‘Ti esorcizzo nel nome di sant’Ubaldo’. L’arte di scacciare gli spiriti maligni nel manuale Baculus daemonum di Carlo Olivieri (1618). Con ristampa anastatica della copia restaurata (Gubbio, Biblioteca Sperelliana, Fondo Antico, II 22 E 6), Gubbio, EFG-Edizioni Fotolobri Gubbio 2022 («Quaderni Ubaldiani», 19).
Offriamo un suggerimento di lettura inusuale: una edizione molto curata e scientificamente precisa del “Baculus daemonum”, manuale esorcistico del 1618, che sottolinea il potere di scacciare gli spiriti maligni da parte di sant’Ubaldo, patrono di Gubbio.
Il testo è preceduto da un altro dello stesso autore, Alessio Bologna sul culto di S. Ubaldo
L’operazione editoriale riguardante il “Baculus” è stata particolarmete sostenuta dal vescovo e dai canonici regolari lateranensi locali e una prima presentazione del testo si è svolta l’8 settembre scorso presso la Basilica di S. Ubaldo (Gubbio), sede dell’omonimo Centro Studi.
Qui si uniscono temi estremamente interessanti e attuali:
- il tema del male e dell’azione del maligno nella storia
- il tema del potere dato alla chiesa di cacciare i demoni
- il tema della devozione ai santi
Tutti questi temi osno trattati secondo l’equilibrio tipico della fede cattolica, evitando l’esagerazione che diventa superstizione e vede ovunque macchinazioni diaboliche e il razionalismo che evita ogni realtà che non sia materiale e annulla insieme al diavolo anche le presenze angeliche e la parte spirituale della persona umana.
Tutta l’esperienza umana narra una sofferenza spesso non riconosciuta e che non sa trovare adeguata risposta. S. Ubaldo è patrono di Gubbio, ma Padre Pio è un santo caro a ogni regione, e esorcisti accreditati e riconosciuti dal loro vescovo e che operano gratuitamente per risollevare la sofferenza dei fedeli fanno del ministero dell’esorcista un ministero di vera consolazione. Per questo siamo lieti di presentare questo inusuale libro… con la speranza, chissà, che qualche appassionato voglia magari tradurne il testo latino (un latino peraltro leggibile)… E potrebbe riservare sorprese piacevoli e dare insegnamenti utili.
COME ACQUISTARE
Il libro può essere ordinato direttamente all’editore, del quale indico di seguito i recapiti:
EFG-Edizioni Fotolibri Gubbio (presso Libreria Fotolibri di Maurizia Baccarini), Corso Garibaldi 57, 06024 Gubbio (Perugia)
Tel/Fax: 075-9222541
E-mail: info@fotolibrigubbio.it / fotolibri@alice.it
A breve sarà disponibile anche in Libreria.
L’AUTORE
Bologna Alessio, storico e dottore di ricerca in Studi italianistici (Univ. di Pisa), ha conseguito borse di studio in Italia e all’estero (da parte di istituzioni, quali Ateneo pisano, Accademia Tudertina-Centro di Studi sulla spiritualità medievale di Todi, Univ. di Salamanca) e svolto attività didattica, redazionale, scientifica in ambito accademico. Docente di Scuola Secondaria Superiore (MIUR), si occupa principalmente di temi letterari e religiosi del Medioevo e della prima Età moderna ed è autore di numerose pubblicazioni, anche in Atti di Convegni, miscellanee e riviste specializzate, tra cui le monografie Studi di letteratura “popolare” e onomastica tra Quattro e Cinquecento (Pisa, ETS 2007), La pace nel Petrarca civile e altre ricerche di letteratura italiana (Pisa, Fabrizio Serra Editore 2008), Sant’Ubaldo vescovo ed esorcista. Alle origini del culto pisano nella chiesa micaelica degli Scalzi (Staffoli-Pisa, Carmignani Editrice 2019), libro vincitore del Premio Letterario S. Ubaldo, Sezione Saggistica, edizione 2021.
Abstract
Al concetto di esorcismo cattolico, così come attualmente viene inteso, si è giunti dopo una lunga evoluzione teologica e liturgica, che ha coinvolto, in maniera più o meno diretta, personalità del calibro di Agostino e Tommaso d’Aquino, le cui posizioni, relative in particolare all’essenza del Male e degli angeli, hanno contribuito allo sviluppo della Demonologia, branca della Teologia dedicata al Diavolo, ai demoni e – per esteso – allo stesso esorcismo. Esso, come si apprende dai Vangeli canonici, fu di fatto praticato da Gesù, ma i “semplici” gesti da lui compiuti in tali circostanze risultano assai diversi rispetto ai complessi riti di liberazione descritti nel corso dei secoli in vari testi ecclesiastici: infatti, sino alla pubblicazione del Rituale Romanum (1614), la Chiesa non ebbe un unico rituale esorcistico e ciò favorì la proliferazione di scritti tematici stravaganti e pratiche fraudolente o magiche. Soprattutto a partire dal tardo Quattrocento, queste ultime, particolarmente quelle stregonesche e in quanto tali ritenute sataniche, richiamarono l’attenzione degli inquisitori, in primis dei domenicani tedeschi Jacob Sprenger e Heinrick Krämer/latinizzato Henricus Institoris, autori del celebre Malleus maleficarum (‘Il martello delle streghe’, 1487), nonché di esorcisti della Controriforma, quali il minorita Girolamo Menghi, il quale compose opere a tema, come il Fustis daemonum (‘Il randello dei demoni’, 1584).
Gli evocativi titoli dei testi appena citati, ricordano quello elaborato dal vicentino Carlo Olivieri, canonico regolare lateranense ed esorcista attivo a Gubbio tra la fine del Cinquecento e i primi del Seicento, per il suo manuale intitolato Baculus daemonum (‘Il bastone dei demoni’, 1618), dedicato alla nobildonna Isabella Brancaleoni degli Ansidei e destinato a promuovere il culto di sant’Ubaldo, vescovo eugubino vissuto tra XI e XII secolo, proprio in virtù dei suoi poteri esorcistici. L’opera, fin’ora conosciuta solo da pochi addetti ai lavori, se da un lato rappresenta un prezioso tassello del composito quadro sui metodi impiegati in epoca moderna per combattere i demoni, dall’altro contribuisce a far luce sulla “dimensione ubaldiana”, non circoscritta al tradizionale ruolo di defensor civitatis attribuito al Baldassini, ma piuttosto estesa a livello sia carismatico, sia geografico, grazie alla fama di “guaritore di ossessi” da questi acquisita, col favore dei Della Rovere e della Congregazione d’appartenenza dell’Olivieri, ben oltre i suoi confini municipali. Questo libro intende quindi valorizzare il Baculus, esaminandone i contenuti storico-religiosi e pubblicando in Appendice sia la Vita dell’Olivieri (traduzione italiana della voce biografica tratta dal Lyceum Lateranense di Celso Rosini, 1649), sia la ristampa anastatica della copia qui indagata nello specifico (quella recentemente restaurata e conservata presso il Fondo Antico della Biblioteca Sperelliana di Gubbio: segnatura II 22 E 6), in modo da tramandarne la conoscenza e renderlo maggiormente fruibile al pubblico, introdotto, nelle note a corredo, al concetto di Male in senso cristiano e alla storia dell’esorcismo cattolico. Ciò favorirà la comprensione del libellus esaminato, i cui contenuti riprendono, ad oltre un millennio di distanza, quelli della famosa lettera decretale di papa Innocenzo I al presule Decenzio (416), a dimostrazione dell’antico legame che unisce la cosiddetta città dei matti, spesso associati al demoniaco, all’arte di scacciare gli spiriti maligni.
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