5.a Domenica del T.O. – C

Giustamente gli strumenti della pesca
degli apostoli sono le reti, perché non
uccidono la preda, ma la conservano in
vita, e dall’abisso la sollevano all’aperto,
trasportando creature fluttuanti dalla terra al cielo.
S. Ambrogio, Esp. del Vang. sec. Luca IV, 72

PRIMA LETTURA

Eccomi, manda me!

Is 6,1-2.3-8

SALMO RESPONSORIALE

R/. Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

Sal 137

SECONDA LETTURA

Così predichiamo e così avete creduto.

1Cor 15,1-11

CANTO AL VANGELO

(Mt 4,19)

VANGELO

Lasciarono tutto e lo seguirono.

Lc 5,1-11

PREGHIERA DEI FEDELI

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PERCORSO ESEGETICO

Gesù sceglie Pietro come fondamento della Chiesa
e lo invita ad allontanarsi da terra,
cioè dalla sapienza degli uomini,
per diventare maestro della sapienza divina;
dalla barca di Pietro, infatti,
è Gesù che continua ad insegnare.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-15
In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. (v. 5)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 67-70
Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna. (v. 68)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 10, 16-42
Non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. (v. 20)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 16, 13-20
Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. (v. 18)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 28, 16-20
[Andate] insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. (v. 20)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 3, 1-4, 5
Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. (vv. 18-19a)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 14-6, 10
Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. (v. 20)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 4, 17-31
In lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, per la quale dovete deporre l’uomo vecchio con la condotta di prima. (vv. 21-22a)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 6, 2B-21
Ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose. (v. 11a)

DALLA LETTERA DI S. GIACOMO APOSTOLO, CAP. 3, 13-18
Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrena, carnale, diabolica. (v. 15)

COMMENTO PATRISTICO

S. BRUNO DI SEGNI
Dal Commento su Luca I, V, XVI

In quel tempo, mentre levato in piedi stava presso il lago di Genesaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Le due barche sono i due popoli, quello dei Giudei e quello delle genti. I pescatori sono i dottori dell’uno e dell’altro popolo; oppure i pontefici, i sacerdoti … invece lavare le reti significa esporre e render chiare le affermazioni della propria predicazione.

Salì in una barca che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca. Il Signore è salito sulla barca di Simone, perché è venuto a predicare alla sinagoga e al popolo dei Giudei; per cui egli stesso dice: Non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa di Israele (Mt 15, 24). Di questa barca di Simone, infatti, l’Apostolo dice: Colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per i pagani (Gal 2, 8). La barca di Simone è dunque la sinagoga nella quale, sedutosi, il Signore istruiva le folle, poiché lì ha predicato il vangelo per il quale tutte le genti sono istruite e chiamate alla fede.

Quando ebbe finito di parlare disse a Simone: Prendi il largo e calate le reti per la pesca. Il Signore finì di parlare quando dopo la sua passione cessò dalla predicazione e allora comandò a Simone e a tutti gli altri apostoli di condurre al largo la barca e di calare le reti per la pesca, dicendo loro: Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura (Mt 28, 19). E aggiunse: Andate e ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Il mare dunque è il mondo per cui il salmista dice: Ecco il mare spazioso e vasto: lì guizzano animali senza numero (Sal 103, 25). Della sua grandezza e profondità dice: Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre vicino nelle angosce. Perciò non temiamo se trema la terra, se crollano i monti nel fondo del mare (Sal 145, 2-3).

Le reti poi sono i Vangeli dalle cui parole sono come catturate e prese le anime fedeli. La Chiesa ha infatti molte reti e molti pescatori.

Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla”. Così infatti anche la sinagoga, pur avendo molto faticato e gettato le reti, esposto le Scritture e proclamato la Legge e i Profeti, tuttavia, poiché faceva questo nella notte, vale a dire nelle tenebre dell’ignoranza, dal momento che non comprendeva quello che diceva, poté catturare e convertire a sé ben pochi tra i gentili.

Ma sulla tua parola getterò le reti. E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci. Questo è ciò che il salmista dice: Quanti prodigi hai fatto, Signore, mio Dio … Se li voglio annunziare e proclamare, sono troppi per essere contati. (Sal 39, 6). E ancora: Quanto profondi per me i tuoi pensieri, quanto grande il loro numero o Dio; se li conto sono più della sabbia, se li credo finiti con te sono ancora (Sal 138, 17-18).

Le reti si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. Si rompe infatti la rete della Chiesa apostolica quando i Giudei, gli eretici e gli infedeli con violente argomentazioni contraddicono alla predicazione evangelica. Perciò l’Apostolo dice: Mi si è aperta una porta grande e propizia, anche se gli avversari sono molti (1 Cor 16, 9). Vengono dunque in aiuto i compagni delle altre barche, poiché da tutte le altre Chiese vescovi e sacerdoti da ogni parte convengono nell’unità, aprono la verità, condannano gli eretici e richiamano alla fede e alla Chiesa coloro che quelli avevano ingannato con frode.

Al veder questo Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: Signore, allontanati da me che sono peccatore. Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone.

Dice infatti l’Apostolo: Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti (1 Cor 1, 27). E ancora: Poiché, nel disegno sapiente di Dio il mondo con tutta la sua sapienza non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione (1 Cor 1, 21). Chi dunque potrebbe non stupirsi? Chi non meravigliarsi che il mondo sia convertito per mezzo di tali predicatori, che i filosofi siano stati superati, distrutta la sapienza del mondo e che una sì gran moltitudine di pesci fedeli sia stata raccolta nelle reti della fede e nella barca della Chiesa, soprattutto quando predicavano Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei e follia per i Greci? …

Gesù disse a Simone: Non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini. Non temere, non stupirti – dice – ma piuttosto rallegrati e abbi fede, perché sei destinato ad una pesca ben più grande! Fino ad ora hai preso pesci, d’ora in poi prenderai uomini. Ti sarà data un’altra barca, altre reti ti saranno date! Tirate a terra le barche, lasciarono tutto e lo seguirono.

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