ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Rallegriamoci tutti nel Signore,
celebrando la festa della beata Vergine Maria;
gli angeli esultano per la sua assunzione
e lodano il Figlio di Dio.

LETTURA
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole.
Ap 11, 19 – 12, 6. 10ab
SALMO RESPONSORIALE
R/. Risplende la regina, Signore, alla tua destra.
Sal 44 (45), 2. 7. 14-15. 10-12
EPISTOLA
Cristo Signore è risorto, primizia di coloro che sono morti; poi risorgeranno quelli di Cristo.
1 Cor 15, 20-26
CANTO AL VANGELO
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VANGELO
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente.
Lc 1, 39-55
PREGHIERA DEI FEDELI
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COMMENTO AL VANGELO

BEATO GUERRICO D’IGNY
Dai «Discorsi» (Disc. 1 nell’Assunzione della b. Vergine Maria; PL 185, 187-189)

Maria, madre di Cristo e madre dei cristiani

Maria ha generato un unico Figlio, unico per il Padre in cielo, unico per la madre in terra. La stessa unica madre vergine, che ha la gloria d’aver generato l’unico Figlio del Padre, abbraccia il medesimo suo unico Figlio in tutte le sue membra e non disdegna di chiamarsi madre di tutti coloro nei quali riconosce il suo Cristo già formato o che si formerà.

L’antica Eva, più matrigna che madre, perché diede ai figli la morte prima ancora di generarli, fu sì chiamata «la madre di tutti i viventi» (Gn 3, 20), ma in verità si potrebbe chiamare piuttosto assassina dei viventi, perché il suo generare non fu altro che ingenerare morte. Essa dunque non poté realizzare quanto il suo nome significava. Invece Maria diede piena attuazione a quel mistero di cui è espressione. È infatti madre di tutti coloro che rinascono alla vita, proprio come la Chiesa di cui è modello. È madre di quella vita di cui tutti vivono. Generando la vita, ha come rigenerato tutti coloro che di questa vita dovevano vivere.

La santa Madre di Cristo si riconosce madre dei cristiani sul piano del mistero, e perciò esercita verso di loro tutte le sollecitudini e l’amore propri di una madre. Non si sente insensibile verso i suoi figli, non li tratta da estranei, lei, che pur avendo generato una volta sola, fu sempre madre, né mai cessò di dare al mondo i frutti del suo amore materno.

Se un servo di Cristo può dire di generare i suoi figliuoli per le premure e l’amore che porta loro, finché non sia formato il Cristo in essi (cfr. Gal 41, 19), quanto più la Madre stessa di Cristo? E Paolo li ha generati predicando la parola di verità con la quale sono stati rigenerati. Maria invece in un modo molto più divino e santo, generando lo stesso Verbo. Io lodo certo in Paolo il ministero della predicazione, ma ammiro e venero di più in Maria il mistero della generazione.

Anche i cristiani la riconoscono per madre e, mossi dal loro naturale affetto di figli, si rifugiano in lei in ogni necessità e pericolo, invocandone con fiducia il nome, come bimbi in braccio alla loro mamma.

Per questo penso si possa intendere rivolto ad essi ciò che è stato promesso per mezzo del profeta: Abiteranno in te i tuoi figli (cfr. Sal 101, 29), senza escludere naturalmente che tale profezia sia principalmente riferita alla Chiesa.

E ora, se davvero abitiamo al riparo della Madre dell’Altissimo, riposiamo sotto la sua protezione come all’ombra delle sue ali, e un giorno, condividendo la sua gloria, saremo ammessi alla sua presenza. Allora risuonerà un unico coro di cuori esultanti che acclameranno la madre: Sono in te tutte le nostre sorgenti (cfr. Sal 86, 7), o santa Madre di Dio.

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