6.a Domenica di Pasqua – C

6.a Domenica di Pasqua – C

Cristo ci lascia la sua pace affinché noi,
permanendo in essa, possiamo vincere il
nemico; ci darà la sua pace, quando regneremo
senza timore dei nemici.
S. Agostino, Trat. su Giov., 77, 3

PRIMA LETTURA
È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.
At 15,1-2.22-29

SALMO RESPONSORIALE
Sal 66

 

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R/.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. R/.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R/.

SECONDA LETTURA
L’angelo mi mostrò la città santa che scende dal cielo.
Ap 21,10-14.22-23

CANTO AL VANGELO
(Gv 14,23)

VANGELO
Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Gv 14,23-29

 

In quel tempo, Gesù disse (ai suoi discepoli):
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

Il mondo è giudicato
da come accoglie l’insegnamento di Gesù:
il Padre infatti ama e colma di grazia
chi onora il suo Figlio.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3
Chi crede in lui [nel Figlio] non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’Unigenito Figlio di Dio. (v. 18)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5, 19-47
Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. (v. 23b)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 22-50
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. (v. 26)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 16, 23b-33
Il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio. (v. 27)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 10, 37-42
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. (v. 41)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 9, 33-41
Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. (v. 41)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 3, 14-22
Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono. (vv. 20-21)

DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 2
Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti … la sapienza entrerà nel tuo cuore e la scienza delizierà il tuo animo. (vv. 1. 10)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 51, 13-30
Accogliete l’istruzione … Compite la vostra opera prima del tempo ed egli a suo tempo vi ricompenserà. (vv. 26. 30)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 18, 15-22
Se qualcuno non ascolterà le parole, che egli [il profeta] dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. (v. 19)

COMMENTO PATRISTICO

AGOSTINO DI IPPONA
Dai Trattati su Giovanni, 76, 2. 4; 77, 3. 5

Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole. Ecco spiegato il motivo per cui egli si manifesterà ai suoi e non agli altri che egli chiama con il nome di mondo; e il motivo è che gli uni lo amano e gli altri no. È lo stesso motivo che viene espresso in un venerabile salmo: Giudicami, o Dio, e separa la mia causa dalla gente perversa (Sal 42, 1). Quelli che lo amano vengono eletti perché lo amano; quelli invece che non lo amano, anche se parlassero le lingue degli uomini e degli angeli, sono come un bronzo rimbombante o un cembalo squillante; e se avessero la profezia e conoscessero tutti i misteri e tutta la scienza, e se avessero anche tutta la fede così da trasportare le montagne, non sono niente; e se sbocconcellassero tutte le loro sostanze e dessero il loro corpo alle fiamme, nulla gioverebbe loro. È l’amore che distingue i santi dal mondo, e unanimi li fa abitare in quella casa dove fissano la loro dimora il Padre e il Figlio, che effondono il loro amore su coloro ai quali alla fine si manifesteranno. È su questa manifestazione che il discepolo interrogò il Maestro, in modo che, non solo quanti allora ascoltavano le parole del Signore dalla sua viva voce, ma anche noi, per mezzo del suo Vangelo, potessimo avere la risposta.

La domanda verteva sulla manifestazione e la risposta è sull’amore e sulla dimora che il Signore intende stabilire in noi. Esiste dunque una manifestazione interiore di Dio, assolutamente sconosciuta agli empi, ai quali né il Padre né lo Spirito Santo si manifesteranno mai. Quanto al Figlio, è vero che c’è stata una sua manifestazione, ma solo nella carne; manifestazione diversa da quella interiore, e comunque non duratura ma limitata nel tempo, piuttosto apportatrice di giudizio che di gaudio, piuttosto di tormento che di premio. …

Affinché nessuno concluda che solamente il Padre e il Figlio, senza lo Spirito Santo, fissano la loro dimora presso chi li ama, richiami alla mente quanto il Signore ha detto prima a proposito dello Spirito Santo: il mondo invece non lo può ricevere perché non lo vede e non lo conosce; voi invece lo conoscerete, perché rimarrà presso di voi e sarà in voi. Ecco, dunque, che anche lo Spirito Santo, insieme al Padre e al Figlio, fissa la sua dimora nei fedeli, dentro di loro, come Dio nel suo tempio. Dio Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo vengono a noi quando noi andiamo a loro: vengono a noi soccorrendoci, noi andiamo a loro obbedendo; vengono a noi illuminandoci: noi andiamo a loro contemplandoli; vengono riempiendoci della loro presenza, noi andiamo accogliendoli.

Essi non si mostrano a noi in modo esteriore ma interiore, e la loro dimora in noi non è transitoria ma permanente. Non è così che il Figlio si manifesta al mondo. Per mondo egli qui intende coloro, a proposito dei quali immediatamente soggiunge: Chi non mi ama, non osserva le mie parole.

Ecco chi non vedrà mai il Padre e lo Spirito Santo; e se per poco vede il Figlio, sarà per la sua condanna, non per la sua felicità; e non lo vedrà nella forma di Dio, in cui è invisibile come il Padre e lo Spirito Santo, ma nella forma di uomo, in cui nell’ora della passione è apparso spregevole al mondo e nel giorno del giudizio apparirà terribile. …

Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Questo è ciò che leggiamo nel profeta: Pace su pace. Ci lascia la pace al momento di andarsene, ci darà la sua pace quando ritornerà alla fine dei tempi. Ci lascia la sua pace in questo mondo, ci darà la sua pace nel secolo futuro.

Ci lascia la sua pace affinché noi, permanendo in essa, possiamo vincere il nemico; ci darà la sua pace, quando regneremo senza timore dei nemici. Ci lascia la pace, affinché anche qui possiamo amarci scambievolmente; ci darà la sua pace lassù dove non potrà esserci più alcun contrasto. Ci lascia la pace, affinché non ci giudichiamo a vicenda delle nostre colpe occulte, finché siamo in questo mondo; ci darà la sua pace quando svelerà i segreti dei cuori, e allora ognuno avrà da Dio la lode che merita.

In lui è la nostra pace, e da lui viene la nostra pace, sia quella che ci lascia andando al Padre, sia quella che ci darà quando ci condurrà al Padre. Ma cos’è che ci lascia partendo da noi, se non se stesso, che mai si allontanerà da noi: Egli stesso, infatti, è la nostra pace, egli che ha unificato i due popoli in uno (cfr. Ef 2, 14)? Egli è la nostra pace, sia adesso che crediamo che egli è, sia allorché lo vedremo come egli è. Se infatti egli non ci abbandona esuli da sé, mentre dimoriamo in questo corpo corruttibile che appesantisce l’anima e camminiamo nella fede e non per visione (cfr. 2 Cor 5, 6-7), quanto maggiormente ci riempirà di sé quando finalmente saremo giunti a vederlo faccia a faccia? …

La precisazione, poi, che il Signore fa: non ve la do come la dà il mondo, che altro significa se non questo: non ve la do come la danno coloro che amano il mondo? I quali appunto si danno la pace per godersi, al riparo di ogni contesa e guerra, non Dio, ma il mondo loro amico; e quella pace che concedono ai giusti, evitando di perseguitarli, non può essere pace vera, non potendo esistere vera concordia là dove i cuori sono divisi. Come infatti si chiama consorte chi a te unisce la sua sorte, così si può chiamare concorde solo chi a te unisce il cuore. E noi, o carissimi, ai quali Cristo ha lasciato la pace e dà la sua pace, non come la dà il mondo ma come la dà lui per mezzo del quale il mondo è stato fatto, se vogliamo essere concordi, uniamo insieme i cuori e, formando un cuor solo, eleviamolo in alto affinché non si corrompa sulla terra.

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