Giustamente gli strumenti della pesca
degli apostoli sono le reti, perché non
uccidono la preda, ma la conservano in
vita, e dall’abisso la sollevano all’aperto,
trasportando creature fluttuanti dalla terra al cielo.
S. Ambrogio, Esp. del Vang. sec. Luca IV, 72
PRIMA LETTURA
Eccomi, manda me!
SALMO RESPONSORIALE
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo. R/.
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza. R/.
Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore! R/.
La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani. R/.
SECONDA LETTURA
Così predichiamo e così avete creduto.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Lasciarono tutto e lo seguirono.
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Poiché le folle mostrano il bisogno
di essere sanate dalla parola di Dio,
Gesù, nelle barche ormeggiate, contempla già la Chiesa,
strumento della sua salvezza.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 22-29
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. (v. 24)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 4, 18-25
E grandi folle cominciarono a seguirlo. (v. 25a)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 1-2. 13-16
Voi siete il sale della terra … voi siete la luce del mondo. (vv. 13-14a)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 6, 30-44
Vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. (v. 34)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21, 1-22, 5
Ecco la dimora di Dio con gli uomini! … E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno. (vv. 21, 3-4)
SALMO 48 (47)
Il suo monte santo, altura stupenda, è la gioia di tutta la terra. (v. 3a)
DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 31, 10-31
Una donna perfetta chi potrà trovarla? … Ella è simile alle navi di un mercante, fa venire da lontano le provviste. (vv. 10a. 14)
DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 14, 1-6
Anche in principio … la speranza del mondo, rifugiatasi in una barca, lasciò al mondo la semenza di nuove generazioni, grazie alla tua mano che la guidava. (v. 6)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 60
Sono navi che si radunano per me … per portare i tuoi figli da lontano. (v. 9a)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 6, 13-8, 22
Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te. (v. 19)
COMMENTO PATRISTICO
S. AMBROGIO
Dall’Esposizione del Vangelo secondo Luca IV, 76-79
Maestro, disse, abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla; ma su la tua parola getterò la rete. Anch’io, o Signore, so che per me è notte, poiché tu non comandi. … Aspetto che tu comandi; su la tua parola getterò le reti. O presunzione, quanto sei sterile, o umiltà, quanto sei feconda! Prima non avevano preso nulla, ma, su la parola del Signore, prendono una grande quantità di pesci. Questo risultato non è certo opera di umana eloquenza, ma è un dono della chiamata celeste. Qui le dispute degli uomini devono ritirarsi, il popolo ormai crede con la propria fede.
Le reti si rompono, ma i pesci non fuggono via. Si chiamano in aiuto i compagni, che stavano su l’altra barca. Che cosa sarà quest’altra barca, se non forse la terra di Giuda, dalla quale vengono scelti Giovanni e Giacomo? La Giudea è divenuta il suo santuario (Sal 113, 2). Costoro dalla sinagoga vennero verso la nave di Pietro, cioè verso la Chiesa, per riempire tutt’e due le barche: tutti effettivamente, sia Greci, sia Giudei, piegano il ginocchio nel nome di Gesù; Cristo è tutto, in tutti (Col 3, 11). Però questo gran mucchio di pesci mi fa temere che, quasi quasi, col suo peso, non faccia affondare le barche; in realtà è necessario che ci siano le eresie finché i buoni vengano provati.
Ma possiamo tuttavia intendere nella barca di un altro una seconda Chiesa, poiché una Chiesa dà origine a molte altre. Ecco allora un nuovo motivo di sollecitudine per Pietro, il quale già è in apprensione per la sua preda. Ma egli, che è perfetto, sa bene come salvare quelli che ha già raccolto, sapendo bene prendere quelli che si disperdono. Egli restituisce alla Parola coloro che prende su la sua parola; non ammette che siano sua preda, non ammette che siano sua spettanza.
Dice infatti: Signore, allontànati da me che sono un uomo peccatore. Stupiva, infatti, di quei doni divini, e quanto maggiori erano i suoi meriti, tanto meno presumeva di sé. Di’ anche tu: Signore, allontànati da me, che sono un peccatore, affinché il Signore ti risponda: Non temere. Non temere di confessare il tuo peccato al Signore, che ti perdona, non temere di riferire al Signore anche ciò ch’è tuo, perché Egli ci ha dato quello che è suo. Egli non è capace di provare invidia, non è capace di portarti via qualcosa, non è capace di sottrartelo. Vedi quant’è buono il Signore, che ha dato una tale forza agli uomini, da poter anch’essi dar la vita alle anime.
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