Tu sei, o Dio, la mia protezione,
il mio rifugio, la salvezza della mia vita.
Tu sei la mia forza e la mia difesa;
nel tuo nome mi guidi e mi sostieni.
Cf. Sal 30 (31), 3b-4
LETTURA
I miei servi saranno chiamati con un altro nome. Ecco io creo nuovi cieli e nuova terra.
Is 65, 13-19 Lettura del profeta Isaia.
Così dice il Signore Dio:
«Ecco, i miei servi mangeranno
e voi avrete fame;
ecco, i miei servi berranno
e voi avrete sete;
ecco, i miei servi gioiranno
e voi resterete delusi;
ecco, i miei servi giubileranno
per la gioia del cuore,
voi griderete per il dolore del cuore,
urlerete per lo spirito affranto.
Lascerete il vostro nome
come imprecazione fra i miei eletti:
“Così ti faccia morire il Signore Dio”.
Ma i miei servi saranno chiamati con un altro nome.
Chi vorrà essere benedetto nella terra,
vorrà esserlo per il Dio fedele;
chi vorrà giurare nella terra,
giurerà per il Dio fedele,
perché saranno dimenticate le tribolazioni antiche,
saranno occultate ai miei occhi.
Ecco, infatti, io creo nuovi cieli e nuova terra;
non si ricorderà più il passato,
non verrà più in mente,
poiché si godrà e si gioirà sempre
di quello che sto per creare,
poiché creo Gerusalemme per la gioia,
e il suo popolo per il gaudio.
Io esulterò di Gerusalemme,
godrò del mio popolo.
Non si udranno più in essa
voci di pianto, grida di angoscia».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 32 (33), 1-3. 12-15. 20-22 R/. Nel Signore gioisce il nostro cuore.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. R/.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini. R/.
Dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,
lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere. R/.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo. R/.
EPISTOLA
Risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà. Ora siete luce, comportatevi come figli della luce.
Ef 5, 6-14 Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini.
Fratelli, nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l’ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto:
«Svégliati, tu che dormi,
risorgi dai morti
e Cristo ti illuminerà».
CANTO AL VANGELO
(Cf. Mt 3, 11b; Gv 1, 30) Alleluia.
Colui che viene dopo di me è più forte di me,
perché era prima di me.
Alleluia.
VANGELO
Dopo l’uccisione di Giovanni, Erode tetrarca è posto di fronte al mistero di Gesù.
Lc 9, 7-11 Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, al Signore, che sostiene e accompagna il cammino di ogni uomo, rivolgiamo con fede le nostre implorazioni rispondendo:
Soccorri, o Dio, la nostra debolezza!
– Per la Chiesa, perché, nella conversione radicale del cuore, promuova sempre la ricerca della volontà del Signore: preghiamo. R.
– Per il mondo intero, perché progredisca nella conoscenza e nell’amore di Dio: preghiamo. R.
– Per tutti noi, perché la luce dello Spirito ci aiuti ad accogliere e realizzare ogni giorno la novità della Parola proposta da Gesù: preghiamo. R.
La tua grazia, o Dio onnipotente, ci protegga e ci serbi nel tuo servizio; e, poiché senza di te non possiamo operare secondo giustizia, donaci tu di piacerti in tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
COMMENTO AL VANGELO
SANT’AMBROGIO DI MILANO
Esposizione del Vangelo secondo Luca, Libro VI, 86-93
[86]
«Il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi fatti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: “Giovanni è risorto dai morti”, altri: “È apparso Elia”, e altri ancora: “È risorto uno degli antichi profeti”. Erode diceva: “Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?”. E cercava di vederlo» (Lc 9, 7-9).
Non senza motivo la Scrittura fa menzione qui dell’iniquo Erode, per mostrare che l’incredulità dei malvagi si confonde di fronte alle opere di Cristo. Costoro infatti si agitano in dubbi e perplessità, incapaci di comprendere le cose divine. Erode si sconcerta e teme: la coscienza della propria colpa gli fa credere che sia risorto quel Giovanni che egli stesso aveva fatto decapitare per compiacere una donna impudica. La colpa produce infatti sempre il terrore, e l’empietà non trova mai riposo: chi ha violato la legge divina vede in ogni prodigio la vendetta del proprio delitto.
[87] La gente invece, non conoscendo la verità di Cristo, ondeggia tra varie opinioni: alcuni pensavano che fosse Giovanni, altri Elia, altri un antico profeta. Ma Cristo non è né Giovanni, né Elia, né uno dei profeti: Egli è il Signore dei profeti, l’Autore della legge, il Creatore degli uomini. Erode desidera vederlo, ma non per fede: cerca di vederlo per curiosità o per timore. Ma chi cerca Cristo con spirito mondano non lo trova, né merita di contemplarne la divinità chi è spinto soltanto dal desiderio di segni prodigiosi o dalla paura del giudizio.
[88]
«Al loro ritorno, gli apostoli riferirono a Gesù tutto quello che avevano fatto» (Lc 9, 10).
Vedi come gli apostoli rendono conto al Signore del loro ministero. Essi erano stati inviati a predicare e a guarire, e ora ritornano dal Maestro per offrire i frutti della loro missione. Questo ci insegna che ogni operatore del Vangelo deve sempre riferire a Cristo l’opera compiuta, non attribuendo nulla alla propria forza, ma restituendo ogni gloria a Colui dal quale ha ricevuto la grazia e il potere di agire.
[89]
«Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsaida» (Lc 9, 10).
Gesù condusse i suoi discepoli in disparte, per insegnare loro e a noi che occorre riposare dopo le fatiche della predicazione, e che la vita contemplativa deve alternarsi con la vita attiva. Ma perché proprio a Betsaida? Betsaida significa “casa della caccia” o “casa della pesca”. Il Signore si ritira dunque dove si trova la casa dei pescatori, affinché coloro che erano stati chiamati a diventare “pescatori di uomini” trovassero nella solitudine della grazia la preparazione necessaria per la loro missione universale.
[90]
«Ma le folle lo scoprirono e lo seguirono» (Lc 9, 11).
Vedi come la fede delle folle supera la riservatezza del luogo. Il Signore cerca il silenzio e la solitudine, ma la necessità degli uomini lo insegue; ed Egli non respinge coloro che lo cercano con cuore sincero. Chi cerca Cristo con fede non è fermato da ostacoli, non trova la strada sbarrata dal deserto, ma segue il Maestro ovunque Egli vada.
[91]
«Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quelli che avevano bisogno di cure» (Lc 9, 11).
Considera la bontà del Salvatore: Egli non rimprovera la folla che ha interrotto il suo riposo, ma la accoglie con benignità. E osserva l’ordine con cui distribuisce i suoi benefici: prima parla loro del regno di Dio, curando le infermità dello spirito, e poi risana coloro che hanno bisogno di guarigione corporale.
[92] Per mezzo della parola del regno Egli illumina le menti e le dispone alla fede; per mezzo dei miracoli e delle guarigioni dona sollievo alle debolezze della carne. In questo modo insegna che la parola di Dio deve precedere i segni visible, e che il vero medico dell’anima cura prima l’interno e poi l’esterno dell’uomo.
[93] Beato dunque colui che segue Cristo nel deserto del mondo, perché da Lui riceverà il cibo della dottrina celeste e la salute dell’anima e del corpo.
Vedi