I DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – A

Tu sei, o Dio, la mia protezione,
il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
Tu sei la mia forza e la mia difesa;
nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.
Cf. Sal 30 (31), 3b-4

LETTURA
I miei servi saranno chiamati con un altro nome. Ecco io creo nuovi cieli e nuova terra.
Is 65, 13-19
SALMO RESPONSORIALE
Sal 32 (33), 1-3. 12-15. 20-22
EPISTOLA
Risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà. Ora siete luce, comportatevi come figli della luce.
Ef 5, 6-14
CANTO AL VANGELO
(Cf. Mt 3, 11b; Gv 1, 30)
VANGELO
Dopo l’uccisione di Giovanni, Erode tetrarca è posto di fronte al mistero di Gesù.
Lc 9, 7-11
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

SANT’AMBROGIO DI MILANO
Esposizione del Vangelo secondo Luca, Libro VI, 86-93

[86] «Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi fatti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: “Giovanni è risorto dai morti”, altri: “È apparso Elia”, e altri ancora: “È risorto uno degli antichi profeti”. Erode diceva: “Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?”. E cercava di vederlo» (Lc 9, 7-9).

Non senza motivo la Scrittura fa menzione qui dell’iniquo Erode, per mostrare che l’incredulità dei malvagi si confonde di fronte alle opere di Cristo. Costoro infatti si agitano in dubbi e perplessità, incapaci di comprendere le cose divine. Erode si sconcerta e teme: la coscienza della propria colpa gli fa credere che sia risorto quel Giovanni che egli stesso aveva fatto decapitare per compiacere una donna impudica. La colpa produce infatti sempre il terrore, e l’empietà non trova mai riposo: chi ha violato la legge divina vede in ogni prodigio la vendetta del proprio delitto.

[87] La gente invece, non conoscendo la verità di Cristo, ondeggia tra varie opinioni: alcuni pensavano che fosse Giovanni, altri Elia, altri un antico profeta. Ma Cristo non è né Giovanni, né Elia, né uno dei profeti: Egli è il Signore dei profeti, l’Autore della legge, il Creatore degli uomini. Erode desidera vederlo, ma non per fede: cerca di vederlo per curiosità o per timore. Ma chi cerca Cristo con spirito mondano non lo trova, né merita di contemplarne la divinità chi è spinto soltanto dal desiderio di segni prodigiosi o dalla paura del giudizio.

[88] «Al loro ritorno, gli apostoli riferirono a Gesù tutto quello che avevano fatto» (Lc 9, 10).

Vedi come gli apostoli rendono conto al Signore del loro ministero. Essi erano stati inviati a predicare e a guarire, e ora ritornano dal Maestro per offrire i frutti della loro missione. Questo ci insegna che ogni operatore del Vangelo deve sempre riferire a Cristo l’opera compiuta, non attribuendo nulla alla propria forza, ma restituendo ogni gloria a Colui dal quale ha ricevuto la grazia e il potere di agire.

[89] «Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsaida» (Lc 9, 10).

Gesù condusse i suoi discepoli in disparte, per insegnare loro e a noi che occorre riposare dopo le fatiche della predicazione, e che la vita contemplativa deve alternarsi con la vita attiva. Ma perché proprio a Betsaida? Betsaida significa “casa della caccia” o “casa della pesca”. Il Signore si ritira dunque dove si trova la casa dei pescatori, affinché coloro che erano stati chiamati a diventare “pescatori di uomini” trovassero nella solitudine della grazia la preparazione necessaria per la loro missione universale.

[90] «Ma le folle lo scoprirono e lo seguirono» (Lc 9, 11).

Vedi come la fede delle folle supera la riservatezza del luogo. Il Signore cerca il silenzio e la solitudine, ma la necessità degli uomini lo insegue; ed Egli non respinge coloro che lo cercano con cuore sincero. Chi cerca Cristo con fede non è fermato da ostacoli, non trova la strada sbarrata dal deserto, ma segue il Maestro ovunque Egli vada.

[91] «Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quelli che avevano bisogno di cure» (Lc 9, 11).

Considera la bontà del Salvatore: Egli non rimprovera la folla che ha interrotto il suo riposo, ma la accoglie con benignità. E osserva l’ordine con cui distribuisce i suoi benefici: prima parla loro del regno di Dio, curando le infermità dello spirito, e poi risana coloro che hanno bisogno di guarigione corporale.

[92] Per mezzo della parola del regno Egli illumina le menti e le dispone alla fede; per mezzo dei miracoli e delle guarigioni dona sollievo alle debolezze della carne. In questo modo insegna che la parola di Dio deve precedere i segni visible, e che il vero medico dell’anima cura prima l’interno e poi l’esterno dell’uomo.

[93] Beato dunque colui che segue Cristo nel deserto del mondo, perché da Lui riceverà il cibo della dottrina celeste e la salute dell’anima e del corpo.

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