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5.a Domenica del T.O. – B

L’infermità non resiste davanti all’autore
della salvezza. Non c’è accesso per la
morte là dove è entrato colui che dà la vita.
S. Pier Crisologo, Omelia 18, 3

PRIMA LETTURA
Notti di affanno mi sono state assegnate.
Gb 7,1-4.6-7

SALMO RESPONSORIALE
Sal 146

SECONDA LETTURA
Guai a me se non annuncio il Vangelo.
1Cor 9,16-19.22-23

CANTO AL VANGELO
(Mt 8,17)

VANGELO
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
Mc 1,29-39

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La febbre è segno del peccato:
è un fuoco che consuma le energie interiori
e rende incapaci di operare il bene.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 9, 1-41
Poi viene la notte, quando nessuno può più operare, (v. 4b)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 10, 17-27
Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni. (v. 22)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 8, 4-18
Il seme caduto in mezzo alle spine sono coloro che dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione (v. 14)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 15
Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto, (v. 13)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 7
Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto, (v. 15)

SALMO 32 (31)
Giorno e notte pesava su di me la tua mano, come per arsura d’estate inaridiva il mio vigore, (v. 4)

SALMO 38 (37)
Per il tuo sdegno non c’è in me nulla di sano, nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati, (v. 4)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 16
Gli empi, che rifiutavano di conoscerti, furono colpiti con la forza del tuo braccio … e divorati dal fuoco, (v. 16.)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 28, 15-46
Ma se non obbedirai alla voce del Signore tuo Dio … il Signore ti colpirà con la consunzione, con la febbre, (vv. 15a. 22a)

COMMENTO PATRISTICO

S. BEDA IL VENERABILE
Dall’Esposizione sul vangelo di Marco, II, 1

E subito, uscendo dalla sinagoga, vennero in casa di Simone. Se diremo che un uomo liberato dal demonio significa moralmente che è stato purificato dal ragionamento impuro, di conseguenza la donna, tentata dalla febbre ma guarita dal comando del Signore, indica la carne, frenata nel bruciore della sua concupiscenza mediante i precetti della continenza.

Infatti ogni asprezza, sdegno, ira, clamore, maldicenza è furore dello spirito immondo e comprendi che fornicazione, impurità, cupidigia, cattiva concupiscenza e avarizia che è idolatria sono la febbre della carne seducente.

E subito gli parlano di lei ed Egli, accostatosi la sollevò prendendola per mano … E subito la febbre la lasciò e si mise a servirli. È naturale per i febbricitanti, anche quando comincia la guarigione, essere spossati e sentire il fastidio della malattia. La salute, invece, che è donata per comando del Signore, ritorna tutta completamente in uno stesso momento. E non solo ritorna essa sola, ma anche accompagnata da tanto vigore che basta per servire immediatamente chi l’aveva guarita e, secondo le leggi della tropologia, le membra che prima avevano servito alla impudicizia per portare frutti di morte, ora servono la giustizia per la vita eterna.

Venuta la sera, al tramonto del sole… Il tramonto del sole significa la passione e la morte di colui che disse: finché sono nel mondo sono la luce del mondo (Gv 9, 5) e quando il sole tramonta, più indemoniati di prima, più infermi di prima sono risanati. Poiché, colui che vivendo per un certo tempo nella carne insegnò a pochi Giudei, calpestato il regno della morte ha trasmesso a tutte le genti, per tutto l’universo, i doni della fede e della salvezza e il salmista canta ai suoi ministri come a banditori di luce e di vita: Aprite la strada a Colui che sale sopra il tramonto (Sal 67, 5). Certo, sale sopra il tramonto il Signore, poiché da dove tramontò nella passione, di là risorgendo manifesterà maggiore la sua gloria.

… E al mattino si alzò quando era ancora buio e uscito se ne andò in un luogo deserto. Se al tramonto del sole si esprime la morte del Salvatore, perché non sarebbe indicata con il ritorno della luce la sua resurrezione? Manifestata dunque la luce della sua resurrezione, se ne andò nel deserto delle genti e lì pregava tra i suoi discepoli fedeli perché incitava i loro cuori, per la grazia del suo Spirito, verso la potenza della preghiera.

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3.a Domenica del T.O. – B

Cristo Dio che, per indicibile amore verso
gli uomini, i pescatori hai reso più sapienti
dei retori, e loro hai mandato quali
araldi sulla terra, rafforza per loro mezzo
la tua Chiesa, e ai fedeli trasmetti la
tua benedizione, o tu, il solo che conosca
il segreto dei cuori.
Romano il Melode, Inno 52, Proemio II

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