II DOMENICA DI QUARESIMA – A

Grandi e mirabili le tue opere, Dio onnipotente,
tu che lavi la Chiesa col lavacro dell’acqua
in virtù della parola di vita,
perché la tua misericordia resta in eterno!
Giuste e vere le tue strade, Re dei secoli,
che guidi il tuo popolo attraverso il deserto!
Cf. Ap 15, 3; Ef 5, 26; Sal 135 (136), 16

LETTURA
La teofania al Sinai e la rivelazione del Decalogo.
Es 20, 2-24
SALMO RESPONSORIALE
Sal 18 (19), 8ab. 9c-10. 15
EPISTOLA
Il Padre vi dia uno spirito di rivelazione per comprendere la grandezza della sua potenza, che egli manifestò in Cristo.
Ef 1, 15-23
CANTO AL VANGELO
(Cf. Gv 4, 42. 15)
VANGELO
La Samaritana.
Gv 4, 5-42
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

GIOVANNI DAMASCENO
Expos. fidei orthod. 4, 17

È salutare leggere le sacre Scritture

Dice l’Apostolo: “Molte volte e in molti modi anticamente Dio parlò ai nostri padri per mezzo dei profeti; ma in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (He 1,1s). Per mezzo dello Spirito Santo, dunque, hanno parlato la Legge, i profeti, gli evangelisti, gli apostoli, i pastori e i maestri. Perciò ogni Scrittura è ispirata da Dio ed è anche certamente utile (2Tm 3,16). E bello dunque e salutare indagare le divine Scritture. “Come un albero piantato lungo corsi d’acqua”, così anche l’anima, irrigata dalla Scrittura divina, cresce “e porta frutto alla sua stagione” (Ps 1,3), cioè la fede retta, ed è sempre adorna di foglie verdeggianti, cioè le opere gradite a Dio. Dalle Scritture sante infatti veniamo condotti alle azioni virtuose e alla contemplazione pura. Troviamo in esse lo stimolo ad ogni virtù e la dissuasione da ogni vizio. Se dunque impareremo con amore, impareremo molto: infatti, con la diligenza, la fatica e la grazia di Dio che dà tutto, tutto si ottiene, poiché “chi chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto” (Lc 11,10).

Battiamo dunque a questo magnifico giardino delle Scritture, olezzante, soave, fiorente, che rallegra le nostre orecchie con il canto molteplice di uccelli spirituali, pieni di Dio, che tocca il nostro cuore, consolandolo se è triste, calmandolo se è irritato, riempiendolo di eterna letizia; che innalza il nostro pensiero sul dorso dorato, rutilante, nella divina colomba (Ps 67,14), che con le sue ali raggianti ci porti al Figlio unigenito ed erede del padrone della vigna spirituale e per mezzo di lui al “Padre dei lumi” (Jc 1,17). Ma non battiamo fiaccamente bensì con ardore e costanza; e non stanchiamoci di battere. In questo modo ci sarà aperto. Se leggiamo una volta e due volte e non comprendiamo quello che leggiamo, non scoraggiamoci, ma persistiamo, riflettiamo, interroghiamo. È detto infatti: “Interroga tuo padre e te lo annuncerà, i tuoi vecchi e te lo diranno” (Dt 32,7). La scienza non è di tutti (1Co 8,7). Attingiamo alla sorgente di questo giardino le acque perenni e purissime che zampillano nella vita eterna (Jn 4,14). Ne godremo e ce ne delizieremo senza saziarcene: possiede una grazia inesauribile.

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