COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti,
darà vita anche ai nostri corpi mortali
per mezzo del suo Spirito che abita in noi.
Cf. Rm 8, 11

LETTURA
Non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno.
Ap 21, 1-5a. 6b-7
SALMO RESPONSORIALE
Sal 86 (87), 3-6
EPISTOLA
Riconciliàti con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, saremo ora salvati mediante la sua vita.
Rm 5, 5-11
CANTO AL VANGELO
(Cf. Gv 6, 40)
VANGELO
Chiunque vede il Figlio e crede in lui ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Gv 6, 37-40
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO

DOM PROSPER GUÉRANGER
Da L’Anno liturgico, Commemorazione dei Defunti

Facciamo nostri i sentimenti che ispira l’Offertorio dei defunti. Sebbene l’eterna beatitudine resti finalmente assicurata alle anime purganti ed esse abbiano di questa coscienza, il cammino, ancora più o meno lungo, che le conduce al cielo, si apre tuttavia nel pericolo di un supremo assalto diabolico e l’angoscia del giudizio. La Chiesa, estendendo la sua preghiera a tutte le tappe di questa via dolorosa, non si preoccupa di custodirne l’inizio e non ha paura di mostrarsi qui tardiva. Per Dio, che con uno sguardo solo abbraccia tutti i tempi, la tua supplica di oggi, già presente all’ora del terribile passaggio, procura alle anime il soccorso implorato. Questa supplica le segue nelle peripezie della lotta contro le potenze dell’abisso, quando Dio permette che esse pure servano la sua giustizia per espiazione, come più volte hanno sperimentato i Santi. In questo momento solenne in cui la Chiesa offre i suoi doni per l’augusto e onnipotente Sacrificio, moltiplichiamo anche noi le nostre preghiere per i defunti. Imploriamo la loro liberazione dalle fauci del leone, otteniamo dal glorioso Arcangelo, preposto al Paradiso, appoggio delle anime all’uscita da questo mondo, loro guida inviata da Dio (Antifona e Responsorio della festa di san Michele), che le conduca alla luce, alla vita, a Dio, promesso come ricompensa ai credenti nella persona di Abramo, loro padre (Gen. 15, 1).

(…)

Ogni anima si raccoglie così nel culto delle persone più care e dei più nobili ricordi. È la festa dei nostri cari morti e prestiamo allora l’orecchio alle loro voci, che di campanile in campanile in tutto il mondo cristiano si fa supplichevole e dolce in queste prime notti di novembre. Per tutto l’ottavario facciamo la visita delle tombe in cui riposano in pace i loro resti mortali. Preghiamo per loro e preghiamoli: non abbiamo paura di parlare con essi degli interessi che davanti a Dio loro furono cari, perché Dio li ama e, per una specie di soddisfazione alla sua bontà, le ascolta meglio, se implorano per altri, mentre la sua giustizia li mantiene in una condizione di assoluta impotenza per se stessi.

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