Noi proclamiamo fermamente che unico
e uguale è l’autore del Vecchio e del Nuovo
Testamento, il quale ha formulato le
leggi secondo le necessità e il vantaggio
degli uomini e ha adattato alla diversità
dei tempi le norme delle due leggi.
S. Giovanni Crisostomo, Com. al Vang. di Matteo, 16, 7

6° Domenica del T.O. – A

PRIMA LETTURA
Sir 15,16-21

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore;
forte e potente, egli vede ogni cosa.
I suoi occhi sono su coloro che lo temono,
egli conosce ogni opera degli uomini.
A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

A nessuno ha comandato di essere empio.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 118

R. Beato chi cammina nella legge del Signore.

SECONDA LETTURA
1Cor 2,6-10

Fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria.
Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Ma, come sta scritto:
«Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
Dio le ha preparate per coloro che lo amano».
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio.

Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria.

CANTO AL VANGELO
(Mt 11,25)

VANGELO
Mt 5,17-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

Un cuore purificato dalla parola di Dio sa offrire a Dio
il sacrificio che Egli ama: la comunione con i fratelli
per i quali si è disposti a perdere
tutto pur di conservare il vincolo della pace.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 13, 1-20
Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. (vv. 13-14)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. (v. 13)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
Io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro. (v. 26)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 2, 42-48
Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune. (v. 44)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 4, 32-37
La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. (v. 32)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 12-13
L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore. (v. 13, 10)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 12, 28-13, 13
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. (vv. 4-7)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 4, 1-16
Vi esorto dunque io, [Paolo] il prigioniero nel Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. (vv. 1-3)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 2, 1-18
Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. (v. 3)

SALMO 133 (132)
Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme! (v. 1)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 1, 1-20
Smettete di presentare offerte inutili, l’incenso è un abominio per me; noviluni, sabati, assemblee sacre, non posso sopportare delitto e solennità. (v. 13)

DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 6, 1-6
Voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti. (v. 6)

COMMENTO PATRISTICO

S. ILARIO
Dal Commentario a Matteo, V, 14-23

Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo cavalo e gettalo via da te
Appare qui un livello più alto di purezza e la fede realizza un progresso. Siamo esortati a evitare non solo i nostri vizi personali, ma anche quelli che provengono dall’esterno. Così, se viene comandato di recare un danno al nostro corpo, non è perché le nostre membra si siano rese colpevoli di peccato: l’occhio sinistro infatti potrebbe peccare non meno dell’occhio destro, certamente il piede, che non è cosciente della sua concupiscenza subisce inutilmente un danno, e la responsabilità del castigo non cadrà su di esso. Ma poiché, pur essendo delle membra diverse tra di loro, noi tutti formiamo tuttavia un corpo solo, siamo esortati a gettare via lontano da noi o piuttosto a tagliare i legami con i nomi più cari, per non passare dall’amicizia ad una complicità peccaminosa con essi, se scorgiamo in essi un pericolo di questo genere. Infatti conviene di più essere privati di membra utili e necessarie, come l’occhio o il piede, che essere uniti dal sentimento di un legame peccaminoso, che conduce ad essere gettati insieme nel fuoco della Geenna. Ma sarebbe inutile tagliare delle membra, se non può essere tagliato anche il cuore. Dal momento infatti che la concupiscenza è assimilata a un’attività, è inutile recare un danno al corpo, se rimane l’impulso della volontà.
Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie le dia l’atto di ripudio.
Se ha fatto dell’uguaglianza una disposizione valida per tutti, egli ha prescritto di osservarla soprattutto nella pace tra gli sposi. Aggiunge così molte cose alla Legge, senza togliere nulla. E un miglioramento certamente non può essere deplorato.
Mentre la Legge aveva accordato la facoltà di notificare il divorzio con la garanzia di un atto di ripudio,  ora la fede evangelica non solo ha ordinato al marito di avere sentimenti di pace, ma gli ha anche imputato la colpa di aver spinto sua moglie all’adulterio, nel caso in cui, costretta dalla separazione, ella si trovasse nella necessità di sposare qualcun altro. Ha prescritto come unico motivo, che giustifichi l’abbandono del legame coniugale, il disonore causato al marito dall’unione con una moglie prostituta.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare… La Legge aveva stabilito una pena per lo spergiuro, affinché il rispetto del giuramento tenesse a freno l’intenzione di ingannare, e nello stesso tempo perché il popolo, rozzo e sfrontato, facesse con frequenza menzione del suo Dio nella sua maniera abituale di giurare. Ma la fede elimina l’abitudine di giurare. Essa stabilisce nella verità le attività della nostra vita e, facendo rigettare l’inclinazione a mentire, prescrive la lealtà nel parlare e nell’ascoltare, di modo che ciò che è sia e ciò che non è non sia. Infatti, tra “è” e “non è” c’è spazio per la menzogna e il di più viene tutto dal maligno. Ciò che è, ha la proprietà di essere sempre, ciò che invece non è, ha per natura di non essere.
Così coloro che vivono nella semplicità della fede non hanno bisogno del legame del giuramento.
Con essi ciò che è, è sempre, ciò che non è, non è, per cui tutte le loro azioni e tutte le loro parole sono nella verità.

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