II DI PASQUA O DELLA DIVINA MISERICORDIA – A

Il Signore guidò a libertà
il suo popolo nell’esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia, alleluia, alleluia.
Cf. Sal 104 (105), 43

LETTURA
Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti.
At 4, 8-24a
SALMO RESPONSORIALE
Sal 117 (118), 1-3. 22-23. 28-29
EPISTOLA
Siete stati sepolti con Cristo nel battesimo e con lui siete anche risorti.
Col 2, 8-15
CANTO AL VANGELO
(Gv 20, 29)
VANGELO
L’apparizione del Risorto nel cenacolo presente Tommaso.
Gv 20, 19-31
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

GIOVANNI CRISOSTOMO
De sacerd. 3, 5

L’autorità conferita ai sacerdoti

Se qualcuno riflettesse cosa è mai per chi è ancor uomo e circondato di carne e sangue poter star così vicino a quella natura beata e illibata, potrebbe vedere bene quale onore la grazia dello Spirito ha fatto ai sacerdoti. Per opera loro, infatti, si compiono questi misteri – e altri non inferiori -: per la loro dignità e la nostra salvezza. Ad uomini che vivono sulla terra, che hanno quaggiù la loro dimora, è stata affidata l’amministrazione dei tesori celesti ed è stato dato un potere che Dio non ha concesso né agli angeli né agli arcangeli. Mai infatti ha detto loro: “Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo; e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo” (Mt 18,18). Certo, anche i dominatori sulla terra hanno il potere di legare, ma solo i corpi; quest’altro vincolo invece tocca l’anima stessa e trascende i cieli: quello che i sacerdoti compiono quaggiù, Iddio lo conferma lassù. Il Padrone convalida la decisione dello schiavo. Che altro infatti gli ha dato se non tutto il potere del cielo? Infatti: “A coloro cui rimetterete i peccati, saranno rimessi; e a coloro cui non li rimetterete, non saranno rimessi” (Gv 20,23). Quale potere sarà maggiore di questo? Il Padre ha dato ai Figlio ogni decisione (Gv 5,22): ma vedo che il Figlio l’ha concessa ai sacerdoti. Come se già fossero stati accolti nel cielo e avessero superata l’umana natura e fossero liberati dalle nostre passioni, a tanto potere sono stati elevati.

Inoltre, se un imperatore concedesse a qualcuno dei suoi sudditi questo onore: cacciare in prigione chi vuole o di liberarne chi vuole, tutti ammirerebbero e rispetterebbero quel tale; ma colui che ha ricevuto da Dio un potere tanto maggiore, quanto il cielo è più augusto della terra e quanto l’anima lo è del corpo, sembrerà forse ad alcuni che abbia ricevuto un piccolo onore, tanto da ritenere di poter disprezzare lui, cui è stato affidato questo dono? Ma è una pazzia! E una pazzia conclamata disprezzare questa autorità, senza di cui non ci è possibile raggiungere né la salvezza né i beni promessi.

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