DOMENICA DOPO L’OTTAVA DEL NATALE DEL SIGNORE

Venite e vedete il grande mistero di Dio:
Dio nasce da una vergine per redimere il mondo.
È il Salvatore, promesso dai profeti,
l’Agnello predetto da Isaia.

LETTURA
La sapienza, uscita dalla bocca dell’Altissimo, fissa la tenda in Giacobbe.
Sir 24, 1-12

SALMO
Sal 147, 1-4. 8-9

 

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R/.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. R/.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R/.

EPISTOLA
Dio mandò il Figlio nella carne, perché vivessimo non secondo la carne ma secondo lo Spirito.
Rm 8, 3b-9a

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Lc 4, 18a-b/Is 61,1)

VANGELO
Gesù nella sinagoga di Nazaret legge il rotolo di Isaia: queste cose si sono adempiute.
Lc 4, 14-22

 

In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore.
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.

PREGHIERA DEI FEDELI
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R/. Ascoltaci, Signore!

 

- Per la Chiesa, perché accolga i fratelli che soffrono a causa della povertà, dell’emarginazione e della malattia, e li conduca a Cristo, fonte di speranza e di consolazione: preghiamo. R.
- Per le famiglie, chiamate ad essere “anima del mondo”, perché sappiano promuovere nella vita di ogni giorno la pace e la speranza scaturite dal Natale di Gesù: preghiamo. R.
- Per noi, perché la gioia prolungata di questi giorni susciti nei cuori l’impegno di essere autentici testimoni del Signore nella carità reciproca, nel perdono e nell’amore sincero: preghiamo. R.

COMMENTO AL VANGELO

Dalla Costituzione «Sacrosanctum Concilium»
del Concilio ecumenico Vaticano II sulla sacra Liturgia (Nn. 5-6)

L’opera della salvezza

Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2, 4), perciò, egli «che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti» (Eb 1, 1), quando venne la pienezza dei tempi, mandò il suo Figlio, Verbo fatto carne, unto di Spirito Santo, ad annunziare la buona novella ai poveri, a risanare i cuori affranti (cfr. Is 61, 1; Lc 4, 18), «medico nella carne e nello spirito» (san – t’Ignazio), Mediatore tra Dio e gli uomini (cfr. 1 Tm 2, 5). Infatti la sua umanità, nell’unità della persona del Verbo, fu lo strumento della nostra salvezza.

Per cui in Cristo avvenne il perfetto riscatto della nostra riconciliazione e ci fu data la pienezza del culto divino.

Quest’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine, operate nel popolo del Vecchio Testamento, fu compiuta da Cristo Signore, specialmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata Passione, Risurrezione da morte e gloriosa Ascensione, mistero per il quale morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ha ridato a noi la vita. Infatti dal costato di Cristo morente sulla croce è nato il mirabile sacramento di tutta la Chiesa.

Pertanto, come Cristo fu inviato dal Padre, così anch’egli ha inviato gli apostoli, ripieni di Spirito Santo, non solo perché, predicando il vangelo a tutti gli uomini, annunziassero che il Figlio di Dio con la sua morte e risurrezione ci ha liberati dal potere di Satana e dalla morte, e ci ha trasferiti nel regno del Padre, ma anche perché, per mezzo del sacrificio e dei sacramenti, sui quali s’impernia tutta la vita liturgica, attuassero l’opera della salvezza, che annunziavano.

Così, mediante il battesimo, gli uomini vengono inseriti nel mistero pasquale di Cristo, con lui morti, sepolti e risuscitati; ricevono lo spirito dei figli adottivi «per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre! » (Rm 8, 15), e diventano quei veri adoratori che il Padre ricerca.

Egualmente, ogni volta che essi mangiano la cena del Signore, ne proclamano la morte fino a quando egli verrà. Per questo, proprio nel giorno di Pentecoste, nel quale la Chiesa si manifestò al mondo, «quelli che accolsero la parola» di Pietro «furono battezzati». Essi erano inoltre assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere… lodando insieme Dio e godendo la stima di tutto il popolo (cfr. At 2, 42. 47).

Da allora, la Chiesa mai tralasciò di riunirsi in assemblea per celebrare il mistero pasquale, leggendo «in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (Lc 24, 27), celebrando l’Eucaristia, nella quale vengono ripresentati la memoria e il trionfo della sua morte, rendendo nello stesso tempo grazie a Dio per il suo dono ineffabile (cfr. 2 Cor 9, 15) in Cristo Gesù, «a lode della sua gloria» (Ef 1, 12), per virtù dello Spirito Santo.

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