Venite e vedete il grande mistero di Dio:
Dio nasce da una vergine per redimere il mondo.
È il Salvatore, promesso dai profeti,
l’Agnello predetto da Isaia.
LETTURA
La sapienza, uscita dalla bocca dell’Altissimo, fissa la tenda in Giacobbe.
Sir 24, 1-12 Lettura del libro del Siracide.
La sapienza fa il proprio elogio,
in mezzo al suo popolo proclamava la sua gloria. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria:
«Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo e come nube ho ricoperto la terra.
Io ho posto la mia dimora lassù,
il mio trono era su una colonna di nubi. Ho percorso da sola il giro del cielo,
ho passeggiato nelle profondità degli abissi. Sulle onde del mare e su tutta la terra,
su ogni popolo e nazione ho preso dominio. Fra tutti questi ho cercato un luogo di riposo, qualcuno nel cui territorio potessi risiedere.
Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda
e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele”.
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato, per tutta l’eternità non verrò meno.
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità».
SALMO RESPONSORIALE
Sal 147, 1-4. 8-9 R/. Il Verbo si fece carne e pose la sua dimora in mezzo a noi.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R/.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. R/.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R/.
EPISTOLA
Dio mandò il Figlio nella carne, perché vivessimo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.
Rm 8, 3b-9a Lettera di san Paolo apostolo ai Romani.
Fratelli, Dio, mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.
Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi.
CANTO AL VANGELO
(Cf. Lc 4, 18a-b) Alleluia.
Lo Spirito del Signore è su di me,
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai poveri.
Alleluia.
VANGELO
Gesù nella sinagoga di Nazaret legge il rotolo di Isaia: queste cose si sono adempiute.
Lc 4, 14-22 Lettura del Vangelo secondo Luca.
In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore.
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, la nascita di Gesù ha rivelato al mondo la bontà e la misericordia del Padre: apriamogli i cuori e rivolgiamogli fiduciosi le nostre invocazioni.
Ascoltaci, Signore!
– Per la Chiesa, perché accolga i fratelli che soffrono a causa della povertà, dell’emarginazione e della malattia, e li conduca a Cristo, fonte di speranza e di consolazione: preghiamo. R.
– Per le famiglie, chiamate ad essere “anima del mondo”, perché sappiano promuovere nella vita di ogni giorno la pace e la speranza scaturite dal Natale di Gesù: preghiamo. R.
– Per noi, perché la gioia prolungata di questi giorni susciti nei cuori l’impegno di essere autentici testimoni del Signore nella carità reciproca, nel perdono e nell’amore sincero: preghiamo. R.
O Dio benigno e misericordioso, che ci hai dato di rivivere l’annua memoria del natale di Cristo, per l’ossequio sincero di questa celebrazione effondi su di noi il dono di una bontà ancora più grande. Per Cristo nostro Signore.
COMMENTO AL VANGELO
GIOVANNI PAOLO II
Omelia a Yaoundé (Camerun) – Venerdì, 15 settembre 1995
Nella lettura del Vangelo, san Luca ci narra come Gesù di Nazaret si presentò al popolo della sua città come il Messia mandato da Dio. Ascoltiamo nuovamente le parole del Profeta Isaia che Gesù lesse nella sinagoga a Nazaret: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore” (Lc 4, 18-19).
Le parole di Isaia non erano certamente familiari alle persone che le stavano ascoltando. Tuttavia, mentre Gesù le leggeva tutti rimanevano in silenzio e ascoltavano attentamente: che cosa diceva loro Gesù? Proveniva dalla loro stessa città, aveva trent’anni e fin da bambino lo conoscevano come il figlio di Giuseppe il falegname e di Maria. Il commento di Gesù alle parole del Profeta è piuttosto chiaro e semplice: “Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi” (Lc 4, 21) – e ciò si è adempiuto in mezzo a voi.
Cosa intendeva Gesù con queste parole? Chiaramente le persone presenti capirono che aveva applicato le parole del Profeta a se stesso. Disse forse loro “sono il Messia promesso”? No, egli disse semplicemente che le parole di Isaia si erano adempiute. Coloro che già credevano che egli fosse l’adempimento della profezia, furono da lui confermati nella loro interpretazione. A coloro che ancora pensavano che egli fosse soltanto il figlio del falegname, divenne più chiaro il significato iniziale delle parole di Isaia: Gesù di Nazaret era il Cristo, il Messia consacrato dallo Spirito Santo e mandato dal Padre per “annunziare ai poveri un lieto messaggio”. La verità di questo messaggio sarebbe stata confermata dai segni e dai miracoli che Gesù avrebbe in seguito operato. Con Cristo, Israele e tutta l’umanità entrarono nella Nuova Alleanza di grazia e di libertà dei figli di Dio.
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