemici (Sal 131, 17-18).

Il Signore Gesù Cristo possedeva dunque la testimonianza dei profeti che aveva inviato innanzi a sé come araldi che precedono il giudice. Possedeva la testimonianza di Giovanni, ma più grande era la testimonianza che egli stesso si rendeva. Quelli, però, cercavano delle lucerne perché, avendo gli occhi malati, non sopportavano la luce del giorno. Lo stesso Apostolo Giovanni, autore di questo Vangelo che abbiamo in mano, nel prologo così parla di Giovanni Battista: Vi fu un uomo mandato da Dio, e il suo nome era Giovanni. Questi venne come testimone, per dar testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui. Non era egli la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Egli era la vera luce che illumina ogni uomo che viene in questo mondo (Gv 1, 6-9). Se illumina ogni uomo, illumina anche Giovanni; per questo lo stesso Giovanni dice: Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto (Gv 1, 16). Tenete dunque presente tutto questo, perché la vostra fede in Cristo diventi più consapevole e matura, e non dobbiate rimanere sempre bambini che cercano il petto materno rifiutando il cibo solido. Presso la santa Chiesa di Cristo, che è vostra madre, dovete ormai svezzarvi e nutrirvi accostandovi, non con lo stomaco ma con la mente, a cibi più solidi. Sappiate ormai distinguere la luce che illumina dalla luce che viene illuminata. Anche i nostri occhi, infatti, vengono chiamati luci, e di solito la gente giura sui propri occhi, che considera luci, e nel giurare se li tocca con la mano. Ed è nota la formula di giuramento: Così possano vivere le mie luci! Ma se aspetti che queste luci, se tali sono, si aprano e ti rischiarino, quando viene a mancare la luce nella tua stanza chiusa, aspetterai invano. Ora, come gli occhi, che abbiamo in faccia e che chiamiamo luci, anche quando sono sani e aperti hanno bisogno della luce che viene dall’esterno – sottraendo o mancando la quale, benché sani e aperti, non vedono –, così la nostra mente, che è l’occhio dell’anima, se non viene irradiata dalla luce della verità e non viene prodigiosamente rischiarata da colui che illumina senza dover essere illuminato, non potrà pervenire né alla sapienza né alla giustizia. E’ questa infatti la nostra via: vivere secondo giustizia. Come può non inciampare chi cammina senza luce? E’ dunque necessario, ed è un grande dono, poter vedere la via che si deve percorrere.

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