6.a Domenica di Pasqua – A

È l’amore che distingue i santi dal mondo,
e unanimi li fa abitare in quella casa
dove fissano la loro dimora il Padre e il
Figlio, che effondono il loro amore su coloro
ai quali alla fine si manifesteranno.
S. Agostino, Trat. su Giov. 76, 2

PRIMA LETTURA
Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
At 8,5-8.14-17

Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 65

 

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! R/.
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. R/.
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. R/.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R/.

SECONDA LETTURA
Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.
1Pt 3,15-18

Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.

Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.

CANTO AL VANGELO
(Gv 14,23)

VANGELO
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.
Gv 14,15-21

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

PREGHIERA DEI FEDELI
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Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

 

1. Perché la Chiesa sappia annunciare al mondo il Vangelo di Gesù Cristo con parole convincenti, ma soprattutto con la carità verso tutti. Preghiamo.
2. Perché il Papa e i Vescovi siano sostenuti nel loro ministero magisteriale dallo Spirito Santo e sappiano guidare il popolo di Dio sulle vie del Signore. Preghiamo.
3. Perché coloro che occupano posti di responsabilità sappiano impegnarsi con decisione per la promozione della dignità umana. Preghiamo.
4. Perché i cristiani si amino con l’amore di Cristo, perdonandosi a vicenda e cercando sempre la comunione fraterna e l’unità dei cuori. Preghiamo.
5. Perché sappiamo riconoscere, nella nostra comunità, la presenza dello Spirito che anima la Storia e la guida secondo i piani di Dio. Preghiamo.
Ascolta, o Padre, le nostre preghiere e donaci il dono del Consolatore, perché in ogni situazione della vita sappiamo rendere ragione della speranza che è in noi. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

PERCORSO ESEGETICO

Noi rispondiamo all’amore con il quale Gesù ci ama
custodendo con impegno gioioso
i suoi comandi e le sue leggi.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15, 1-17
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore. (v. 10a)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 8, 11-15
Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza. (v. 15)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 10, 38-42
Maria … sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola. (v. 39b)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 2, 3-11
Chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. (v. 5a)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 22
Ecco, io verrò presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro. (v. 7)

SALMO 119 (118), VV. 1-16
Tu hai dato i tuoi precetti perché siano osservati fedelmente. Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia. (vv. 4. 14a)

DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 2
Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti … la sapienza entrerà nel tuo cuore e la scienza delizierà il tuo animo. (vv. 1. 10)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 6, 10-21
L’amore è osservanza delle sue [di Dio] leggi. (v. 18a)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 15, 10-21
Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché io portavo il tuo nome, Signore. (v. 16)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 6, 1-13
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. (v. 6)

COMMENTO PATRISTICO

S. CIRILLO DI ALESSANDRIA
Dal Commento al vangelo di Giovanni, IX, 14, 18-19

L’Unigenito, dimostrando che lo Spirito non è estraneo alla sua natura, dopo aver detto che il Padre avrebbe mandato ai santi il Paraclito, promette di ritornare e di far loro da padre affinché non rimangano, come orfani, privati della protezione del tutore, e non siano esposti all’inganno del diavolo e agli scandali del mondo, che sono molti, e necessariamente vengono, a causa del furore sfrenato degli assalitori.

Il Padre, perciò, ci diede come scudo e infrangibile difesa lo Spirito di Cristo, che ci riempie della grazia, della presenza e della potenza di lui. Non è possibile, infatti, che l’anima dell’uomo faccia qualche cosa buona o vinca le sue passioni o sfugga ai tremendi lacci del diavolo se non è difesa dalla grazia dello Spirito Santo ed abbia, perciò, in se stessa, lo stesso Cristo.

Per questo motivo, il divino Salmista, componendo inni di ringraziamento, con la sapienza che gli è insita, gridava a Dio: O Signore, ci hai circondati come di uno scudo di grazia (Sal 5, 13), chiamando scudo di grazia null’altro che lo Spirito Santo che ci protegge e ci rafforza, con la sua incredibile potenza, a volere ciò che piace a Dio.

Dunque, egli promette che sarà presente e aiuterà quelli che credono in lui, sebbene, dopo la risurrezione dai morti, salga nei cieli, per apparire ora per noi al cospetto di Dio, secondo le parole di Paolo.

Ancora un po’ e il mondo non mi vedrà più: voi, invece, mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

Incalzando ormai la passione alle porte, e facendosi vicino il tempo dell’ascensione, dice che egli non sarà più visto dal mondo, cioè da quelli che antepongono ai beni divini e celesti quelli temporanei e terreni. E noi, riallacciandoci a ciò che è stato detto prima, come ad un contesto affine, diremo ragionevolmente che Dio Padre ha dato, per mezzo del Figlio, il Paraclito, cioè lo Spirito Santo. Tutto, infatti, è dato dal Padre per mezzo di lui.

Egli, tuttavia, è venuto fra noi, non indifferentemente tra i buoni e i cattivi, ma fra quelli ai quali conveniva che egli andasse.

Quanto alla grazia ricchissima e abbondantissima di colui che la dava, nessun uomo rimase privo di quella: Io – dice nei profeti – riverserò il mio spirito su ogni carne (Gl 3, 1). Ciascuno, tuttavia, diviene causa per se stesso di fruire il bene dato da Dio o di esserne del tutto privo. Tutti quelli che non vogliono purificare la propria anima con ogni genere di virtù, ma si voltolano nei mali del mondo, rimarranno privi della grazia divina, non vedranno Cristo in se stessi, giacché hanno il loro cuore privato dello Spirito.

Perciò, a guisa di orfani, per così dire, sono turbati dalla forza soverchiante, dalla passione, dal demonio o da un’altra qualsiasi cupidigia mondana o da qualsiasi altra cosa che li trascina e li porta, con la forza, al peccato.

Ma ai santi e a quelli che erano pronti ad accoglierlo diceva, giacché non avrebbero subito nulla di ciò: Non vi lascerò orfani; ritornerò da voi. Pertanto, dice che non sarà toccato né visto da quelli che assaporano le cose del mondo, dopo che sarà andato via di qui, cioè dopo che sarà tornato nei cieli.

Dice, invece, che i santi lo troveranno visibile, giacché lo Spirito Santo infonde negli occhi del loro cuore un certo splendore divino e intelligibile, e semina in essi ogni buona conoscenza.

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