PRIMA LETTURA
Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.
Io non ti dimenticherò mai.
SALMO RESPONSORIALE
R. Solo in Dio riposa l’anima mia.
SECONDA LETTURA
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.
A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.
Il Signore manifesterà le intenzioni dei cuori.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
Non preoccupatevi del domani.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
L’impegno sapiente dell’uomo di fede è la ricerca
del regno di Dio e della sua giustizia,
consumando il cuore e la mente
nella conoscenza della volontà del Padre,
che conosce perfettamente tutti i nostri bisogni
e riempie di beni coloro che con cuore filiale si affidano a Lui.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6
Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo. (v. 27)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 6, 7-15
Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. (vv. 8-10)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8
Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? (v. 32)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 5, 14-21
Questa è la fiducia che abbiamo in lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta. E se sappiamo che ci ascolta in quello che gli chiediamo, sappiamo di avere già quello che gli abbiamo chiesto. (vv. 14-15)
SALMO 9
Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, perché non abbandoni chi ti cerca, Signore. (v. 11)
SALMO 34 (33)
I ricchi impoveriscono e hanno fame, ma chi cerca il Signore non manca di nulla.(v. 11)
SALMO 111 (110)
Egli dà il cibo a chi lo teme, si ricorda sempre della sua alleanza. (v. 5)
DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 6, 1-8, 21
L’amai [la sapienza] più della salute e della bellezza, preferii il suo possesso alla stessa luce, perché non tramonta lo splendore che ne promana … Questa ho amato e ricercato fin dalla mia giovinezza, ho cercato di prendermela come sposa, mi sono innamorato della sua bellezza. (vv. 7, 10. 8, 2)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 4, 11-19
La sapienza esalta i suoi figli e si prende cura di quanti la cercano. Chi la ama ama la vita, quanti la cercano solleciti saranno ricolmi di gioia. Chi la possiede erediterà la gloria, qualunque cosa intraprenda, il Signore lo benedice. (vv. 11-13)
DAL SECONDO LIBRO DELLE CRONACHE, CAP. 1, 1-13
Dio disse a Salomone: “Poiché ti sta a cuore una cosa simile e poiché non hai domandato né ricchezze, né beni, né gloria, né la vita dei tuoi nemici e neppure una lunga vita, ma hai domandato piuttosto saggezza e scienza per governare il mio popolo, su cui ti ho costituito re, saggezza e scienza ti saranno concesse”. (vv. 11-12a)
COMMENTO PATRISTICO
PIETRO CRISOLOGO
Dal Sermone 163, 1-2.11
Beati quelli nel cuore dei quali è penetrato oggi l’ascolto della parola del Signore! Beati quelli le cui menti sono indotte alla fede da una così straordinaria promessa del Salvatore! Beati coloro che dalla fede nei comandamenti celesti sono stati liberati dalle tormentose preoccupazioni per le cose presenti!
Con tali parole, infatti, il Signore incalza oggi i suoi discepoli, anzi tutti quelli che lo ascoltano: Non datevi pensiero per la vostra vita di che mangerete né del vostro corpo di che vi vestirete, perché la vita vale più del cibo e il corpo più del vestito.
Chi è così invidioso dei propri beni, chi è così nemico dei propri piaceri, da disprezzare i beni spontanei e predisposti dal Cielo e da desiderare quelli ottenuti con le fatiche e i dolori del mondo? …
Dunque, uomo, non gemere provvedendo cose vane, non faticare preparando oggetti caduchi, perché, preparatore del tuo pranzo, Dio sempre e dovunque ti assiste. Quale re non procura le necessarie provvigioni per i soldati devoti? Quale padrone non somministra ai suoi fedeli le giuste cibarie? Quale padre non dà il pane ai figli? Se, dunque, per noi Dio è re, padrone e padre, che cosa ci negherà? Se un soldato militasse a proprie spese, screditerebbe il re; se un servo si mantenesse coi propri mezzi, con ciò stesso biasimerebbe il padrone; se un figlio dovesse arrangiarsi, scaricherebbe la colpa di questa situazione sul padre ancora in vita.
Non desiderare dunque, o uomo, di accusare Dio provvedendo a te stesso con tali pensieri: egli, infatti, con la giustizia del sovrano, con l’impegno del signore e con l’affetto del padre ha preso su di sé ogni preoccupazione per te e si è assunto ogni cura, dicendo: Non preoccupatevi di che mangerete. … Non preoccupatevi di che mangerete né di che vi vestirete. Il Padre celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate il regno del cielo e tutte vi saranno date in aggiunta. Quando egli si dice nostro Padre, dimostra che non gli manca la cura affettuosa per noi; quando ci ordina di cercare il regno del cielo, mostra che tutte le cose ci saranno assoggettate, indica che ci sarà per noi tutto quello che esige il banchetto celeste.
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