L’Infinito! Bisogna scrivere questa parola con la maiuscola, perché non esprime soltanto un concetto, ma una realtà soprannaturale che ci supera e insieme ci avvolge e ci penetra. È la dimensione divina impressa nel nostro essere, poiché la nostra esistenza inizia nel tempo, sulla terra, ma raggiunge la sua pienezza trascendendo il tempo e lo spazio. La scelta dell’Infinito si impone, quindi, come un’esigenza insopprimibile, anzi, è meglio dire che non noi, ma l’Infinito stesso ci sceglie: gli apparteniamo. …
Castelletto di Cuggiono, La Scala di Giacobbe, “Migrazioni”, Venerdì 26 febbraio 2010
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