Giustamente gli strumenti della pesca
degli apostoli sono le reti, perché non
uccidono la preda, ma la conservano in
vita, e dall’abisso la sollevano all’aperto,
trasportando creature fluttuanti dalla terra al cielo.
S. Ambrogio, Esp. del Vang. sec. Luca IV, 72

5° Domenica del Tempo Ordinario – C

PRIMA LETTURA
Is 6,1-2.3-8

Eccomi, manda me!

SALMO RESPONSORIALE
Sal 137

R. testo

SECONDA LETTURA
1Cor 15,1-11

Così predichiamo e così avete creduto.

CANTO AL VANGELO
(Mt 4,19)

VANGELO
Lc 5,1-11

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Lasciarono tutto e lo seguirono.

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

Gesù chiede a Pietro di entrare
nella profondità del mistero rivelato
e di guidare gli apostoli nel gettare nel mondo
le reti della predicazione apostolica.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 21, 1-14
Disse loro Simon Pietro: “Io vado a pescare”. Gli dissero: “Veniamo anche noi con te”. (v. 3a)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 13, 47-50
Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. (v. 47)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 14, 22-33
Pietro gli disse: “Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque”. (v. 28)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 4, 23-35
Tutti insieme levarono la loro voce a Dio dicendo: “… Ed ora, Signore, … concedi a tuoi servi di annunziare con tutta franchezza la tua parola”. (vv. 24a. 29b)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 10
La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo. (v. 17)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 2
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. (v. 10)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 3
Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così … siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza. (vv. 17-19a)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 5
Pascete il gregge che di Dio che vi è affidato … facendovi modelli del gregge. (vv. 2a. 3b)

DAL LIBRO DEL QOÈLET, CAP. 12, 9-14
Le parole dei saggi sono come pungoli … esse sono date da un solo pastore. (v. 11)

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 47, 1-12
Sulle sue rive vi saranno pescatori: da Engaddi a En-Eglàim vi sarà una distesa di reti. (v. 10a)

 

COMMENTO PATRISTICO

S. AMBROGIO
Dall’Esposizione del Vangelo secondo Luca IV, 76-79

Maestro, disse, abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla; ma su la tua parola getterò la rete.
Anch’io, o Signore, so che per me è notte, poiché tu non comandi. … Aspetto che tu comandi; su la tua parola getterò le reti. O presunzione, quanto sei sterile, o umiltà, quanto sei feconda! Prima non avevano preso nulla, ma, su la parola del Signore, prendono una grande quantità di pesci. Questo risultato non è certo opera di umana eloquenza, ma è un dono della chiamata celeste. Qui le dispute degli uomini devono ritirarsi, il popolo ormai crede con la propria fede.
Le reti si rompono, ma i pesci non fuggono via. Si chiamano in aiuto i compagni, che stavano su l’altra barca. Che cosa sarà quest’altra barca, se non forse la terra di Giuda, dalla quale vengono scelti Giovanni e Giacomo? La Giudea è divenuta il suo santuario (Sal 113, 2). Costoro dalla sinagoga vennero verso la nave di Pietro, cioè verso la Chiesa, per riempire tutt’e due le barche: tutti effettivamente, sia Greci, sia Giudei, piegano il ginocchio nel nome di Gesù; Cristo è tutto, in tutti (Col 3, 11). Però questo gran mucchio di pesci mi fa temere che, quasi quasi, col suo peso, non faccia affondare le barche; in realtà è necessario che ci siano le eresie finché i buoni vengano provati.
Ma possiamo tuttavia intendere nella barca di un altro una seconda Chiesa, poiché una Chiesa dà origine a molte altre. Ecco allora un nuovo motivo di sollecitudine per Pietro, il quale già è in apprensione per la sua preda. Ma egli, che è perfetto, sa bene come salvare quelli che ha già raccolto, sapendo bene prendere quelli che si disperdono. Egli restituisce alla Parola coloro che prende su la sua parola; non ammette che siano sua preda, non ammette che siano sua spettanza.
Dice infatti: Signore, allontànati da me che sono un uomo peccatore. Stupiva, infatti, di quei doni divini, e quanto maggiori erano i suoi meriti, tanto meno presumeva di sé. Di’ anche tu: Signore, allontànati da me, che sono un peccatore, affinché il Signore ti risponda: Non temere. Non temere di confessare il tuo peccato al Signore, che ti perdona, non temere di riferire al Signore anche ciò ch’è tuo, perché Egli ci ha dato quello che è suo. Egli non è capace di provare invidia, non è capace di portarti via qualcosa, non è capace di sottrartelo. Vedi quant’è buono il Signore, che ha dato una tale forza agli uomini, da poter anch’essi dar la vita alle anime.

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