Oggi i “mass media” offrono a profusione immagini tali da fare della “vita umana” uno “spettacolo clamoroso”, pieno di “ambiguità” e spesso a tinte “violente”; in esso conta più l’apparire che l’essere.
Con la sua semplice presenza la “vita claustrale” costituisce perciò una vera sfida, a maggior ragione quando – come accade da ieri sera su “Tv2000” con un nuovo “Ciclo” de «I passi del silenzio» – le “telecamere” entrano in punta di piedi nei “Monasteri femminili” per raccontarne la vita, tutta all’insegna dell’”umiltà”, della “povertà”, dell’”obbedienza”, del “silenzio” e della più grande “carità”. …
Pubblicato su Avvenire del 11/04/2010
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