5.a Domenica di Pasqua – A

Cristo è via che conduce, verità che
conforta, vita che si dona.
S. Ambrogio, De bono mortis, 12, 54

PRIMA LETTURA
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.
At 6,1-7
SALMO RESPONSORIALE
Sal 32
SECONDA LETTURA
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.
1Pt 2,4-9
CANTO AL VANGELO
(Gv 14,6)
VANGELO
Io sono la via, la verità e la vita.
Gv 14,1-12
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

La casa del Padre è il suo cuore
che Gesù predispone nella benevolenza e nell’amore
attraverso la sua obbedienza
con la quale ci riconcilia definitivamente con Dio.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 19-51
Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!”. (v. 29)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 44-49
Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati. (vv. 46-47)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8, 11-39
Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? (v. 34)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 18-6, 2
È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe. (v. 19a)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 2
Egli [Cristo] infatti è la nostra pace. (v. 14a)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 12-23
Piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli. (vv. 19-20)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 1-23
Avendo dunque, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede. (vv. 19-22a)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 5, 1-3
Percorrete le vie di Gerusalemme … se trovate un uomo, uno solo che agisca giustamente e cerchi di mantenersi fedele, e io le perdonerò, dice il Signore. (v. 1b)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 8
Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull’altare. Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: “Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo”. (vv. 20-21a)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 18, 16-33
Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? (v. 24)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Commento al Vangelo di Giovanni 73, 1

Dicendo: Io vado al Padre e qualunque cosa chiederete in nome mio lo farò, il Signore ha acceso una grande speranza nel cuore di chi crede in lui. Egli va al Padre, non abbandonando gli indigenti, ma per esaudire gli oranti. Ma che vuol dire: qualunque cosa chiederete, quando vediamo che i fedeli molto spesso chiedono e non ottengono? È forse perché chiedono male? È questo infatti il rimprovero che l’apostolo Giacomo rivolge ai fedeli: Chiedete e non ricevete perché chiedete male, per spendere nei vostri piaceri (Gc 4, 3). Allorché si chiede per farne cattivo uso, è piuttosto misericordia divina non essere esauditi. Perciò quando l’uomo chiede a Dio qualcosa che, se gli fosse concessa, tornerebbe a suo danno, c’è più da temere che Dio, adirato, lo esaudisca, piuttosto che, propizio, gliela rifiuti.

Non abbiamo forse l’esempio degli Israeliti, i quali ottennero a loro danno ciò che avevano chiesto per soddisfare un desiderio colpevole? Desideravano infatti nutrirsi di carni, essi per i quali era piovuta la manna dal cielo. Si erano nauseati di ciò che avevano e sfrontatamente chiedevano ciò che non avevano; avrebbero fatto meglio a chiedere di essere guariti dalla loro nausea, onde poter mangiare il cibo che avevano in abbondanza, piuttosto che chiedere fosse soddisfatto il loro malsano appetito con un cibo che non avevano. Quando ci sentiamo attratti dalle cose cattive e non riusciamo a desiderare le cose buone, dobbiamo piuttosto chiedere a Dio il gusto delle cose buone, che non il dono di cose cattive.

… Non era, da parte degli Israeliti, un’offesa da poco, rifiutare ciò che donava loro la Sapienza divina e chiedere ciò che bramava la loro cupidigia, quantunque non lo chiedessero ma soltanto si lamentassero per la mancanza. Però dobbiamo persuaderci che la colpa non è nella cosa in sé, ma nella disobbedienza ostinata e nella cupidigia.

Vedi

Download diretto

FileDimensione del file
pdf R_5_PASQUA_A_2026120 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online