7.a Domenica del T.O. – A

La carità è vera quando l’amico è amato
in Dio e il nemico a motivo di Dio. Ama
infatti a motivo di Dio coloro a cui dà il
suo amore, chi sa amare anche coloro da
cui non è amato.
S. Gregorio Magno, Omelia II, 38, 11

PRIMA LETTURA
Ama il tuo prossimo come te stesso.
Lv 19,1-2.17-18
SALMO RESPONSORIALE
R/. Il Signore è buono e grande nell’amore.
Sal 102
SECONDA LETTURA
Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.
1Cor 3,16-23
CANTO AL VANGELO
(1Gv 2, 5)
VANGELO
Amate i vostri nemici.
Mt 5,38-48
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Si vince la presenza del maligno
non opponendosi direttamente a lui,
ma gettandosi con tutte le proprie forze, come figli,
tra le braccia del Padre che, unico, può liberarci dal male.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 6, 7-15
Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. (v. 13)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 23, 39-46
Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo spirò. (v. 46)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 12, 17-21
Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all’ira divina. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore. (v. 19)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 4, 6-18
Il Signore mi libererà da ogni male e mi salverà per il suo regno eterno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen. (v. 18)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 2, 18-25
[Cristo] oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia. (v. 23)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 5, 1-14
Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo opportuno, gettando in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. (vv. 6-7)

SALMO 91 (90)
Camminerai su aspidi e vipere, schiaccerai leoni e draghi. Lo salverò, perché a me si è affidato; lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome. (vv. 13-14)

DAL LIBRO DEL PROFETA ZACCARIA, CAP. 9, 9-17
Il Signore loro Dio in quel giorno salverà come un gregge il suo popolo, come gemme di un diadema brilleranno sulla sua terra. (v. 16)

DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 14, 1-14
Mosè rispose: “Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza che il Signore oggi opera per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più! Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli”. (vv. 13-14)

DAL LIBRO DI ESTER, CAP. 4, 17A-17Z
Mio Signore, nostro re, tu sei l’unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta. (v. 171)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Disc. del Sign. sul Monte, 1, 19, 57-58

La minore virtù dei Farisei consiste nel non eccedere nella vendetta la misura affinché non renda in contraccambio più di quel che ha ricevuto; e questo è già un gran passo. Non è facile trovare chi, ricevuto un pugno, si limiti a restituirlo; e udita da uno che oltraggia una sola parola, si contenti di ricambiarla e tale che significhi la medesima cosa; ma si vendica più sfrenatamente o perché sconvolto dall’ira o perché ritiene che chi ha oltraggiato per primo sia oltraggiato più gravemente di come è stata oltraggiato colui che non lo aveva oltraggiato. La Legge in cui era scritto: Occhio per occhio e dente per dente frena in gran parte tale modo di pensare. Con questi termini è indicata la misura, sicché la vendetta non superi l’oltraggio. Ed è il cominciamento della pace; ma è perfetta pace non volere affatto la vendetta.

Dunque fra quel comportamento, che è contro la Legge, di rendere un male maggiore per uno minore e fra questo, che il Signore indica per istruire i discepoli, di non rendere male per male, tiene una via di mezzo che si renda quanto si è avuto. Così attraverso questo comportamento è avvenuto, in riferimento alla diversità dei tempi, il passaggio dalla somma discordia alla somma concordia. …

Colui dunque che non è venuto ad abrogare la Legge ma a darle compimento, ha elevato questa virtù delle origini rendendola non severa ma misericordiosa.

Ed ha lasciato capire che vi sono di mezzo altri due livelli e ha preferito parlare del punto più alto della misericordia. Ha infatti ancora qualche cosa da compiere chi non adempie la suddetta sublimità del comandamento, la quale è propria del regno dei cieli; ossia egli può restituire non in egual misura, ma di meno, ad esempio per due pugni uno o taglia l’orecchio in luogo di un occhio strappato. Da qui salendo in su chi non ricambia affatto si avvicina al comandamento del Signore, ma non vi giunge ancora.

Al Signore sembra ancora poco, se in luogo del male che hai ricevuto non ricambi niente di male, se non sei disposto a sopportarne di più.

Quindi non ha detto: Ma io vi dico di non rendere male per male, sebbene anche questo sia un grande comandamento, ma ha detto di non resistere al male in modo che tu non solo non ricambi quel che ti fosse inflitto, ma non resisti che te ne sia ancora inflitto.

E questa massima si ha in quel che dice di seguito: Se qualcuno ti colpisse sulla tua guancia destra, porgigli anche l’altra. Non ha detto: Se qualcuno ti colpisse, non colpirlo, ma disponiti a lui che ti colpisce ancora. Intendono che il comandamento appartiene alla misericordia soprattutto coloro che si prodigano per coloro che grandemente amano, come figli o altre persone molto care ammalate, o bambini o frenetici. Da essi spesso subiscono molte sofferenze e se la loro salute lo richiede si offrono a sopportarne di più, fino a quando termina la crisi dell’età o della malattia.

Che altro dunque il Signore, medico delle anime, poteva insegnare a quelli che educava a curare il prossimo, se non di sopportare con animo tranquillo le deficienze di coloro alla cui salute volevano provvedere? Ogni disonestà infatti deriva dalla deficienza della coscienza perché non v’è nulla di più innocente di chi è perfetto nella virtù.

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