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6.a Domenica del T.O. – B

Come hai purificato il lebbroso dalla sua
infermità, o Onnipotente, così guarisci il
male delle nostre anime, tu che sei misericordioso,
per intercessione della Madre
di Dio, o medico delle nostre anime, Amico
degli uomini e salvatore immune da peccato.
Romano il Melode, Inni, 23, Proemio

PRIMA LETTURA
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
Lv 13,1-2.45-46

SALMO RESPONSORIALE
Sal 31

SECONDA LETTURA
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
1Cor 10,31-11,1

CANTO AL VANGELO
(Lc 7,16)

VANGELO
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
Mc 1,40-45

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La lontananza da Dio ci chiude nella solitudine.
Il riconoscimento delle nostre miserie ci porta da Gesù,
in cui è presente la potenza di Dio.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 67-70
Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna, (v. 68)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 13, 21-30
Preso il boccone, egli [Giuda] subito uscì. Ed era notte, (v. 30)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 8, 5-13
Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito, (v. 8)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 15, 11-20
Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre, (vv. 17-18)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 1, 1-4
Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è assiso alla destra della maestà nell’alto dei cieli, (v. 3)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 3, 3-10
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. (v. 3)

SALMO 130 (129)
Dal profondo a te grido o Signore; Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di te è il perdono: e avremo il tuo timore, (vv. 1-4)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 64
Signore, non adirarti troppo, non ricordarti per sempre dell’iniquità. Ecco, guarda: tutti siamo tuo popolo, (v. 8)

COMMENTO PATRISTICO

S. BRUNO DEI SEGNI
Dal Commento a Matteo, II

Ecco, dice, venuto un lebbroso, lo adorava, dicendo: Signore, se vuoi, tu puoi mondarmi”. Vedi quanto sia grande la fede del lebbroso: vede un uomo, adora Dio, non dubita della sua onnipotenza. Ma che cosa dice? Signore, se vuoi, puoi mondarmi, ovvero: tu sei Signore, sei onnipotente, la tua volontà è già opera, ogni creatura ti obbedisce; non merito il tuo beneficio, non sono degno di parlare con te; tuttavia credo che se vuoi, puoi purificarmi. E il Signore a questo, stendendo la mano, lo toccò, dicendo: Lo voglio, sii mondato. Il Signore stende la sua mano, manifesta la sua potenza, non nasconde la sua forza, tocca l’uomo e fugge la lebbra.

… Ma perché dice: Lo voglio, sii mondato’:’Tu credi che io posso, lo voglio perché credi; sperimenta la tua fede, conosci la mia potenza; voglio che tu sia mondato e sii mondato e subito la lebbra fu allontanata da lui, affinché apparisse e la forza della fede e l’onnipotenza di colui che curava. E gli disse Gesù: Guarda di non dirlo a nessuno, ma va’, presentati ai sacerdoti. 

… Bisogna ricercare perché il Signore gli comanda di non dirlo a nessuno. Predicare infatti e annunciare ai popoli le meraviglie di Dio è proprio dei sacerdoti; il lebbroso, anche se è stato purificato, non deve tuttavia prendere il posto dei sacerdoti, perché sono stati scelti per questo ministero, come dice l’Apostolo, quelli che sono irreprensibili (Tt 1, 7). In ciò siamo anche ammaestrati sul fatto che in ciò che facciamo di bello e di lodevole non dobbiamo cer care la lode degli uomini e la vanagloria. Ma perché Signore Gesù mandi a un sacerdote colui che tu curi come supremo sacerdote? Chi oserà giudicare colui che è tornato puro secondo la tua parola? Dunque fai questo perché tu venga riconosciuto obbediente agli ordinamenti della legge. E infatti puro colui che è giudicato tale dal sacerdote: è di loro pertinenza separare il buono dal cattivo, il giusto dall’ingiusto, e il puro dall’impuro. Tu perciò confermi questo privilegio, quando mandi questo uomo a presentarsi a loro.

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4.a Domenica del T.O. – B

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