6.a Domenica del T.O. – A

Noi proclamiamo fermamente che unico
e uguale è l’autore del Vecchio e del Nuovo
Testamento, il quale ha formulato le
leggi secondo le necessità e il vantaggio
degli uomini e ha adattato alla diversità
dei tempi le norme delle due leggi.
S. Giovanni Crisostomo, Com. al Vang. di Matteo, 16, 7

PRIMA LETTURA
A nessuno ha comandato di essere empio.
Sir 15,16-21
SALMO RESPONSORIALE
R/. Beato chi cammina nella legge del Signore.
Sal 118
SECONDA LETTURA
Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria.
1Cor 2,6-10
CANTO AL VANGELO
(Mt 11,25)
VANGELO
Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.
Mt 5,17-37
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

Dio rivela agli uomini la sua tenerezza nei cieli nuovi
e nella terra nuova nei quali
ha posto la sua dimora per sempre.
Questa generazione nuova è operata dalla parola di Dio
che tutta deve essere perfettamente compiuta.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-21
Rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio”. (v. 5)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 11-21
Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. (v. 17)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TITO, CAP. 3, 3-11
Quando si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo. (vv. 4-5)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 3, 3-17
Secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia. (v. 13)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21, 1-8
Colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. (v. 5a)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 43, 16-21
Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? (v. 19)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 55
Così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata. (v. 11)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 60
Stranieri ricostruiranno le tue mura, i loro re saranno al tuo servizio, perché nella mia ira ti ho colpito, ma nella mia benevolenza ho avuto pietà di te. (v. 10)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 65, 8-25
Ecco io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, e farò di Gerusalemme una gioia, del suo popolo un gaudio. (vv. 17-18)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 66, 10-24
Così dice il Signore: Ecco io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la prosperità; come un torrente in piena la ricchezza dei popoli; i suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati. Come una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati. (vv. 12-13)

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 36, 16-38
Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. (vv. 26-27)

COMMENTO PATRISTICO

S. ILARIO
Dal Commentario a Matteo, V

Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge e i profeti: non sono venuto per abolire, ma per dare compimento.

La virtù e la potenza delle parole celesti comportano in se stesse un valore sublime. La Legge è stata stabilita per le opere e ha tutto racchiuso nella fede in quelle realtà che dovevano essere rivelate in Cristo il cui insegnamento e la cui passione rappresentano una decisione sublime e profonda della volontà del Padre. Ora la Legge, sotto il velo di termini spirituali, ha parlato della nascita di nostro Signore Gesù Cristo, della sua incarnazione, della sua passione, della sua risurrezione. E che ciò, già prima del tempo dei secoli, sia stato così predisposto per l’epoca in cui viviamo è confermato autorevolmente e spesso dai profeti e dagli apostoli. Dopo il digiuno di quaranta giorni dunque, Satana, turbato per ciò che sospettava così bene proruppe fino all’audacia di tentare Gesù, temendo in lui il grande mistero del piano celeste. Gesù infatti è il nome di nostro Signore, che gli viene dal corpo. Così la sua incarnazione e la sua passione costituiscono la volontà di Dio e la salvezza del mondo. Ed è una cosa che supera la capacità espressiva della parola umana, il fatto che il Dio nato da Dio, il Figlio che procede dalla sostanza del Padre e sussiste nella sostanza del Padre, prima incarnato, poi soggetto alla morte per la sua condizione umana, infine dopo tre giorni ritornando dalla morte alla vita, abbia ricondotto al cielo la materia del corpo che aveva assunto, rendendola partecipe dell’eternità dello Spirito e della sua sostanza.

Affinché non si creda che nelle sue opere ci sia qualche altra cosa oltre quello che era contenuto nella Legge, egli ha affermato di non abolire la Legge ma di compierla. Il cielo e la terra che, come crediamo, sono i più grandi elementi, certamente avranno fine, ma neppure il più piccolo comandamento della Legge potrà essere incompiuto: in lui infatti si compie tutta la Legge e i profeti. Al momento della passione, nell’ora stessa in cui stava per rimettere il suo Spirito, sicuro del grande mistero che era in lui, bevve dell’aceto e affermò che tutto era compiuto.

Tutto ciò che avevano detto i profeti veniva confermato in quel momento dai fatti. Egli stabilì quindi che non si doveva trasgredire nessuno dei comandamenti di Dio, neppure il più piccolo, se non si voleva essere colpevoli verso Dio e dichiarò che coloro, i quali avrebbero trasgredito il più piccolo di essi, sarebbero stati i più piccoli, cioè gli ultimi e quasi una nullità.

Ora non ci possono essere cose più piccole di quelle che sono le minime, e la cosa più piccola di tutte è la passione del Signore e la morte di croce. Così colui che non la confesserà, come se dovesse vergognarsene, sarà il più piccolo, ma a colui che la confesserà è promessa la gloria di una grande chiamata in cielo.

Poiché vi dico: Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Egli introduce in modo stupendo il superamento dell’opera della Legge, non per abolirla, ma per superarla con un miglioramento progressivo: dichiara infatti che l’entrata in cielo sarà offerta agli apostoli, solo se essi supereranno la giustizia dei farisei.

Dopo aver esposto dunque le prescrizioni della Legge, egli le supera perfezionandole, non abolendole.

Vedi

Download diretto

FileDimensione del file
pdf R_6_TO_A_2023129 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online