Il Signore guidò a libertà
il suo popolo nell’esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia, alleluia, alleluia.
Cf. Sal 104 (105), 43
LETTURA
Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti.
At 4, 8-24a Lettura degli Atti degli Apostoli.
In quei giorni. Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».
Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome». Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l’accaduto. L’uomo infatti nel quale era avvenuto questo miracolo della guarigione aveva più di quarant’anni.
Rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani. Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 117 (118), 1-3. 22-23. 28-29 R/. La pietra scartata dai costruttori ora è pietra angolare.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele: «Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne: «Il suo amore è per sempre». R/.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R/.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre. R/.
EPISTOLA
Siete stati sepolti con Cristo nel battesimo e con lui siete anche risorti.
Col 2, 8-15 Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi.
Fratelli, fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.
È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza. In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.
CANTO AL VANGELO
(Gv 20, 29) Alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto.
Alleluia.
VANGELO
L’apparizione del Risorto nel cenacolo presente Tommaso.
Gv 20, 19-31 Lettura del Vangelo secondo Giovanni.
In quel tempo. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, edificati in Cristo Gesù, pietra angolare, rivolgiamo a Dio, Padre di misericordia, le nostre preghiere, perché ci doni una fede salda e incrollabile rispondendo:
Ascoltaci, Signore.
– Per la Chiesa, che confida nell’amore e nella misericordia di Dio, perché sia nel mondo strumento della riconciliazione e della pace, che scaturiscono dal sacrificio di Cristo: preghiamo. R.
– Per quanti vivono nella prova e nella sofferenza, perché, rinnovando la loro adesione al Signore, sperimentino la solidarietà e l’accoglienza dei fratelli: preghiamo. R.
– Per ciascuno di noi, perché, anche nelle difficoltà della vita, sappiamo essere forti nella fede: preghiamo. R.
Padre di misericordia, che sei costante nel tuo amore per noi e a ogni ritorno della festa di Pasqua ravvivi la fede del popolo a te consacrato, accresci il tuo dono di vita perché tutti i tuoi figli comprendano quale Spirito li abbia generati e quale Sangue prezioso li abbia redenti. Per Cristo nostro Signore.
COMMENTO AL VANGELO
GIOVANNI CRISOSTOMO
De sacerd. 3, 5
L’autorità conferita ai sacerdoti
Se qualcuno riflettesse cosa è mai per chi è ancor uomo e circondato di carne e sangue poter star così vicino a quella natura beata e illibata, potrebbe vedere bene quale onore la grazia dello Spirito ha fatto ai sacerdoti. Per opera loro, infatti, si compiono questi misteri – e altri non inferiori -: per la loro dignità e la nostra salvezza. Ad uomini che vivono sulla terra, che hanno quaggiù la loro dimora, è stata affidata l’amministrazione dei tesori celesti ed è stato dato un potere che Dio non ha concesso né agli angeli né agli arcangeli. Mai infatti ha detto loro: “Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo; e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo” (Mt 18,18). Certo, anche i dominatori sulla terra hanno il potere di legare, ma solo i corpi; quest’altro vincolo invece tocca l’anima stessa e trascende i cieli: quello che i sacerdoti compiono quaggiù, Iddio lo conferma lassù. Il Padrone convalida la decisione dello schiavo. Che altro infatti gli ha dato se non tutto il potere del cielo? Infatti: “A coloro cui rimetterete i peccati, saranno rimessi; e a coloro cui non li rimetterete, non saranno rimessi” (Gv 20,23). Quale potere sarà maggiore di questo? Il Padre ha dato ai Figlio ogni decisione (Gv 5,22): ma vedo che il Figlio l’ha concessa ai sacerdoti. Come se già fossero stati accolti nel cielo e avessero superata l’umana natura e fossero liberati dalle nostre passioni, a tanto potere sono stati elevati.
Inoltre, se un imperatore concedesse a qualcuno dei suoi sudditi questo onore: cacciare in prigione chi vuole o di liberarne chi vuole, tutti ammirerebbero e rispetterebbero quel tale; ma colui che ha ricevuto da Dio un potere tanto maggiore, quanto il cielo è più augusto della terra e quanto l’anima lo è del corpo, sembrerà forse ad alcuni che abbia ricevuto un piccolo onore, tanto da ritenere di poter disprezzare lui, cui è stato affidato questo dono? Ma è una pazzia! E una pazzia conclamata disprezzare questa autorità, senza di cui non ci è possibile raggiungere né la salvezza né i beni promessi.
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