Porta frutto solo chi rimane nel Verbo,
nella sapienza, nella verità e nella pace.
Questo è il vino di cui si inebriano i santi e i giusti.
Origene, Commento al Cantico dei cantici III, 2, 4
PRIMA LETTURA
Bàrnaba raccontò agli apostoli come durante il viaggio Paolo aveva visto il Signore.
SALMO RESPONSORIALE
Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre! R/.
Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli. R/.
A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere. R/.
Ma io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!». R/.
SECONDA LETTURA
Questo è il suo comandamento: che crediamo e amiamo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Chi rimane in me ed io in lui fa molto frutto.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
PREGHIERA DEI FEDELI
Preghiamo insieme e diciamo: Padre, sia fatta la tua volontà.
1. Perché la Chiesa, sull'esempio della prima comunità cristiana, sia sempre aperta ad accogliere la novità dello Spirito, superando ogni diffidenza e paura, preghiamo.
2. Perché tutti i cristiani riconoscano di essere testimoni del Vangelo e siano sempre animati dalla forza dello Spirito Santo che ci viene continuamente donato, preghiamo.
3. Per tutti coloro che sono provati da situazioni di dolore, di malattia, di divisioni familiari, perché possano sentire sempre che rimangono uniti a Cristo, come i tralci alla vite, preghiamo.
4. Perché tutti noi in questo tempo pasquale gustiamo la gioia di essere figli di Dio, e la comunichiamo agli altri attraverso atteggiamenti di serenità e di sguardo positivo sul mondo, preghiamo.
Padre, nella tua volontà è la nostra pace. Tu, che ci hai fatto la grazia di diventare tuoi discepoli, fa' che, rimanendo uniti a te, possiamo portare molto frutto a lode della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.
PERCORSO ESEGETICO
La terra in cui Dio ha piantato
l’albero della sapienza è Israele,
popolo a cui ha mandato il seme della sua parola;
fino a Gesù, però, Israele non ha portato il frutto atteso.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 21, 33 – 45
Vi sarà tolto il Regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare, (v. 43)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 7, 51 – 60
O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo, (v. 51)
SALMO 80 (79)
Hai divelto una vite dall’Egitto, per trapiantarla hai espulso i popoli, (v. 9)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 5, 1-7
La vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele; gli abitanti di Giuda la sua piantagione preferita, (v. 7a)
LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 10, 1 – 10
Rigogliosa vite era Israele, che dava frutto abbondante; ma più abbondante era il suo frutto, più moltiplicava gli altari, (v. 1)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 15, 1-8; 19, 10 – 14
Essa fu sradicata con furore e gettata a terra; il vento d’oriente la disseccò, disseccò i suoi frutti; il suo ramo robusto inaridì, e il fuoco lo divorò, (v. 19, 12)
COMMENTO PATRISTICO
S. BRUNO
Dal Commento a Giovanni III, 15
Io sono la vera vite e il Padre mio è l’agricoltore. Ecco che Cristo è chiamato vite e vite vera. Ma perché vite? e perchè vite vera? È chiamato vite perché fa del vino. Infatti tutte le parole dei Vangeli sono vino e non un vino qualunque, ma ottimo, non da altre ma da questa stessa vite vendemmiato e spremuto. Perciò, infatti, all’inizio della sua predicazione il Signore convertì l’acqua in vino, come una nuova vite effuse un vino nuovo con cui inebriare quelle nozze e il maestro di tavola. È detto poi vite vera forse per distinguerlo da quella vite che al posto di uva ha prodotto uva acerba e al posto del vino aceto. Il vino di questa vite invece è sempre dolce, sempre soave. Le sue parole sono sempre vere e non corrotte dall’unione con alcuna falsità. Dice dunque: Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ma che cosa fa questo agricoltore? Vuoi sentirlo? Ogni tralcio che in me non porta frutto lo toglie, e ognuno che porta frutto lo purifica perché porti un frutto madore. Tutti quelli che sono cristiani sono tralci di questa vite. Alcuni sono buoni, altri cattivi; e i buoni sono fruttuosi, i cattivi sono sterili. Quelli sterili sono tolti, quelli fruttuosi sono purificati e sono potati con la spada dello Spirito, perché portino un frutto maggiore. La spada dello Spirito è la Parola di Dio e cioè la parola del santo Vangelo. Perciò dopo aggiunge: Voi siete ormai purificati per la parola che vi ho annunziato. Senti, dunque, che la Parola di Dio è una spada e uno strumento per mezzo del quale costoro sono mondati e purificati da ogni dannosa superfluità. I primi tralci di questa vite furono infatti gli apostoli. Ad essi il Signore dice: Ri manete in me e io in voi. E spiega la ragione perché devono rimanere in lui: Come il tralcio non può far frutto da se stesso, se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite e voi i tralci. Lo stesso Signore mostra come dobbiamo intendere le sue parole. Infatti il tralcio si secca se è separato dalla vite perché deriva tutta la linfa e la vita dalla vite.
Così anche il cristiano, se è separato da Cristo, muore perché è separato dalla vita. Chi rimane in me e io in lui, questi porta molto frutto. Dice che porta molto frutto “chi rimane in me e quasi come un membro aderisce a me e in cui rimango io che sono sapienza, verità e vita”. Perciò gli apostoli hanno portato un così grande frutto al Signore dalla loro predicazione, perché non hanno potuto essere separati da nulla dalla fede e dall’amore per lui. Infatti era lo stesso Signore presente in essi che dava crescita al loro seme, perchè, come dice l’apostolo: Non chi pianta è qualcosa ne chi irriga, ma Dio è colui che dà incremento (1 Cor 3, 7). Per cui è aggiunto: Perché senza di me non potete fare nulla. E se qualcuno non rimane in me è gettato fuori, come un tralcio e inaridisce e lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e brucia. Chi infatti non rimane nella fede in Cristo, ed è gettato fuori dalla Chiesa e dalla comunione dei santi, è rapito dagli spiriti maligni ed è gettato nel fuoco eterno e inestinguibile, e lì senza fine soffre e arde. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. Grande promessa, grande e incomparabile dono! Coloro che rimangono in Cristo e in cui rimangono le sue parole chiedano quello che vogliono e l’otterranno … Chiedano il regno di Dio e la sua giustizia e tutto il resto sarà dato loro in aggiunta! (Mt 6, 33). Chiedano nella fede, senza dubitare, quelle cose che convengono alla salvezza e non sono contrarie alla volontà di Dio e alle parole evangeliche.
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