DOMENICA DELLE PALME

DOMENICA DELLE PALME

Nel nome del Signore
ogni ginocchio si pieghi
in cielo, in terra e negli inferi;
perché il Signore si è fatto obbediente
fino alla morte e alla morte di croce.
Per questo proclamiamo:
«Gesù Cristo è Signore
nella gloria di Dio Padre».
Cfr. Fil 2, 8. 10-11

LETTURA
Il quarto cantico del servo del Signore: l’uomo dei dolori che ben conosce il patire.
Is 52, 13 – 53, 12

SALMO
Sal 87 (88), 2-6a. 9-10

 

Signore, Dio della mia salvezza,
davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l’orecchio alla mia supplica. R/.
Io sono sazio di sventure,
la mia vita è sull’orlo degli inferi.
Sono annoverato fra quelli che scendono nella fossa,
sono come un uomo ormai senza forze.
Sono libero, ma tra i morti. R/.
Hai allontanato da me i miei compagni,
mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo,
si consumano i miei occhi nel patire.
Tutto il giorno ti chiamo, Signore,
verso di te protendo le mie mani. R/.

EPISTOLA
Tenete fisso lo sguardo su Gesù, che si sottopose alla croce.
Eb 12, 1b-3

CANTO AL VANGELO
(Cfr. Gv 12, 32)

VANGELO
Sei giorni prima della Pasqua, la cena di Betània: lo ha fatto per la mia sepoltura.
Gv 11, 55 – 12, 11

 

In quel tempo. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni, 50,6-9

Il fatto e il mistero.

Maria invece – l’altra sorella di Lazzaro – prese una libbra di un profumo di nardo autentico, di molto valore, e unse i piedi di Gesù, asciugandoli con i suoi capelli, e la casa si riempì del profumo dell’unguento (Gv 12, 3). Abbiamo ascoltato il fatto, cerchiamone ora il significato spirituale. Ogni anima che voglia essere fedele, si unisce a Maria per ungere con prezioso profumo i piedi del Signore. Quel profumo simboleggiava la giustizia; ecco perché pesava una libbra; ed era un profumo di nardo autentico, prezioso. La parola pistici dobbiamo ritenerla come un’indicazione del luogo da cui proveniva quell’unguento prezioso; né tuttavia questo c’impedisce di considerarla atta ad esprimere magnificamente qualcosa di misterioso. In greco infatti significa fede. Ti sforzavi di compiere le opere della giustizia; ebbene, sappi che il giusto vive della fede (Rm 1, 17). Ungi i piedi di Gesù: segui le orme del Signore conducendo una vita degna. Asciugagli i piedi con i capelli: se hai del superfluo dàllo ai poveri, e avrai asciugato i piedi del Signore con i capelli che, appunto, sono considerati come una parte superflua del corpo. Ecco come devi impiegare il superfluo: per te è superfluo, ma per i piedi del Signore è necessario. Accade che sulla terra i piedi del Signore siano bisognosi. A chi, se non alle sue membra, si riferisce la parola che egli pronuncerà alla fine del mondo: Ogni volta che l’avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me (Mt 25, 40)? Avete erogato ciò che per voi era superfluo, ma avete soccorso i miei piedi.

La casa si riempì di profumo; cioè il mondo si è riempito della buona fama. Il buon odore infatti è la buona fama Coloro che vivono male e si dicono cristiani, fanno ingiuria a Cristo; è di questi che l’Apostolo dice che per colpa loro il nome del Signore viene bestemmiato (Rm 2, 24). Se per colpa loro il nome del Signore è bestemmiato, per merito dei buoni cristiani il nome del Signore viene lodato. Ascoltalo ancora: Noi siamo – egli dice – il buon odore di Cristo in ogni luogo. Anche nel Cantico dei cantici si dice: Un profumo che si espande è il tuo nome (Ct 1, 2). Ma ritorniamo all’Apostolo: In ogni luogo – egli dice – noi siamo il buon odore di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono: per gli uni odore di morte per la morte, e per gli altri odore di vita per la vita. E chi è all’altezza di questo compito? (2 Cor 2, 14-16). La presente lettura del santo Vangelo ci offre l’occasione di parlare di questo buon odore, dandovene una spiegazione sufficiente, che voi vorrete attentamente ascoltare. Ma, avendo detto l’Apostolo: E chi è all’altezza di questo compito?, solo per il fatto che noi ci sforziamo di parlarvene, ci potremo considerare all’altezza di farlo e voi all’altezza di capire queste cose? Noi, certamente non siamo all’altezza; ma lo è colui che si serve di noi per dirvi quanto a voi è utile. L’Apostolo, come egli stesso dice, è il buon odore; ma questo buon odore per alcuni è odore di vita per la vita, mentre per altri è odore di morte per la morte. Tuttavia è sempre un buon odore. Dice forse che per gli uni è buon odore per la vita, mentre per gli altri è cattivo odore per la morte? No, egli dice di essere il buon odore, non il cattivo odore, e questo medesimo buon odore è vita per alcuni, morte per altri. Fortunati coloro che nel buon odore trovano la vita; ma chi è più sventurato di chi nel buon odore trova la morte?

E come è possibile, si dirà, che uno muoia ucciso dal buon odore? E’ quello che si chiede l’Apostolo dicendo: E chi è capace di tanto? E’ davvero misteriosa l’azione di Dio per cui il buon odore è vita per i buoni e morte per i cattivi. (C’è forse qui un senso troppo profondo perché io possa penetrarlo); tuttavia, nella misura che il Signore si degna ispirarmi, non posso negarvi quanto sono riuscito a scoprire come ciò avvenga. Ovunque si diffondeva la fama di Paolo apostolo che operava bene, viveva bene, predicava con la parola e confermava con l’esempio la giustizia, dottore mirabile, amministratore fedele. E alcuni lo amavano, mentre altri lo detestavano. Egli stesso nella lettera ai Filippesi parla di certuni che non lealmente, ma per invidia, annunciavano Cristo con l’intenzione – dice – di aggiungere dolore alle mie catene. Ma come reagisce? Quello che importa è che, per pretesto o con sincerità, Cristo venga annunziato (Fil 1, 17-18). Lo annunziano quelli che mi amano, lo annunziano quelli che mi vogliono male: per gli uni il buon odore di Cristo è vita, per gli altri è morte. Ma tuttavia per la predicazione degli uni e degli altri il nome di Cristo viene annunziato, e il mondo si riempie di questo ottimo odore. Se tu hai amato chi agiva bene, nel buon odore hai trovato la vita; se invece ti sei messo contro chi agiva bene, col buon odore ti sei procurato la morte. Forse che tu, procurandoti la morte, hai fatto diventar cattivo il buon odore? No di certo. Non essere malevolo, e il buon odore non ti farà morire.

Ascolta infine come anche in questo caso il buon odore sia stato per alcuni fonte di vita, per altri cagione di morte. Dopo che Maria con tanta devozione ebbe compiuto quell’atto di omaggio al Signore, subito uno dei discepoli, Giuda l’Iscariota, quello che stava per tradirlo, disse: Perché non s’è venduto questo unguento per trecento denari e non s’è dato ai poveri? (Gv 12, 4-5). Guai a te, miserabile! Il buon odore ti ha ucciso. Il santo evangelista ci rivela per qual motivo egli parlò così. Se il Vangelo non ci avesse manifestato la vera intenzione di Giuda, anche noi avremmo creduto che egli fosse mosso da amore per i poveri. Invece non era così. E allora per quale motivo aveva parlato? Ascolta il testimone verace: Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era ladro e, tenendo la borsa, portava ciò che vi si metteva dentro (Gv 12, 6). Portava, o asportava? Per ufficio portava, ma rubando asportava.

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