Noi proclamiamo fermamente che unico
e uguale è l’autore del Vecchio e del Nuovo
Testamento, il quale ha formulato le
leggi secondo le necessità e il vantaggio
degli uomini e ha adattato alla diversità
dei tempi le norme delle due leggi.
S. Giovanni Crisostomo, Com. al Vang. di Matteo, 16, 7
PRIMA LETTURA
A nessuno ha comandato di essere empio.
SALMO RESPONSORIALE
Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore. R/.
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti. R/.
Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,
osserverò la tua parola.
Aprimi gli occhi perché io consideri
le meraviglie della tua legge. R/.
Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la custodirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge
e la osservi con tutto il cuore. R/.
SECONDA LETTURA
Dio ha stabilito una sapienza prima dei secoli per la nostra gloria.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Così fu detto agli antichi; ma io vi dico.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Gesù non è venuto ad abolire il legame
che Dio ha stabilito con l’uomo
mediante la legge e i profeti,
ma è venuto a portarlo a compimento
legandoci per sempre come figli al Padre,
nella tenerezza e nell’amore.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
A quanti l’hanno accolto [il Verbo], ha dato potere di diventare figli di Dio. (v. 12)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 3, 13-17
Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. (v. 15)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8, 14-37
Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà, Padre!”. (v. 15)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 4, 4-7
E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! (v. 6)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 8, 1-13
Questa è l’alleanza che io stipulerò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice il Signore: porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. (v. 10)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 6, 18-37
Piega la tua spalla e portala, [la sapienza] non disdegnare i suoi legami. (v. 25)
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 2
Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell’amore. (v. 21)
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 11, 1-6
Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. (v. 4)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 6, 5-22
Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà. Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. (vv. 17-18)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 17, 1-8
Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una moltitudine di popoli. (v. 4)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 19-20
Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra! (v. 5)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 5
Io ti detterò tutti i comandi, tutte le leggi e le norme che dovrai insegnare loro, perché le mettano in pratica nel paese che io sto per dare in loro possesso. (v. 31)
COMMENTO PATRISTICO
GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Commento al Vangelo di S. Matteo, 16, 2-3
Ma in qual modo – voi mi chiederete – Gesù Cristo non ha abrogato la legge? In qual modo ha dato compimento alla legge e ai profeti? Per quanto riguarda i profeti, egli ha confermato con le opere tutto quanto essi avevano predetto di lui; perciò l’evangelista sempre dice: “Affinché si adempisse ciò che fu detto dai profeti”. Quando nacque, quando i fanciulli gli cantarono un meraviglioso inno, quando montò sopra un asina, e in una infinità di altre circostanze, egli compì le profezie, che non si sarebbero mai realizzate se egli non fosse venuto al mondo. E per quanto, invece, concerne la legge, egli le dà compimento non in un sol modo, né in due, ma in tre maniere.
Prima di tutto, perché egli non ha trasgredito nessuna delle prescrizioni legali. Che egli, infatti, le abbia adempiute tutte testimoniano le sue parole a Giovanni: È conveniente che adempiamo così ogni giustizia (Mt 3, 15); ai Giudei: Chi di voi mi può accusare di peccato? (Gv 8, 46) e infine, ai discepoli: Il principe del mondo sta per venire; veramente non ha nulla in me (Gv 14, 30). II profeta aveva già previsto questo, dicendo: Egli non ha compiuto peccato (Is 53, 9). Ecco la prima maniera in cui Gesù Cristo ha realizzato la legge.
La seconda consiste nel fatto che egli la compì per noi. Infatti ciò che vi è di particolarmente ammirabile nel suo comportamento, non è solo il fatto che egli abbia adempito la legge, ma il fatto che ha dato la grazia perché anche noi la adempiamo. Proprio questo rileva Paolo con le parole: Poiché il termine della legge è Cristo a giustificazione di ogni credente (Rm 10, 17). E altrove l’Apostolo aggiunge: Condannò il peccato nella carne affinché tutte le giuste esigenze della legge si compissero in noi, che teniamo una condotta non secondo la carne ma secondo lo spirito (Rm 8, 4).
E ancora nella stessa epistola: Annulliamo noi, dunque, la legge per ragione della fede? Non sia mai! Ché anzi stabiliamo il valore della legge (Rm 3, 31). Siccome in realtà la legge tendeva a rendere l’uomo giusto, ma non aveva sufficiente forza per realizzare questo scopo, Gesù Cristo venne egli stesso per introdurre nel mondo un mezzo efficace di giustificazione, la fede, e realizzò così quanto la legge voleva fare; ciò che la lettera della legge non era stata capace di compiere, egli compì per mezzo della fede. E, in questo senso, dice di non essere venuto per abrogare la legge.
Se qualcuno indagasse attentamente, scoprirebbe anche il terzo modo in cui Cristo ha adempito l’antica legge: questo egli l’ha fatto mediante i precetti che stava per dare. Infatti, tutto quanto Gesù Cristo dice nel Vangelo non mira affatto ad abrogare, ma piuttosto ad estendere e a completare l’antica legge.
Tanto per citare un esempio, l’antico comandamento di non uccidere, non soltanto non è abrogato, ma è perfezionato e tanto più rafforzato da quanto egli dice, cioè che non si deve mai cedere all’ira. E la stessa cosa si può notare a proposito di tutti gli altri comandamenti.
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