I precetti del Signore sono molti e al
tempo stesso uno solo: molti per la diversità
delle opere, uno per la radice della carità.
S. Gregorio Magno, Omelia XXVII, 1
Anche sui pagani si è effuso il dono dello Spirito Santo.
At 10,25-27.34-35.44-48 SALMO RESPONSORIALE
Sal 97 SECONDA LETTURA
Dio è amore.
1Gv 4,7-10 CANTO AL VANGELO
(Gv 14,23) VANGELO
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Gv 15,9-17 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Gesù è l’eletto, il Figlio amato da sempre.
In lui riposa l’amore del Padre,
verso il quale tende tutta l’attesa dell’umanità.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 27-36
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. (v. 35)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 29-34
Chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio. (vv. 33b-34)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5, 19-30
In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. (v. 18)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 3, 13-17
Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. (v. 17)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 2, 6-15
È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, (v. 9)
SALMO 42 (41)
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? (v. 2)
DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 5, 9-16
Dolcezza è il suo palato; egli è tutto delizie. Questo è il mio diletto, questo è il mio amico, o figlie di Gerusalemme, (v. 16)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 11, 1-9
Su di lui si poserà lo Spirito del Signore, (v. 2a)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 61
Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, (v. 1a)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 26, 7-9
Signore, noi speriamo in te; al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio, (v. 8)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dai Trattati su Giovanni 82, 2-3
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi: rimanete nel mio amore. Ecco l’origine di tutte le nostre buone opere. Quale origine potrebbero avere, infatti, se non la fede che opera mediante l’amore? E come potremmo noi amare, se prima non fossimo amati? Lo dice molto chiaramente, nella sua lettera, questo medesimo evangelista: Amiamo Dìo, perché egli ci ha amati per primo (1 Gv 3, 19).
L’espressione poi: Come il Padre ha amato me così anch’io ho amato voi, non vuole significare che la nostra natura è uguale alla sua, così come la sua è uguale a quella del Padre, ma vuole indicare la grazia per cui l’uomo Cristo Gesù è mediatore tra Dio e gli uomini. È appunto come mediatore che egli si presenta dicendo: Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. È certo, infatti, che il Padre ama anche noi, ma ci ama in lui; perché ciò che glorifica il Padre è che noi portiamo frutto nella vite, cioè nel Figlio, e diventiamo così suoi discepoli.
Rimanete nel mio amore. In che modo ci rimarremo?
Ascolta ciò che segue: Se osservate i miei comandamenti – dice – rimarrete nel mio amore. È l’amore che ci fa osservare i comandamenti oppure è l’osservanza dei comandamenti che fa nascere l’amore? Ma chi può mettere in dubbio che l’amore precede l’osservanza dei comandamenti? Chi non ama è privo di motivazioni per osservare comandamenti. Con le parole: Se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio amore, il Signore non vuole indicare l’origine dell’amore, ma la prova. Come a dire: Non crediate di poter rimanere nel mio amore se non osservate i miei comandamenti: potrete rimanervi solo se li osserverete. Cioè, questa sarà la prova che rimanete nel mio amore, se osserverete i miei comandamenti.
Nessuno quindi si illuda di amare il Signore, se non osserva i suoi comandamenti poiché in tanto lo amiamo in quanto osserviamo i suoi comandamenti, e quanto meno li osserviamo tanto meno lo amiamo. Anche se dalle parole: Rimanete nel mio amore, non appare chiaro di quale amore egli stia parlando, se di quello con cui amiamo lui o con quello con cui egli ama noi, possiamo però dedurlo dalla frase precedente. Egli aveva detto: anch’io ho amato voi, e subito dopo ha aggiunto: Rimanete nel mio amore. Si tratta dunque dell’amore che egli nutre per noi. E allora che vuol dire: Rimanete nel mio amore se non rimanete nella mia grazia? E che significa: Se osserverete miei comandamenti rimarrete nel mio amore, se non che voi potete avere la certezza di essere nel mio amore, cioè nell’amore che io vi porto, se osserverete i miei comandamenti? Non siamo dunque noi che prima osserviamo i comandamenti di modo che egli venga ad amarci, ma il contrario: se egli non ci amasse, noi non potremmo osservare i suoi comandamenti. Questa è la grazia che è stata rivelata agli umili mentre è rimasta nascosta ai superbi.
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