Principio stupendo, fratelli miei, della
dottrina celeste! Il Signore non comincia
dalla paura, ma dalla beatitudine, non
suscita timore, ma piuttosto desiderio.
S. Cromazio di Aquileia, Sermone 41, 2
PRIMA LETTURA
Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.
SALMO RESPONSORIALE
Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte. R/.
È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene. R/.
Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina. R/.
SECONDA LETTURA
Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.
In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Gesù discende dalla preghiera insieme ai suoi discepoli,
per andare con loro verso la folla povera e affaticata,
bisognosa della misericordia del Padre
che si prende cura delle debolezze umane.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 1-40
Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: “Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?”. (v. 5)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 4, 23-25
Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. (v. 23)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 9, 35-38
Vedendo le folle [Gesù] ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. (v. 36)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 11, 28-30
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. (v. 28)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 68-79
Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio … verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace. (vv. 78-79)
SALMO 147 (146-147)
Il Signore ricostruisce Gerusalemme, raduna i dispersi d’Israele. Risana i cuori affranti e fascia le loro ferite. (vv. 2-3)
SALMO 72 (71)
Egli libererà il povero che grida e il misero che non trova aiuto, avrà pietà del debole e del povero e salverà la vita dei suoi miseri. (vv. 12-13)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 50, 4-51,8
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da iniziati, perché io sappia indirizzare allo sfiduciato una parola. (v. 4)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 31
Ristorerò copiosamente l’anima stanca e sazierò ogni anima che languisce. (v. 25)
COMMENTO PATRISTICO
AELREDO
Dal Discorso 26
In questo mondo – dice – avrete tribolazione (Gv 16, 33). Fratelli, la verità non può mentire. Perciò ascoltate ciò che ha promesso. Due sono i mondi, il presente e il futuro. Il nostro Signore ci ha detto prima quali dobbiamo essere nell’uno e nell’altro. In questo mondo – dice – avrete tribolazione. Poi ha detto egli stesso quali saranno i suoi in futuro: I giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre mio (Mt 13, 43), e ancora Saranno come angeli di Dio (Mt 22, 30).
Perciò fratelli quanto ciascuno si vede nelle tribolazioni di questa vita a causa di Cristo, sappia per certo che tanto cresce la sua gloria nell’altra; e quanto si vede tra i beni e le delizie in questa vita, tanto tema che la sua gloria non sia diminuita nell’altra. Perciò, fratelli, dobbiamo sempre avere nella nostra mente quali dobbiamo essere in questo mondo e quali in cielo con il Signore, e dobbiamo sempre giudicare ogni cosa riguardo a queste due vite.
A questa vita appartiene la fatica, a quella il riposo; a questa la tentazione, a quella la pace; a questa la povertà, a quella la ricchezza; a questa la tristezza, a quella la consolazione; a questa la fame e la sete, a quella la sazietà.
Questo, fratelli miei, è quello che il Signore dice nel Vangelo: Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. E di nuovo: Guai a voi ricchi, perché avete la vostra consolazione! Poi: Guai a voi che ora ridete, perché vi lamenterete e piangerete! Ora vedete perché ho detto che bisogna che abbiamo nella nostra memoria queste due cose, cioè quali dobbiamo essere qui e quali saremo là, perché non potremo resistere se consideriamo solo ciò che riguarda la vita presente.
Chi infatti può rimanere esente dal pericolo della mormorazione e della disperazione, essendo senza consolazione e sempre nella tribolazione, nella miseria e nelle tentazioni? Chi c’è, fratelli, in questa vita che non avverta queste miserie, se non è totalmente privo di senno?
A causa di questa miseria tutti cercano di avere una qualche consolazione. Gli uomini di mondo, che amano il mondo, cercano consolazioni nelle ricchezze e negli onori, in molti divertimenti, nei desideri della carne, nei piaceri.
Costoro sono infelici quando sono tristi, ma ancora più infelici quando si consolano così. Voi invece siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato e non dovete avere né le loro tristezze, né le loro consolazioni.
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