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I DOMENICA DI AVVENTO – B

A te elevo il mio animo, Signore,
confido in te, mio Dio.
Che io non resti deluso!
I miei nemici non mi scherniranno,
non è confuso chi confida in te.
Sal 24 (25), 5. 3b

LETTURA
Impallidirà il sole perché il Signore regna sul monte Sion.
Is 24, 16b-23

SALMO
Sal 79 (80), 5-7. 15-16.19-20

EPISTOLA
L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte.
1 Cor 15, 22-28

CANTO AL VANGELO
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VANGELO
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.
Mc 13, 1-27

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

CIRILLO DI GERUSALEMME
Dalla XV catechesi battesimale. Sul secondo avvento di Cristo, sull’ultimo giudizio e sul Suo Regno che non avrà mai fine, 31-33

Noi annunziamo non solo una ma due venute del Cristo, la seconda molto più splendida della prima, perché questa si compì con il segno della pazienza mentre la seconda si realizzerà nel trionfo della sua divina regalità. …

Dunque non solo crediamo fermamente nella sua prima venuta, ma ne attendiamo anche la seconda. …

Il Signore allora verrà non per essere giudicato un’altra volta ma per giudicare quelli che l’hanno giudicato. …

E queste due verità di fede quindi, seguendo la tradizione, vi annunziamo: noi crediamo in colui che ascese al cielo e siede alla destra del Padre, in colui che verrà a giudicare i vivi e i morti e il cui regno non avrà fine. …

Nostro Signore Gesù Cristo verrà dunque dal cielo. Verrà nella gloria nell’ultimo giorno, quando questo mondo sarà prossimo alla fine. Questo mondo infatti avrà fine e sarà creato un mondo nuovo totalmente diverso da quello di prima. Allora sarà rinnovata la terra sommersa da corruzioni, furti, adultèri e ogni genere di peccati, il mondo bagnato di sangue misto a sangue, perché non resti colma di iniquità questa meravigliosa abitazione dell’uomo: passerà questo mondo e ne verrà inaugurato uno migliore. Vuoi una testimonianza di quel che ti dico? Ascolta le parole di Isaia che profetò: «Il cielo sarà aperto come un libro, e tutte le stelle cadranno come le foglie di una vite, come cadono le foglie da un fico», e quelle del Vangelo che recita: «Il sole si oscurerà, la luna perderà il suo splendore e gli astri cadranno dal cielo». Non affliggiamoci quasi che dovessimo noi soli subire la morte, anche gli astri finiranno. Forse saranno anch’essi risuscitati, perché il Signore fa ruotare i cieli non per distruggerli ma per farli risorgere più belli. Ascolta quel che dice il profeta Davide: «O Signore, in principio tu hai fondato la terra, e sono opera delle tue mani i cieli, essi periranno ma tu rimani». Si può invero osservare che qui è detto che periranno, ma si legga il seguito dove è detto con chiarezza in che modo periranno: «Tutti si logorano come veste, come un abito tu li muterai ed essi passeranno». Ora, se per l’uomo è detto che perisce ma attende la risurrezione e in tal senso sta scritto che «il giusto perisce ma nessuno ci bada», anche per i cieli noi attendiamo la risurrezione benché sia scritto che «il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue». …

Passeranno dunque le cose che ora vediamo e verranno quelle migliori che attendiamo; ma nessuno pretenda sapere quando: «Non spetta a voi – sta scritto – conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta». Non devi né temerariamente pretendere ti sia rivelata la data dell’evento, né supinamente adagiarti nel sonno della tua ignoranza: «Vegliate – sta anche scritto – perché nell’ora in cui non l’aspettate verrà il Figlio dell’uomo». Eppure, dovevamo pur conoscere i segni della fine. Perché potessimo attendere il Cristo senza cadere nell’errore micidiale di credere alle fuorvianti menzogne dell’Anticristo, la Provvidenza divina mosse la volontà degli apostoli a farne richiesta al Maestro di verità. Si avvicinarono a lui e gli chiesero: «Dicci quando accadranno queste cose: quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo?». …

Ed ecco le parole che allora uscirono dalla sua divina e venerabile bocca: «Badate che nessuno abbia a sedurvi». …

Sono parole che vi invitano tutti a fare attenzione. Non vogliamo qui parlarvi tanto di un fatto passato, storico, quanto di un evento futuro, profetico, che certamente si avvererà; non perché siamo noi a profetare – non ci crediamo degni di tanto –, ma perché ce ne mette a parte e ce ne addita i segni la Scrittura. …

Sta scritto: «Badate che nessuno abbia a sedurvi, perché tanti verranno a dirvi in mio nome: ‘Io sono il Cristo’, e sedurranno molti». …

Passiamo ora a un secondo segno profetico: «Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerra». …

Ma altri malanni accompagneranno questo segno: «Vi saranno in varie regioni fame e pestilenza». E ci sarà ancora altro: «Appariranno nel cielo fenomeni terrificanti e grandi tempeste», «Vigilate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore verrà». … Ma noi cerchiamo al nostro interno un segno della parusia. Da uomini di Chiesa vogliamo conoscere quale segno ci sarà nella Chiesa. Ce lo dice il Signore: «Molti allora rimarranno scandalizzati per il fatto che gli uni tradiranno gli altri, e si odieranno a vicenda». Non turbarti quindi se senti parlare di lotte fino al sangue di vescovi contro vescovi, clero contro clero, laici contro laici. Tutto ciò infatti è stato predetto; non guardare tanto a quel che accade ora quanto a quel che è stato predetto. …

Come puoi meravigliarti quando vedi che c’è chi odia il fratello anche tra i vescovi, dal momento che ci fu uno che si rivelò traditore anche tra gli apostoli? Questo segno però si riscontrerà non solo tra i capi della Chiesa ma anche tra i laici, perché sta scritto che «con il moltiplicarsi dell’iniquità, in tutti si raffredderà l’amore per i fratelli». E anche tra di voi qui presenti, chi può vantare un amore del prossimo senza infingimenti? …

Terzo segno profetico puoi considerare quello di cui sta scritto: «Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine». …

Quale segno verrà dopo il terzo? Lo dice il Vangelo subito dopo: «Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo, chi legge comprenda», e poi aggiunge: «Allora se qualcuno vi dirà: ‘Ecco, il Cristo è qui’, oppure: ‘È là’, non ci credete». L’odio fraterno infine introdurrà l’Anticristo, alla cui venuta già prepara conforme accoglienza il diavolo provocando divisioni tra i popoli. Dio non voglia che corriate incontro all’avversario voi qui presenti o altri servi di Cristo dovunque si trovino. Di lui scrisse l’Apostolo additandolo come segno indubbio: «Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà essere rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, vi dicevo già queste cose? Ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene; solo allora sarà rivelato l’empio che il Signore distruggerà con il soffio della sua bocca annientandolo all’apparire della sua venuta. La sua venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina». …

La venuta del vero Cristo, del Figlio Unigenito del Padre, non avrà luogo come la prima volta dalla terra. Non uscire neppure per vedere chi nel deserto vanta delle visioni: «Se qualcuno vi dirà: ‘Ecco il Cristo è qui, ecco è là’, non ci credete». Non guardare alla terra, perché il Signore scenderà dal cielo: non più nell’isolamento come nel primo avvento ma in compagnia di molti e scortato da miriadi di angeli; non più nel nascondimento come rugiada nel vello, ma nel pieno splendore della luce folgorante da lui stesso preannunziata: «Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo»; «Vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria, ed egli manderà i suoi angeli con una grande tromba, ecc.». …” Ma il diavolo interviene con la sua malizia, calcolando come poter screditare il vero facendogli precedere il falso: la prima volta prevenendo l’avvento nella carne e la generazione verginale col suscitare tra gli idolatri miti di falsi dèi generanti e generati da donne; così pure la seconda volta l’avversario, prendendo l’abbrivo dall’attesa dei semplici e specialmente di quelli della circoncisione, preverrà l’avvento del vero Cristo col suscitare un uomo dedito alla magia e molto esperto in ogni arte malefica di venefici e incantesimi, che usurperà il potere imperiale tra i romani e il nome di Cristo tra i giudei, per trarre in inganno i pagani con prestidigitazioni magiche e i giudei con il nome del Messia che ancora attendono.

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Vedi anche

ULTIMA DOMENICA DOPO L’EPIFANIA detta «del perdono»

Dalla mia angoscia ho invocato il Signore
ed egli mi ha ascoltato.
Ho gridato dal fondo dell’abisso
e tu, o Dio, hai udito la mia voce.
So che tu sei un Dio clemente,
paziente e misericordioso,
e perdoni i nostri peccati.
Gn 2, 3; 4, 2

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