Cristo ci lascia la sua pace affinché noi,
permanendo in essa, possiamo vincere il
nemico; ci darà la sua pace, quando regneremo
senza timore dei nemici.
S. Agostino, Trat. su Giov., 77, 3
È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.
At 15,1-2.22-29 SALMO RESPONSORIALE
Sal 66 SECONDA LETTURA
L’angelo mi mostrò la città santa che scende dal cielo.
Ap 21,10-14.22-23 CANTO AL VANGELO
(Gv 14,23) VANGELO
Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Gv 14,23-29 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Si onora Gesù come Figlio di Dio
scegliendolo e amandolo come unico Maestro,
ponendo cioè tutta l’attenzione del cuore e della mente
nel custodire le sue parole.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 59-70
Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. (vv. 68-69)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 31-59
Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (vv. 31-32)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
[Padre] … le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte. (v. 8a)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 8, 11-15
Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza. (v. 15)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 10, 21-42
Una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta. (v. 42)
SALMO 1
Beato l’uomo … che si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. (vv. 1-2)
SALMO 119 (118), VV. 97-112
Quanto amo la tua legge, Signore; tutto il giorno la vado meditando. (v. 97)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 6, 1-13
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. (vv. 4-6)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 10, 1-22
Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore tuo Dio, se non che tu tema il Signore tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu l’ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima? (v. 12)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 30, 1-20
Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui. (vv. 19b-20a)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 77, 3-5
Promette la pace. Ci darà la “sua” pace.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace (Gv 14, 27). Questo è ciò che leggiamo nel profeta: Pace su pace. Ci lascia la pace al momento di andarsene, ci darà la sua pace quando ritornerà alla fine dei tempi. Ci lascia la pace in questo mondo, ci darà la sua pace nel secolo futuro. Ci lascia la sua pace affinché noi, permanendo in essa, possiamo vincere il nemico; ci darà la sua pace, quando regneremo senza timore di nemici. Ci lascia la pace, affinché anche qui possiamo amarci scambievolmente; ci darà la sua pace lassù, dove non potrà esserci più alcun contrasto. Ci lascia la pace, affinché non ci giudichiamo a vicenda delle nostre colpe occulte, finché siamo in questo mondo; ci darà la sua pace quando svelerà i segreti dei cuori, e allora ognuno avrà da Dio la lode che merita (cf. 1 Cor 4, 5). In lui è la nostra pace, e da lui viene la nostra pace, sia quella che ci lascia andando al Padre, sia quella che ci darà quando ci condurrà al Padre. Ma cos’è che ci lascia partendo da noi, se non se stesso, che mai si allontanerà da noi? Egli stesso, infatti, è la nostra pace, egli che ha unificato i due popoli in uno (cf. Ef 2, 14). Egli è la nostra pace, sia adesso che crediamo che egli è, sia allorché lo vedremo come egli è (cf. 1 Io 3, 2). Se infatti egli non ci abbandona esuli da sé, mentre dimoriamo in questo corpo corruttibile che appesantisce l’anima e camminiamo nella fede e non per visione (cf. 2 Cor 5, 6-7), quanto maggiormente ci riempirà di sé quando finalmente saremo giunti a vederlo faccia a faccia?
Ma perché, quando dice: Vi lascio la pace, non dice: la mia pace, mentre aggiunge mia quando dice: Vi do la mia pace? Forse il possessivo mia si deve sottintendere in modo che si possa riferire a tutte e due le volte che il Signore pronunzia la parola “pace”, anche se esplicitamente lo dice una volta sola? O c’è anche qui un segreto, per cui bisogna chiedere e cercare, e solo a chi bussa sarà aperto? Che meraviglia, se ha voluto che per sua pace si intendesse solo quella che egli possiede? Questa pace, invero, che ci ha lasciato in questo mondo, è da considerarsi piuttosto nostra che sua. Egli, non avendo alcun peccato, non porta in sé alcun contrasto; noi invece possediamo ora una pace che non ci dispensa dal dire: Rimetti a noi i nostri debiti (Mt 6, 12). Esiste dunque per noi una certa pace, quando, secondo l’uomo interiore ci compiacciamo nella legge di Dio; ma questa pace non è completa, in quanto vediamo nelle nostre membra un’altra legge che è in conflitto con la legge della nostra ragione (cf. Rm 7, 22-23). Esiste pure per noi una pace tra noi, in quanto crediamo di amarci a vicenda; ma neppure questa è pace piena, perché reciprocamente non possiamo vedere i pensieri del nostro cuore, e, per cose che riguardano noi, ma che non sono in noi, ci facciamo delle idee, gli uni degli altri, in meglio o in peggio. Questa è la nostra pace, anche se ci è lasciata da lui; e non avremmo neppure questa, se non ce l’avesse lasciata lui. La sua pace, però, è diversa. Ma se noi conserveremo sino alla fine la nostra pace quale l’abbiamo ricevuta, avremo quella pace che egli ha, lassù dove da noi non potranno più sorgere contrasti, e nulla, nei nostri cuori, rimarrà occulto gli uni agli altri. So bene che in queste parole del Signore si potrebbe vedere semplicemente una ripetizione. Vi lascio la pace, vi do la mia pace; dice: pace, e ripete: la mia pace; dice: vi lascio, e ripete: vi do. Ciascuno interpreti come vuole. Ciò che importa a me, e credo anche a voi, miei cari fratelli, è conservare questa pace quaggiù dove concordi possiamo vincere l’avversario, e anelare a quella pace lassù dove non soffriremo più alcun avversario.
La precisazione, poi, che il Signore fa: non ve la do come la dà il mondo (Gv 14, 27), che altro significa se non questo: non ve la do come la danno coloro che amano il mondo? I quali appunto si danno la pace per godersi, al riparo di ogni contesa e guerra, non Dio, ma il mondo loro amico; e quella pace che concedono ai giusti, evitando di perseguitarli, non può essere pace vera, non potendo esistere vera concordia là dove i cuori sono divisi. Come infatti si chiama consorte chi a te unisce la sua sorte, così si può chiamare concorde solo chi a te unisce il cuore. E noi, o carissimi, ai quali Cristo ha lasciato la pace e dà la sua pace, non come la dà il mondo, ma come la dà lui per mezzo del quale il mondo è stato fatto, se vogliamo essere concordi, uniamo insieme i cuori e, formando un cuor solo, eleviamolo in alto affinché non si corrompa sulla terra.
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