6.a Domenica del T.O. – B

Come hai purificato il lebbroso dalla sua
infermità, o Onnipotente, così guarisci il
male delle nostre anime, tu che sei misericordioso,
per intercessione della Madre
di Dio, o medico delle nostre anime, Amico
degli uomini e salvatore immune da peccato.
Romano il Melode, Inni, 23, Proemio

PRIMA LETTURA
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
Lv 13,1-2.45-46
SALMO RESPONSORIALE
Sal 31
SECONDA LETTURA
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
1Cor 10,31-11,1
CANTO AL VANGELO
(Lc 7,16)
VANGELO
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
Mc 1,40-45
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Gesù è il Figlio di Dio: per questo è più forte del male.
Nel contatto con il nostro peccato non viene contaminato;
al contrario ci purifica e ci risana.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1,29-34
Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! (v. 29b)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 1,21-28
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: “Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!”, (v. 27)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 5,25-34
Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: “Chi mi ha toccato il mantello?”, (v. 30)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 4,16-28
C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro. (v. 27)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 7,11-17
Il Signore ne ebbe compassione … E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati!” (vv. 13-14)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 10,34-38
Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. (v. 38)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 4, 1-5
Infatti tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie, perché esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera, (vv. 4-5)

SALMO 51 (50)
Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve. (v. 9)

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 47,1-12
Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà, (v. 9)

DAL SECONDO LIBRO DEI RE, CAP. 5,1-14
Egli, allora, scese e si lavò nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito, (v. 14)

COMMENTO PATRISTICO

S. AMBROGIO
Dall’Esposizione del vangelo secondo Luca, 5, 2-7

Allo stesso modo che è evidente nel Signore l’efficacia della potestà, così nel lebbroso lo è la costanza della fede. Si gettò a bocconi in segno di umiltà e di vergogna, perché ciascuno impari ad arrossire delle brutture della propria vita; tuttavia l’imbarazzo non gli impedì la confessione. Scoprì le piaghe, implorò la guarigione, e perfino le parole della confessione sono piene di devozione e di fede: Se vuoi, disse, tu puoi mondarmi. Egli riconobbe che la potenza stava nella volontà del Signore; però non dubitò della volontà del Signore, quasi che diffidasse della sua compassione, ma non osò perché era consapevole della propria impurità.

E il Signore gli rispose con una delicatezza, ricca di insegnamenti: Lo voglio, sii mondo. E subito la lebbra scomparve da lui. Fra le opere di Dio e i suoi ordini non vi è alcun intervallo: le opere sono contenute negli ordini. Del resto, Egli disse, e le cose furono fatte. Voi ben vedete, dunque, come sia impossibile dubitare che la volontà di Dio è identica alla sua potenza.

Quindi la sua volontà è identica alla sua potenza: coloro i quali sostengono che la Trinità ha una sola volontà, senza dubbio sostengono che ha una sola potenza.

Perciò la lebbra subito scomparve: e affinché tu comprenda con quale cuore Egli l’abbia guarito, aggiunse all’opera la sua effettiva realizzazione.

Del resto, secondo Marco il Signore ebbe compassione di lui: e questo è un particolare stupendo. Gli evangelisti ne han ricordato parecchi simili, perché volevano che noi avessimo solido fondamento in due cose: descrivendo i miracoli della sua potenza ci incoraggiano alla fede, e narrando le operazioni della sua potenza ci esortano all’imitazione. Per questo Egli lo tocca senza alcun ribrezzo, e comanda senza alcuna esitazione: effettivamente ciò dimostra la sua autorità, poiché, pur avendo il potere di guarire e l’autorità di comandare, non rifugge dal dare una testimonianza del suo operare.

Ma ecco che viene guarita non soltanto la lebbra di una persona sola, ma di tutti, ai quali si dice: Voi siete già mondi, per la parola che io vi ho annunziato (Gv 15, 3). Se, dunque, la medicina della lebbra è il Verbo, disprezzando il Verbo si ha senza dubbio la lebbra dell’anima. Ma affinché non avvenga che la lebbra possa contagiare il medico, ciascuno, seguendo l’esempio di umiltà del Signore, eviti l’ostentazione.

Difatti, perché mai a colui che stato guarito si ordina di non dirlo a nessuno, se non perché volle insegnarci che non dobbiamo far pubblicità ai doni ricevuti, bensì nasconderli, e così impariamo a rifuggire dai vantaggi non solo del denaro ma anche del credito altrui? O forse ancora il motivo del comando di tacere è questo: Egli pensava che la gente sarebbe stata migliore se avesse creduto con fede spontanea piuttosto che per la speranza di ottenere favori.

Colui, poi, riceve l’ordine di presentarsi al sacerdote secondo la Legge: non deve delegare un altro, ma offrire se stesso a Dio come sacrificio spirituale affinché, detersa ormai l’impurità delle precedenti azioni, mediante la conoscenza della fede e la disciplina della sapienza si consacri a Dio in olocausto, destinato ad essergli gradito; infatti ogni vittima sarà salata col sale. Per questo anche Paolo dice: Vi supplico dunque, o fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire le vostre persone quale olocausto accettabile e gradito a Dio (Rom 12, 1).

Al tempo stesso è mirabile il fatto che Egli guarì nella maniera in cui era stato supplicato. Se vuoi, tu puoi mondarmi. Lo voglio, disse, sii mondo. C’è la volontà, ma c’è anche la conseguenza della pietà. E stesa la mano, lo toccò. La Legge vieta toccare i lebbrosi; ma Colui che è il Signore della Legge non obbedisce alla Legge, bensì fa la Legge. Se dunque lo toccò, non perché gli era impossibile guarirlo senza toccarlo, ma perché voleva dimostrare che Egli non era sottomesso alla Legge, né che temeva il contagio come gli uomini, e che non poteva essere contaminato Colui che veniva a liberare gli altri; e fu inoltre perché la lebbra doveva venir cacciata dal contatto del Signore, mentre di solito essa infettava chi la toccasse.

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