La città celeste non è illuminata né da sole né da luna,
ma le dà luce la gloria di Dio.
Al suo splendore cammineranno le nazioni,
e verranno i re della terra a portare i loro tesori.Cfr. Ap 21, 2324
Alzati, viene la tua luce; verranno da Saba portando oro e incenso.
Is 60, 16 SALMO RESPONSORIALE
Sal 71 (72), 1-2.7-8.10-11 EPISTOLA
È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini.
Tt 2, 11 – 3, 2 CANTO AL VANGELO
(Cfr. Mt 2, 2) VANGELO
La venuta dei Magi da oriente con oro, incenso e mirra.
Mt 2, 1-12 PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO
LEONE MAGNO
Dai Discorsi
Il giorno nel quale Cristo, il Salvatore del mondo, si manifestò la prima volta alle genti, merita da parte nostra di essere religiosamente onorato e venerato: oggi dobbiamo ridestare nel nostro cuore quei sentimenti di gioia, che provarono i tre Magi, allorché sospinti e guidati dal segno straordinario della stella, poterono adorare, contemplandolo con i propri occhi, il Re del cielo e della terra, nel quale già prima, e solo in forza di una promessa, avevano creduto.
Né quel giorno può considerarsi concluso in modo tale, che la forza dell’evento in esso manifestata si sia esaurita nel tempo e non sia rimasto altro che il ricordo, oggetto della nostra fede e di una celebrazione commemorativa. Al contrario, il dono di Dio si è moltiplicato e i nostri tempi ne fanno ogni giorno l’esperienza.
È vero che il racconto evangelico rievoca propriamente i giorni in cui da una regione lontanissima d’Oriente tre uomini vennero a conoscere Dio: costoro non erano certo formati dalla predicazione dei profeti né istruiti dalle testimonianze della legge. Eppure tutto questo vediamo che si verifica anche ora, in maniera ben più evidente e massiccia, con l’illuminazione di coloro che sono chiamati alla fede.
Quando vediamo che uomini, intenti alla sapienza profana e ben lontani dal riconoscere Gesù Cristo, vengono tratti fuori dall’abisso dei loro errori e chiamati alla conoscenza della vera luce, si tratta senza dubbio di opera compiuta dallo splendore della grazia divina. Quando nei cuori ottenebrati si desta una luce nuova, è sempre un balenio dei raggi di quella stella; essa allora tocca con il suo fulgore le anime, e le muove miracolosamente, e le precede e conduce ad adorare Dio.
Se poi, desiderosi di addentrarci maggiormente nel mistero, vogliamo scoprire come tutti coloro che vengono a Cristo attraverso il cammino della fede, offrano anche quei tre tipi di doni, non è forse vero che nel cuore di chi rettamente crede si fa la stessa offerta? Dal tesoro del proprio cuore si offre oro, riconoscendo Cristo re dell’universo; offre la mirra chi crede che il Figlio Unigenito di Dio ha assunto una vera natura umana; chi ne confessa l’assoluta uguaglianza con la maestà del Padre è come se l’adorasse, offrendogli l’incenso.
Ringraziamo Dio misericordioso che, come afferma l’Apostolo ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto (Col 1,12-13). L’aveva annunziato Isaia: Il popolo dei Gentili, che sedeva nelle tenebre, vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse (Cf Is 9,1). Di essi dice ancora il profeta al Signore: Popoli che non ti conoscono ti invocheranno, accorreranno a te popoli che ti ignorano (Cf Is 55,5).
Abramo vide questo giorno e ne gioì (Cf Gv 8,56). Gioì quando conobbe che i figli della sua fede sarebbero stati benedetti nella sua discendenza, cioè nel Cristo; gioì quando intravide che per la sua fede sarebbe diventato padre di tutti i popoli. Diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto il Signore aveva promesso, lo avrebbe attuato.
Questo giorno cantava nei salmi Davide dicendo: Tutti i popoli che hai creato verranno e si prostreranno davanti a te, o Signore, per dare gloria al tuo nome (Sal 85,9). E anche: Il Signore ha manifestato la sua salvezza, agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia (Sal 97, 2).
Tutto questo – ben lo sappiamo – si è realizzato quando i tre magi, chiamati dai loro lontani paesi, furono condotti da una stella a conoscere e adorare il Re del cielo e della terra. Questa stella ci esorta particolarmente a imitare il servizio che essa prestò, nel senso che dobbiamo seguire, con tutte le nostre forze, la grazia che invita tutti a Cristo. In questo impegno, miei cari, dovete tutti aiutarvi l’un l’altro. Risplenderete così come figli della luce nel regno di Dio, a cui si giunge mediante la retta fede e le buone opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo che con Dio Padre e con lo Spirito Santo vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.
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