">

II DOMENICA DOPO L’EPIFANIA

Signore, ascolta la mia voce!
Di te il mio cuore ha detto:
«Cerca il suo volto!».
Io cercherò il tuo volto, Signore;
non ti celare mai.
Sal 26 (27), 7-9a

LETTURA
Il Signore preparerà per tutti i popoli un banchetto di vini eccellenti.
Is 25, 6-10a

SALMO
Sal 71 (72), 12-13. 17-19

EPISTOLA
In Cristo abita la pienezza della divinità.
Col 2, 1-10a

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 2, 2. 11)

VANGELO
Il segno alle nozze di Cana.
Gv 2, 1-11

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

COMMENTO AL VANGELO

DOM PROSPER GUÉRANGER
Il mistero di Cana

Il terzo Mistero dell’Epifania ci mostra la realizzazione dei piani della divina misericordia sul mondo, come pure ci manifesta una terza volta la gloria dell’Emmanuele. La Stella ha guidato l’anima alla fede, l’Acqua santificata del Giordano le ha conferito la purezza, il Banchetto nuziale la unisce al suo Dio. Abbiamo cantato lo Sposo che usciva radioso incontro alla Sposa; l’abbiamo sentito chiamarla dalle vette del Libano; ora che l’ha illuminata e purificata, vuole inebriarla del vino del suo amore.

Si è preparato un banchetto, un banchetto nuziale; la Madre di Gesù vi assiste; poiché, dopo aver cooperato al mistero della Incarnazione del Verbo, è giusto che sia associata a tutte le opere del suo Figliuolo, a tutti i favori che egli prodiga ai suoi eletti. Ma nel bel mezzo del banchetto viene a mancare il vino. Fin’allora la Gentilità non aveva conosciuto il dolce vino della Carità; la Sinagoga non aveva prodotto che graspi selvatici. Cristo è la vera Vite, come dice egli stesso. Egli solo poteva dare quel vino che allieta il cuore dell’uomo (Sal 103), e offrirci a bere di quel calice inebriante che David aveva cantato (Sal 22).

Maria dice al Salvatore: “Non hanno più vino”. Spetta alla Madre di Dio far presenti a lui le necessità degli uomini, dei quali pure è la madre. Tuttavia, Gesù le risponde con una apparente freddezza: “Che importa a me e a te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. Questo perché, in quel grande Mistero, egli avrebbe agito non più come Figlio di Maria, ma come Figlio di Dio. Più tardi, nell’ora che deve venire, apparirà agli occhi di quella stessa Madre, morente sulla croce, secondo l’umanità che aveva ricevuta da essa. Maria ha compreso subito l’intenzione divina del suo Figliuolo, e proferisce le parole che ripete sempre a tutti i suoi figli: Fate quello che vi dirà.

Ora c’erano il sei grandi recipienti di pietra, ed erano vuoti. Il mondo, infatti, era giunto alla sua sesta età, come insegnano sant’Agostino e gli altri dottori insieme con lui. In queste sei età, la terra aspettava il suo Salvatore, che doveva ammaestrarla e salvarla. Gesù ordina di riempire d’acqua i recipienti; ma l’acqua non era adatta per il banchetto dello Sposo. Le figure, le profezie dell’antico mondo erano quell’acqua; e nessun uomo, fino all’avvento della sesta età in cui Cristo che è la Vite doveva comunicarsi, avrebbe stretto alleanza con il Verbo divino.

Ma quando è venuto l’Emmanuele, egli non ha che una parola da dire: “Attingete subito”. Il vino della nuova Alleanza, quel vino che era riservato per la fine, riempie esso solo i recipienti. Assumendo la nostra natura umana, natura debole come l’acqua, egli ne ha voluto la trasformazione e l’ha elevata fino a sé, facendoci partecipi della natura divina (2Pt 4,1); ci ha resi capaci di stringere l’unione con lui, di formare l’unico corpo di cui egli è il Capo, la Chiesa di cui è lo Sposo, e che amava da tutta l’eternità d’un amore così ardente che è disceso dal cielo per celebrare queste nozze con essa.

San Matteo, l’Evangelista dell’umanità del Salvatore, ha ricevuto dallo Spirito Santo l’incarico di annunciarci il mistero della fede mediante la Stella; san Luca, l’Evangelista del Sacerdozio, è stato scelto per istruirci sul mistero della Purificazione mediante le Acque; spettava al Discepolo prediletto rivelarci il mistero delle Nozze divine. Perciò, suggerendo alla santa Chiesa l’intenzione di questo terzo mistero, si serve della seguente espressione: Questo il primo dei miracoli di Gesù, ed egli vi manifestò la sua gloria. A Betlemme, l’Oro e l’Incenso dei Magi profetizzarono la divinità e la Regalità nascoste del Bambino; sul Giordano, la discesa dello Spirito Santo e la voce del Padre proclamarono Figlio di Dio l’artigiano di Nazareth; a Cana, agisce Gesù stesso e agisce da Dio: “Infatti – dice sant’Agostino – Colui che trasformò l’acqua in vino nelle idrie non poteva essere se non quello stesso che, ogni anno, opera un simile prodigio nella vite”. Cosicché da quel momento – come nota san Giovanni – “i suoi discepoli credettero in lui”, e cominciò a formarsi il collegio apostolico.

Vedi

Download diretto

File Dimensione del file
pdf A_2_POST_EPIFANIA_B_2021 268 KB

Vedi anche

SACRA FAMIGLIA DI GESÙ, GIUSEPPE E MARIA

Esulti di gioia il padre del giusto,
gioisca la madre che l’ha generato.
Pro 23, 24b-25

Su questo sito Web utilizziamo strumenti nostri o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione o per permettere la condivisione sui Social Network (cookie di terze parti); alcuni partner ci offrono servizi per i quali vengono installati i loro cookie statistici e di marketing. Possiamo utilizzare i cookie tecnici senza alcun consenso da parte tua, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie di terze parti. Abilitando questi cookie, ci aiuterai a offrirti una migliore esperienza di navigazione. Approfondisci leggendo la COOCKIE POLICY.