La parabola dei talenti (Mt 25,14-30) è un altro dei brani classici vocazionali, molto sfruttato nella prospettiva della chiamata. Per indicare chi la chiamata l’accoglie investendo in essa, ma anche chi se ne difende e la manda a vuoto, o forse anche chi fa entrambe le cose: un po’ la riconosce e un po’ la rifiuta. In effetti il racconto di Gesù ci mette spalle al muro, come al solito, poiché ci svela, in realtà, che quel terzo servo, “malvagio e infingardo”, è un po’ ciascuno di noi, nell’interpretazione distorta del gesto dell’uomo che, prima di partire per un lungo viaggio. …
Tratto da: “Mondovoc”, 10/2008, pp. 26-27
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