5.a Domenica di Quaresima – A

5.a Domenica di Quaresima – A

PRIMA LETTURA
Ez 37,12-14

Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 129

R. Il Signore è bontà e misericordia.

SECONDA LETTURA
Rm 8,8-11

Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi.

CANTO AL VANGELO
(Gv 11,25.26)

VANGELO
Gv 11,1-45

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Io sono la risurrezione e la vita

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Attraverso la professione di fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio,
noi contempliamo la sua gloria e ne siamo rivestiti.
Egli infatti non ci concede di evitare la morte,
ma ci dona di vincerla dopo averla incontrata,
facendoci partecipi della potenza della sua resurrezione.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 20, 1-18
Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. (v. 17)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 16, 13-20
Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa “. (vv. 16-18)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 6, 1-14
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui. (v. 8)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8, 28-39
Proprio come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. (vv. 36-37)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 4, 7- 5, 11
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. (vv. 13-14)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 5, 1-13
Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio. (v. 13)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 12, 1-18
Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. (v. 11)

SALMO 17 (16)
Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto, al risveglio mi sazierò della tua presenza. (v. 15)

SALMO 91 (90)
Lo salverò, perché a me si è affidato; lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome. (v. 14)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 3, 1-9
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. (v. 1)

COMMENTO PATRISTICO

PIETRO CRISOLOGO
Dal Sermone 65, 1. 4. 9

L’evangelista così narra che il Salvatore si recò alla tomba: Gesù, dice, ancora profondamente commosso, si recò alla tomba. Era una grotta e vi era sovrapposta una pietra. Gesù commosso si recò al tomba. Si commuove lo spirito, perché la carne riabbia la vita; si commuove la vita, perché la morte sia volta in fuga; si commuova Dio, perché l’uomo risorga; si commuove l’indulgenza, perché la sentenza non sia contraria; si commuove Cristo vincendo la morte perché non può commuoversi chi strappa al nemico una singola vittoria. Quanto all’espressione ancora profondamente commosso, si commuove nuovamente per mostrare i segni della duplice risurrezione: come i morti nel corpo dai sepolcri sono risuscitati alla vita dalla voce di Cristo, così i morti per l’incredulità risorgano alla vita della fede. …
Rispose Marta: Signore, manda già cattivo odore, è di quattro giorni. Con queste parole accresce la disperazione, affinché i presenti vedano che è Dio chi in tal modo dà la vita ai morti, la salvezza ai disperati, la forza a chi emette il fetore della morte. …
Allora Cristo grida a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”.
Allora il Tartaro restituì alle regioni superiori Lazzaro con le mani e i piedi legati, tremando per il timore – mentre lo libera, mentre indugia, mentre ne restituisce uno con troppa lentezza – di essere costretto a riportare tutti. Così divenne restitutorie di vivi quello ch’era solito rapire i morti. Infatti, per quale ragione Cristo, che ha infranto le catene degli inferi, non ha sciolto i lacci della morte se non per mostrarci la servitù tremante del regno sotterra? …
Pregate, fratelli, perché noi che abbiamo provato il gusto della risurrezione, propinatoci da Lazzaro, al ritorno di Cristo meritiamo di ascoltare le sazietà della risurrezione universa.

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