DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – C

DOMENICA CHE PRECEDE IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – C

Il Signore mi ha liberato
mi ha salvato perché mi ama.
Cf. Sal 17 (18), 19b-20

LETTURA
Lo scriba Eleàzaro, martire per non dare scandalo ai giovani contro la Legge.
2 Mac 6, 1-2. 18-28
SALMO RESPONSORIALE
Sal 140 (141), 1-4. 8-9
EPISTOLA
Il momentaneo peso della tribolazione ci procura una quantità eterna di gioia.
2 Cor 4, 17 – 5, 10
CANTO AL VANGELO
(Mt 18, 7bc)
VANGELO
Guai a chi scandalizza uno solo i questi piccoli!
Mt 18, 1-10
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

SAN BERNARDO
Dal Secondo sermone per la festa di S. Michele

1. Fratelli miei, avete udito con quali terribili parole il Vangelo tuona contro coloro che scandalizzano i deboli. La Verità non adula nessuno, non inganna nessuno, dice apertamente: «Guai a colui per colpa del quale viene lo scandalo» (Mt 18,7); sarebbe stato meglio per lui se non fosse mai nato (Mt 26,24); senza dubbio intende dire nato una seconda volta, nato alla vita, nato allo Spirito Santo, per essere poi assorbito dalla carne. Sarebbe meglio per lui, se c’è qualcuno in questa situazione, che sta causando scandalo in questa casa, in questa santa comunità, gradita a Dio e agli angeli, che è felice e ama se stessa, che una macina, come quella che muovono gli asini, gli venga legata al collo, che scambi il dolce giogo e il leggero fardello del Salvatore, con il peso schiacciante, sulle sue spalle, dell’avidità terrena, e che sia gettato dalle nostre mani sul fondo di questo grande e spazioso mare che non è altro che questa età perversa, perché sarebbe meno fatale per lui perire nel mondo che nel monastero. Ora, chiunque non abbia carità può solo perire, anche se avesse il coraggio di dare il suo corpo alle fiamme (1 Cor 13,3). Dico questo, fratelli miei, non perché non abbia una buona opinione di voi, o perché vedo regnare tra voi questo vizio detestabile, ma perché siate ancora più attenti a perseverare e crescere in quella carità, in quella unione e in quella pace in cui ora vi trovate nel Signore. Qual è la nostra speranza, qual è la nostra gioia e la nostra corona di gloria? Non è forse la vostra unione, l’unanimità dei vostri sentimenti, nella quale sono lieto di trovarvi pieni di amore per i vostri fratelli, e di vedervi applicare, prima di tutto, a conservare gli uni per gli altri, le disposizioni di una carità reciproca, che costituisce il vero bene della perfezione? È in questo che tutti riconoscono, con gli stessi santi angeli, che siete discepoli di Cristo, poiché vi amate gli uni gli altri.

2. Se non avete dimenticato le tre cause per cui gli angeli ci amano e si prendono cura di noi, di cui ho parlato nella mia precedente istruzione, potete facilmente comprendere tutti i vantaggi che derivano dalla carità fraterna; poiché è molto facile vedere che nessuna di queste cause favorisce chi non ama il prossimo. In effetti, quale motivo avranno gli angeli di amarci per Nostro Signore Gesù Cristo, se vedono, dal poco amore che abbiamo gli uni per gli altri, che siamo ben lontani dall’essere suoi discepoli? Saremo forse amati da loro a causa nostra, cioè a causa della somiglianza della nostra natura con la loro natura spirituale, se vedono che noi stessi non amiamo coloro che sono della nostra stessa natura, anzi, se è evidente per loro, dalle divisioni che sussistono tra noi, che lungi dall’essere spirituali, siamo solo carnali? Infine, ci ameranno per se stessi, e nella speranza che un giorno serviremo a riparare le brecce della loro città santa, se vedono, Dio non voglia, che ci manca il cemento della carità, che solo può unirci e renderci una cosa sola con loro? Come possono sperare di vedere le mura eterne della loro città ricostruite con noi come pietre, se sanno, se vedono che non siamo pietre vive che possono aggrapparsi l’una all’altra, ma piuttosto che siamo come granelli di sabbia che il vento porta via dalla faccia della terra, che una parola solleva come un turbine e che il soffio del minimo sospetto porta via? Ma basta con queste parole del Signore: “Se qualcuno scandalizza uno di questi piccoli (Mt 18,6).» Sono convinto che d’ora in poi vi guarderete con ogni cura da questo terribile flagello.

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