PRIMA LETTURA
Notti di affanno mi sono state assegnate.
SALMO RESPONSORIALE
È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele. R./
Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome. R./
Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi. R./
SECONDA LETTURA
Guai a me se non annuncio il Vangelo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Uscendo dalla sinagoga,
Gesù entra nella casa di Pietro
che è segno della Chiesa,
nella quale si e liberati dalla schiavitù della legge
diventando figli di Dio per mezzo dello Spirito.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8,31-59
Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre, (v. 35)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14,1-7
Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve lo avrei detto. Io vado a prepararvi un posto, (v. 2)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 16,13-20
E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. (v. 18)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 2,42-48
Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune, (v. 44)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 8
Ciò che era impossibile alla legge … Dio lo ha reso possibile, mandando il proprio Figlio … Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi, (vv. 3. 15)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3-4
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli, (vv. 4, 4b-5)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 3,14-16
[La] casa di Dio … è la Chiesa del Dio vivente, (v. 15b)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 2,1-10
Stringendovi a lui, [Cristo] pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, (vv. 4-5a)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21
Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello, (v. 14)
COMMENTO PATRISTICO
GIROLAMO
Comment. in Marc., 2
“Ora la suocera di Simone stava a letto con la febbre” (Mc 1,30). Dio voglia ch’egli venga ed entri nella nostra casa, e guarisca con un suo ordine la febbre dei nostri peccati. Ciascuno di noi è febbricitante. Quando sono colto dall’ira, ho la febbre ogni vizio è una febbre. Preghiamo dunque gli apostoli affinché supplichino Gesù, ed egli venga a noi e tocchi la nostra mano: se la sua mano ci tocca, subito la febbre è scacciata. E il Signore un grande medico, un vero archiatra. Un medico era Mosè, un medico era Isaia, medici sono tutti i santi: ma questo è il maestro di tutti i medici. Egli sa toccare con cura le vene, sa scrutare nei segreti del male. Non tocca le orecchie, non tocca la fronte, né tocca alcuna altra parte del corpo: tocca soltanto la mano. Quella donna, infatti, aveva la febbre, perché non aveva opere di bene. Prima viene dunque sanata nelle opere e poi viene liberata dalla febbre. Non può liberarsi della febbre se non è guarita nelle opere. Quando la nostra mano opera il male, è come se fossimo costretti a stare a letto; non possiamo alzarci, non possiamo camminare: è come se fossimo ammalati in ogni parte del corpo.
E “avvicinatosi” (Mc 1,31) a lei che era ammalata… Essa non poteva alzarsi, giaceva nel letto; quindi, non poteva venire incontro al Signore che entrava: ma questo misericordioso medico, che la teneva sulle sue spalle come fosse una morbida pecorella, va lui al letto. «E avvicinatosi…». Si avvicina spontaneamente, per guarirla di sua propria volontà. «E avvicinatosi…». Stai attento a che cosa dice. È come se dicesse: Avresti dovuto correre incontro a me, venire alla porta per accogliermi, affinché la tua guarigione non fosse soltanto opera della mia misericordia, ma anche della tua volontà: ma, poiché sei in preda ad una violenta febbre e non ti puoi alzare, vengo io.
E “avvicinatosi la fece alzare“. Ella non poteva alzarsi, ed è alzata dal Signore. “E la fece alzare prendendola per mano” (Mc 1,31). Giustamente la prende per mano. Quando anche Pietro era in pericolo in mare e stava per essere sommerso, è toccato dalla sua mano e subito si alza. «E la fece alzare prendendola per la mano»: con la sua mano prese la mano di lei. O beata amicizia, o dolcissimo bacio! La fece alzare dopo averla presa per mano: la mano di lui guarì la mano di lei. La prese per mano come medico, sentì le sue vene, costatò la violenza della febbre, egli che è medico e medicina. Gesù tocca, e la febbre fugge. Tocchi anche le nostre mani, per rendere pure le nostre opere. Che entri nella nostra casa: alziamoci dal letto non restiamo sdraiati. Gesù sta dinanzi al nostro letto e noi non ci alziamo? Leviamoci, stiamo in piedi: è ignominioso per noi giacere dinanzi a Gesù. Ma qualcuno dirà: – Dov’è Gesù? Gesù è qui. “Sta in mezzo a voi uno che voi non conoscete” (Gv 1,26). “Il regno di Dio è dentro di voi” (Lc 17,21). Crediamo, e vedremo Gesù qui oggi. E se non possiamo toccare la sua mano, corriamo ai suoi piedi. Se non possiamo giungere alla sua testa, almeno laviamo con le nostre lacrime i suoi piedi. Il nostro pentimento è profumo per il Salvatore. Osserva quanto è grande la misericordia del Signore. I nostri peccati mandano un cattivo odore, sono putredine: tuttavia, se ci pentiamo dei nostri peccati, se piangiamo, i nostri puzzolenti peccati diventano il profumo del Signore. Preghiamo dunque il Signore affinché ci prenda per la mano…
Che dice ancora David? “Mi laverai e io sarò più bianco della neve” (Sal 50,9). Poiché mi hai lavato con le mie lacrime le mie lacrime e la mia penitenza hanno agito per me come il battesimo. Potete costatare da qui quanto sia efficace la penitenza. Egli si pentì e pianse: perciò fu purificato. Che cosa dice subito dopo? “Insegnerò agli iniqui la tua via, e gli empi si convertiranno a te” (Sal 50,15). Il penitente è diventato maestro.
Perché ho detto tutto questo? Perché qui sta scritto: “E subito la febbre la lasciò ed ella si mise a servirli” (Mc 1,31). Non si accontenta di essere stata liberata dalla febbre, ma subito si mette al servizio di Cristo. «E si mise a servirli». Li serviva con i piedi, li serviva con le mani, correva di qua e di là, e venerava colui dal quale era stata guarita. Serviamo anche noi Gesù. Egli accoglie volentieri il nostro servizio, anche se abbiamo le mani sporche: infatti egli si degna di guardare ciò che si è degnato di guarire. Sia a lui gloria nei secoli dei secoli. Amen.
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