6.a Domenica del T.O. – B

6.a Domenica del T.O. – B

PRIMA LETTURA
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
Lv 13,1-2.45-46

SALMO RESPONSORIALE
Sal 31

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno. R./
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato. R./
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia! R./

SECONDA LETTURA
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
1Cor 10,31-11,1

CANTO AL VANGELO
(Lc 7,16)

VANGELO
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
Mc 1,40-45

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La lebbra è segno del peccato antico,
cioè dell’orgoglio che ci fa innalzare contro Dio.
Conseguenza di questo peccato
è la separazione da Dio e dai fratelli.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 16-21
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. (v. 17)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 10, 1-10
Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, (v. 8)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 1, 28-32
E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balia di una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, (v. 28)

SALMO 19 (18)
Dall’orgoglio salva il tuo servo, perché su di me non abbia potere. (v. 14)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 3,17-28
Molti ha fatto smarrire la loro presunzione … la sventura non guarisce il superbo, perché la pianta del male si è radicata in lui. (vv. 24. 27)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 14, 3-21
Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono. Mi farò uguale all’Altissimo, (vv. 12-14)

DAL LIBRO DEI NUMERI, CAP. 12, 1-9
La nuvola si ritirò di sopra alla tenda ed ecco Maria era lebbrosa, bianca come neve; Aronne guardò Maria ed ecco era lebbrosa, (v. 9)

DAL SECONDO LIBRO DELLE CRONACHE, CAP. 26,16-21
Mentre sfogava la sua collera contro i sacerdoti, gli spuntò la lebbra sulla fronte … egli abitò in una casa di isolamento, come lebbroso, escluso dal tempio, (vv. 19-21)

DAL SECONDO LIBRO DEI RE, CAP. 5, 1 0 – 27
La lebbra di Naaman si attaccherà a te e alla tua discendenza per sempre, (v. 27a)

COMMENTO PATRISTICO

GIOVANNI DELLA CROCE
Fiamma d’amore viva, strofa 2

«Gesù stese la mano e lo toccò»

O vita divina, tu dai la morte solo per dare la vita, ferisci solo per guarire. Mi hai ferito per guarirmi, o mano divina! Hai ucciso in me ciò che mi teneva nella morte! Ero allora privo della vita di Dio, in cui ora, invece, mi trovo a vivere! Debbo questo favore alla liberalità della tua generosa grazia verso di me quando mi hai fatto sentire il tocco di Colui che è « irradiazione della tua gloria e impronta della tua sostanza » (Eb 1,3), cioè il tuo Figlio unigenito, nel quale, come tua Sapienza, tu tocchi « da un confine all’altro della terra con forza per la sua purezza » (Sap 8,1).

O tocco delicato, o Verbo, Figlio di Dio, che con la delicatezza del tuo essere divino penetri sottilmente la sostanza della mia anima e, toccandola tutta con delicatezza, l’assorbi completamente in te e adoperi mezzi del tutto divini per colmarla di soavità « mai sentita in terra di Canaan né mai viste in Teman » (Bar 3,22)! O tocco delicato, divinamente delicato del Verbo, tanto più delicato in me in quanto tu facevi sobbalzare i monti e spaccavi le rocce sul monte Oreb con l’ombra del tuo potere e la forza che lo precedeva, ti facesti sentire dal profeta « nel soffio leggero del vento » (1Re 19,11-12)!

O soffio leggero, che sei così fine e delicato, dimmi: come puoi toccare così sottilmente e delicatamente, o Verbo, Figlio di Dio, pur essendo così terribile e potente? O felice, mille volte felice, Signor mio, l’anima che tocchi così delicatamente e dolcemente… « Tu nascondi queste anime nel segreto del tuo volto, che è il tuo divin Figlio, lontano dagli intrighi degli uomini » (Sal 30,21).

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