Principio stupendo, fratelli miei, della
dottrina celeste! Il Signore non comincia
dalla paura, ma dalla beatitudine, non
suscita timore, ma piuttosto desiderio.
S. Cromazio di Aquileia, Sermone 41, 2
Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.
Ger 17,5-8 SALMO RESPONSORIALE
Sal 1 SECONDA LETTURA
Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede.
1Cor 15,12.16-20 CANTO AL VANGELO
(Lc 6,23) VANGELO
Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.
Lc 6,17.20-26 PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi
PERCORSO ESEGETICO
Il cuore di Gesù è la ricchezza dei poveri.
Egli infatti gratuitamente dona il suo Spirito
a coloro che si fidano di lui
senza porre negli uomini le proprie speranze.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 31-36
Colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura. (v. 34)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 4, 1-26
Rispose Gesù: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna”. (vv. 13-14)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 11, 9-13
Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono! (v. 13)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 5
L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. (v. 5b)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 1-14
Questo solo io vorrei sapere da voi: è per le opere della legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver creduto alla predicazione? (v. 2)
SALMO 33 (32)
Ecco, l’occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia. (v. 18)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 61, 1-11
Mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri … per allietare gli afflitti di Sion, per dare loro una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell’abito da lutto, canto di lode invece di un cuore mesto. (vv. 1a. 3a)
DAL LIBRO DEL PROFETA MICHEA, CAP. 5, 1-7
Il resto di Giacobbe sarà, in mezzo a molti popoli, come rugiada mandata dal Signore e come pioggia che cade sull’erba, che non attende nulla dall’uomo e nulla spera dai figli dell’uomo. (v. 6)
COMMENTO PATRISTICO
BEDA IL VENERABILE
In Luc., 2, 24 ss.
I «guai a voi» di Luca
“Guai a voi ricchi, perché avete già la vostra consolazione” (Lc 6,24). In che cosa consista questo “guai a voi ricchi” lo si capisce meglio dove si dice che il regno dei cieli è dei poveri. Da questo regno infatti si separeranno coloro che mettono ogni loro piacere in questo mondo e udranno la sentenza del giusto giudice: “Rammentate, figli, che avete avuto dei beni nella vostra vita” (Lc 16,25). Dove però è da notare che l’incriminazione non è posta tanto sulla ricchezza quanto sull’amore della ricchezza. Infatti, non tutti quelli che hanno ricchezze, ma, come dice il Qoèlet: “Chi ama le ricchezze non ne avrà vantaggio” (Qo 5,9), perché colui che non sa staccare l’animo dai beni temporali e non sa farne parte ai poveri, per il momento, sì, gode del loro uso, ma resterà privo per sempre del frutto che avrebbe potuto acquistare, se li avesse donati. E leggiamo anche altrove: “Beato il ricco che è stato trovato senza macchia, che non è corso appresso all’oro e non ha riposto le sue speranze nel danaro e nel tesoro” (Sir 31,8).
“Guai a voi che siete sazi, perché avrete fame” (Lc 6,25).
Era sazio quel ricco, vestito di porpora, che faceva ogni giorno splendidi banchetti, ma stava certo poi in un gran guaio, quando, affamato, dovette chiedere che dal dito del disprezzato Lazzaro gli cadesse una goccia sulla bocca. D’altra parte, se son beati quelli che hanno sempre fame delle opere di giustizia bisogna pur che siano infelici coloro che, al contrario, seguendo i loro desideri, non sentono nessuna fame di veri e solidi beni e si reputano abbastanza felici, se per il momento non son privi del loro piacere.
“Guai a voi che ridete, perché sarete tristi e piangerete” (Lc 6,25). E Salomone dice: “Il riso sarà mescolato al dolore e la gioia finirà in lutto” (Pr 14,13). E ancora: “Il cuore dei sapienti è quello dov’è tristezza e il cuore degli stolti è quello dov’è letizia” (Qo 7,4-5); e questo vuole insegnare che la stoltezza dev’essere attribuita a quelli che ridono e la prudenza a quelli che piangono.
“Guai a voi, quando tutti gli uomini diranno bene di voi” (Lc 6,26). È ciò che il Salmista deplora, “poiché il peccatore è lodato per i suoi desideri e il malvagio è benedetto” (Sal 9,24). A costui non dà nessuna pena che i suoi delitti non siano ripresi e che egli ne sia lodato, come se avesse fatto bene.
“I padri di questa gente hanno trattato allo stesso modo i profeti” (Lc 6,26). Ma qui intende gli pseudoprofeti, i quali nella Sacra Scrittura son chiamati anche profeti, perché, per accaparrarsi il favore del popolo, si sforzavano di predire cose future. Perciò dice Ezechiele: “Guai ai profeti stolti che vanno dietro alla loro fantasia e non vedono niente; i tuoi profeti, Israele, erano come volpi nel deserto” (Ez 13,3). Perciò il Signore sulla montagna descrive soltanto le Beatitudini dei buoni, invece nella campagna annunzia anche le sventure dei malvagi; perché la gente più rude per essere spinta al bene ha bisogno di minacce e terrore, i perfetti invece basta invitarli con la prospettiva d’un premio.
Nuova Citeaux Per la promozione della cultura cistercense


