5.a Domenica di Quaresima – B

5.a Domenica di Quaresima – B

PRIMA LETTURA
Concluderò un’alleanza nuova e non ricorderò più il peccato.
Ger 31,31-34

SALMO RESPONSORIALE
Sal 50

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R./
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R./
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno. R./

SECONDA LETTURA
Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.
Eb 5,7-9

CANTO AL VANGELO
(Gv 12,26)

VANGELO
Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.
Gv 12,20-33

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

I popoli pagani
rappresentati dai Greci,
salgono a Gerusalemme alla ricerca della luce divina
che Dio ha dato a Israele suo popolo.

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 13, 22-30
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. (v. 29)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 2, 2-12
Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo, (v. 2)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 2, 22-32
I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele. (vv. 30-32)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 3
I Gentili sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo, del quale sono divenuto ministro, (vv. 6-7)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 2, 2 -5
Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli; ad esso affluiranno tutte le genti, (v. 2)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 45, 14-25
Si dirà: “Solo nel Signore si trovano vittoria e potenza!”. Verso di lui verranno, coperti di vergogna, quanti fremevano d’ira contro di lui. (v. 6)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 49
Io ti renderò luce della nazioni perché porti la mia salvezza sino all’estremità della terra, (v. 6b)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 56, 1-9
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo … li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera, (vv. 6-7)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 60
Nebbia fitta avvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. (v. 2)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 62
Allora i popoli vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria, (v. 2)

DAL LIBRO DEL PROFETA ZACCARIA, CAP. 8, 20-23
In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle genti afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: Vogliamo venire con voi, perché abbiamo compreso che Dio è con voi. (v. 23)

COMMENTO PATRISTICO

CIRILLO DI ALESSANDRIA
Dal Commento sul libro dei Numeri, 2

Cristo fu la primizia di questo frumento, egli che da solo sfuggì alla maledizione, proprio quando per noi volle farsi maledizione. Anzi, egli vinse perfino la forza della corruzione, tornando da sé all’esistenza, libero tra i morti. Infatti risuscitò sgominando la morte; anzi ascese al Padre, come dono offerto quale primizia dell’umana natura rinnovata nell’incorruttibilità. Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore (Eb 9, 24). Che egli sia quel pane di vita disceso dal cielo; che inoltre rimetta i peccati e liberi gli uomini dalle loro trasgressioni offrendo se stesso a Dio Padre in soave odore, lo potrai ben capire se con gli occhi della mente lo consideri come quel vitello sacrificato e quel corpo immolato per la colpa del popolo. Cristo infatti ha offerto la sua vita per noi, per cancellare i peccati del mondo. Perciò, come nel pane vediamo Cristo, vita e datore di vita, nel vitello lo vediamo immolato mentre di nuovo offre se stesso a Dio Padre in odore di soavità, e nella figura del capro lo contempliamo divenuto per noi peccato e vittima per i peccati, così possiamo anche considerarlo come un manipolo di frumento.
Che ciò sia vero lo spiegherò brevemente. Il genere umano può essere paragonato al grano nel campo: nascendo dalla terra, in attesa della sua conveniente crescita è strappato via via dalla morte lungo il corso del tempo. Così disse Cristo stesso ai suoi discepoli: Non dite voi: ci son ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna (Gv 4, 35-36). Perciò coloro che vivono sulla terra sono giustamente da paragonarsi alla messe dei campi. Cristo, nascendo dalla santa Vergine, è sorto in mezzo a noi come una spiga di frumento. Egli stesso anzi, si definisce come un grano di frumento: In verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto (Gv 12, 24). Perciò egli si è fatto davanti al Padre come un anatema, o come qualcosa di consacrato e immolato per noi, simile a un manipolo di spighe, primizia della terra. Un’unica spiga, ma considerata non da sola, bensì unita a tutti noi, che, come un manipolo formato da molte spighe siamo un solo fascio. Questo esempio è necessario al bene e al progresso delle anime e chiarisce la figura del mistero. Cristo Gesù nostro Signore infatti è uno solo, ma può essere considerato, ed è realmente, come manipolo compatto di spighe, in quanto contiene in sé tutti i credenti, in una mirabile unità spirituale. Altrimenti perché il beato Paolo avrebbe scritto: Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli (Ef 2, 6)? Essendo egli uno di noi, siamo diventati concorporei con lui e mediante la sua carne abbiamo ottenuto l’unione con lui. Per questo, egli stesso, in un altro punto, rivolge a Dio Padre queste parole: Come tu, Padre sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola (Gv 17, 21).

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