PRIMA LETTURA
Il lebbroso se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento.
SALMO RESPONSORIALE
Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno. R./
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato. R./
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia! R./
SECONDA LETTURA
Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
La lebbra è segno del peccato antico,
cioè dell’orgoglio che ci fa innalzare contro Dio.
Conseguenza di questo peccato
è la separazione da Dio e dai fratelli.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 16-21
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. (v. 17)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 10, 1-10
Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, (v. 8)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 1, 28-32
E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balia di una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, (v. 28)
SALMO 19 (18)
Dall’orgoglio salva il tuo servo, perché su di me non abbia potere. (v. 14)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 3,17-28
Molti ha fatto smarrire la loro presunzione … la sventura non guarisce il superbo, perché la pianta del male si è radicata in lui. (vv. 24. 27)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 14, 3-21
Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono. Mi farò uguale all’Altissimo, (vv. 12-14)
DAL LIBRO DEI NUMERI, CAP. 12, 1-9
La nuvola si ritirò di sopra alla tenda ed ecco Maria era lebbrosa, bianca come neve; Aronne guardò Maria ed ecco era lebbrosa, (v. 9)
DAL SECONDO LIBRO DELLE CRONACHE, CAP. 26,16-21
Mentre sfogava la sua collera contro i sacerdoti, gli spuntò la lebbra sulla fronte … egli abitò in una casa di isolamento, come lebbroso, escluso dal tempio, (vv. 19-21)
DAL SECONDO LIBRO DEI RE, CAP. 5, 1 0 – 27
La lebbra di Naaman si attaccherà a te e alla tua discendenza per sempre, (v. 27a)
COMMENTO PATRISTICO
GIOVANNI DELLA CROCE
Fiamma d’amore viva, strofa 2
«Gesù stese la mano e lo toccò»
O vita divina, tu dai la morte solo per dare la vita, ferisci solo per guarire. Mi hai ferito per guarirmi, o mano divina! Hai ucciso in me ciò che mi teneva nella morte! Ero allora privo della vita di Dio, in cui ora, invece, mi trovo a vivere! Debbo questo favore alla liberalità della tua generosa grazia verso di me quando mi hai fatto sentire il tocco di Colui che è « irradiazione della tua gloria e impronta della tua sostanza » (Eb 1,3), cioè il tuo Figlio unigenito, nel quale, come tua Sapienza, tu tocchi « da un confine all’altro della terra con forza per la sua purezza » (Sap 8,1).
O tocco delicato, o Verbo, Figlio di Dio, che con la delicatezza del tuo essere divino penetri sottilmente la sostanza della mia anima e, toccandola tutta con delicatezza, l’assorbi completamente in te e adoperi mezzi del tutto divini per colmarla di soavità « mai sentita in terra di Canaan né mai viste in Teman » (Bar 3,22)! O tocco delicato, divinamente delicato del Verbo, tanto più delicato in me in quanto tu facevi sobbalzare i monti e spaccavi le rocce sul monte Oreb con l’ombra del tuo potere e la forza che lo precedeva, ti facesti sentire dal profeta « nel soffio leggero del vento » (1Re 19,11-12)!
O soffio leggero, che sei così fine e delicato, dimmi: come puoi toccare così sottilmente e delicatamente, o Verbo, Figlio di Dio, pur essendo così terribile e potente? O felice, mille volte felice, Signor mio, l’anima che tocchi così delicatamente e dolcemente… « Tu nascondi queste anime nel segreto del tuo volto, che è il tuo divin Figlio, lontano dagli intrighi degli uomini » (Sal 30,21).
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