Cristo è via che conduce, verità che
conforta, vita che si dona.
S. Ambrogio, De bono mortis, 12, 54
PRIMA LETTURA
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.
At 6,1-7 Dagli Atti degli Apostoli
n quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 32 R/. Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. R/.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R/.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R/.
SECONDA LETTURA
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.
1Pt 2,4-9 Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
CANTO AL VANGELO
(Gv 14,6) Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.
VANGELO
Io sono la via, la verità e la vita.
Gv 14,1-12 + Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Fratelli e sorelle, dal Padre, origine di ogni dono perfetto, abbiamo ricevuto tanti benefici, primo tra tutti la grazia della fede. Preghiamo perché ci renda capaci di testimoniarla con la coerenza della vita.
Preghiamo insieme e diciamo: Accresci in noi la fede, Signore.
1. La Chiesa di Cristo goda di vera pace su tutta la terra, si consolidi e cammini nel timore del Signore con il conforto dello Spirito Santo. Preghiamo.
2. Nessun uomo ricada sotto le potenze del male, ma, libero da ogni compromesso, per l’azione dello Spirito cresca in umanità e grazia. Preghiamo.
3. L’assemblea domenicale manifesti il vero volto della Chiesa, che nasce dall’ascolto della parola di Dio, si edifica nel banchetto eucaristico e cresce nella carità fraterna. Preghiamo.
4. Ogni cristiano, a immagine e somiglianza del Padre, abbia un cuore grande, lento all’ira e pronto al perdono. Preghiamo.
5. Tutti noi, attingendo luce e forza da questa santa Eucaristia cresciamo nella sequela di Cristo e camminiamo in novità di vita. Preghiamo.
O Signore, che ci hai creati e redenti, fa’ che la nostra fede porti frutti abbondanti di giustizia e di carità: il mondo veda le nostre opere buone e glorifichi il tuo nome. Per Cristo nostro Signore.
PERCORSO ESEGETICO
La casa del Padre è il suo cuore
che Gesù predispone nella benevolenza e nell’amore
attraverso la sua obbedienza
con la quale ci riconcilia definitivamente con Dio.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 19-51
Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!”. (v. 29)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 44-49
Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati. (vv. 46-47)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8, 11-39
Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? (v. 34)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 18-6, 2
È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe. (v. 19a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 2
Egli [Cristo] infatti è la nostra pace. (v. 14a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 12-23
Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli. (vv. 19-20)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 1-23
Avendo dunque, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede. (vv. 19-22a)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 5, 1-3
Percorrete le vie di Gerusalemme … se trovate un uomo, uno solo che agisca giustamente e cerchi di mantenersi fedele, e io le perdonerò, dice il Signore. (v. 1b)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 8
Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull’altare. Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: “Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo”. (vv. 20-21a)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 18, 16-33
Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? (v. 24)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 73, 1
Dicendo: Io vado al Padre e qualunque cosa chiederete in nome mio lo farò, il Signore ha acceso una grande speranza nel cuore di chi crede in lui. Egli va al Padre, non abbandonando gli indigenti, ma per esaudire gli oranti. Ma che vuol dire: qualunque cosa chiederete, quando vediamo che i fedeli molto spesso chiedono e non ottengono? È forse perché chiedono male? È questo infatti il rimprovero che l’apostolo Giacomo rivolge ai fedeli: Chiedete e non ricevete perché chiedete male, per spendere nei vostri piaceri (Gc 4, 3). Allorché si chiede per farne cattivo uso, è piuttosto misericordia divina non essere esauditi. Perciò quando l’uomo chiede a Dio qualcosa che, se gli fosse concessa, tornerebbe a suo danno, c’è più da temere che Dio, adirato, lo esaudisca, piuttosto che, propizio, gliela rifiuti.
Non abbiamo forse l’esempio degli Israeliti, i quali ottennero a loro danno ciò che avevano chiesto per soddisfare un desiderio colpevole? Desideravano infatti nutrirsi di carni, essi per i quali era piovuta la manna dal cielo. Si erano nauseati di ciò che avevano e sfrontatamente chiedevano ciò che non avevano; avrebbero fatto meglio a chiedere di essere guariti dalla loro nausea, onde poter mangiare il cibo che avevano in abbondanza, piuttosto che chiedere fosse soddisfatto il loro malsano appetito con un cibo che non avevano. Quando ci sentiamo attratti dalle cose cattive e non riusciamo a desiderare le cose buone, dobbiamo piuttosto chiedere a Dio il gusto delle cose buone, che non il dono di cose cattive.
… Non era, da parte degli Israeliti, un’offesa da poco, rifiutare ciò che donava loro la Sapienza divina e chiedere ciò che bramava la loro cupidigia, quantunque non lo chiedessero ma soltanto si lamentassero per la mancanza. Però dobbiamo persuaderci che la colpa non è nella cosa in sé, ma nella disobbedienza ostinata e nella cupidigia.
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