Chi comunica agli altri la parola di Dio non deve cercare di far mostra della sua scienza, ma come poter edificare gli ascoltatori. Perciò deve adattare il suo discorso alla qualità degli ascoltatori, e, provando compassione come con un certo affetto materno per gli intelletti deboli deve per così dire abbassarsi balbettando parole infantili. Ma l’esiguità del mio ingegno chiede piuttosto che siano i miei ascoltatori a piegare il loro ascolto alla pochezza del mio discorso. …

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