Deve sempre splendere in noi quella lucerna
spirituale che è stata accesa per la
nostra salvezza. Abbiamo, infatti, la lucerna
del comandamento celeste e della
grazia spirituale.
S. Cromazio d’Aquileia, Com a Mat., Trat. 19, 4
La tua luce sorgerà come l’aurora.
Is 58,7-10 SALMO RESPONSORIALE
Sal 111 SECONDA LETTURA
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.
1Cor 2,1-5 CANTO AL VANGELO
(Gv 8,12) VANGELO
Voi siete la luce del mondo.
Mt 5,13-16 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Preparare la mensa della rivelazione divina
è il servizio essenziale dovuto dai credenti ad ogni uomo:
l’inadempienza di questo compito
per timore o perché sedotti da altre false sapienze
fa sì che Dio rigetti lontano da sé
o abbandoni alla durezza del mondo
in cui si è stoltamente posta la fiducia.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15, 1-17
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. (v. 6)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 16, 9-20
Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”. (v. 15)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 12, 35-48
Il Signore rispose: “Qual è dunque l’amministratore fedele e sag gio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo?”. (v. 42)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 1
Sono in debito verso i Greci come verso i barbari, verso i dotti come verso gli ignoranti: sono quindi pronto, per quanto sta in me, a predicare il vangelo anche a voi di Roma. (v. 14-15)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 9
Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo! (v. 16)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 2, 14-3, 6
Siano rese grazie a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero! (v. 14)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 11-21
È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. (v. 19)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 2, 12-29
Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. (v. 15)
SALMO 40 (39)
Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai. (v. 10)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 1
Tutti insieme finiranno in rovina ribelli e peccatori e periranno quanti hanno abbandonato il Signore. (v. 28)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 1, 4-19
Tu, poi, cingiti i fianchi, alzati e dì loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti alla loro vista, altrimenti ti farò temere davanti a loro. (v. 17)
COMMENTO PATRISTICO
GREGORIO MAGNO
Regula pastor. 1, 5-6
La ricchezza di doti, segno della vocazione alla predicazione
Vi sono non pochi che hanno ricevuto doni esimi di virtù e per i loro grandi doni eccellono nella guida degli altri: sono puri per la cura della castità, sono forti per l’impegno nell’astinenza, nutriti di dottrina spirituale, umili per pazienza longanime, elevati per forza di autorità, benigni per pietosa indulgenza, rigidi per giusta severità. Se dunque costoro, chiamati ad assumersi il sommo governo pastorale, se ne sottraggono, privano per lo più se stessi di quei doni che hanno ricevuto non solo per sè, ma anche per gli altri. Pensando al proprio guadagno e non al bene altrui, si privano dei beni che vogliono godere essi soli. Per questo la Verità dice ai suoi discepoli: “Non si può nascondere una città posta sul monte, né accendere la lucerna e porla sotto il moggio, ma sopra il candelabro, affinché risplenda a tutti coloro che sono nella casa” (Mt 5,14s). Per questo disse a Pietro: “Simone di Giovanni, mi ami?” E questi, avendo subito risposto di amarlo, si sentì dire: “Se mi ami, pasci le mie pecore” (Gv 21,16). Se dunque la cura pastorale è testimonianza di amore, chiunque, pur ricco di virtù, rifiuta di pascolare il gregge di Dio, mostra di non amare il suo pastore. Per questo Paolo dice: “Se Cristo è morto per tutti, sono dunque morti tutti; e se egli è morto per tutti, quelli che vivono non devono vivere più per loro stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro” (2Cor 5,14s) …
Vi sono dunque non pochi che, arricchiti di grandi doni, come abbiamo detto, ardendo solo di amore per la contemplazione, ricusano di procurare utilità al prossimo con la predicazione: preferiscono la quiete indisturbata, il ritiro in meditazione. Se costoro vengono giudicati con rigore, senza dubbio sono tanto colpevoli, quanto avrebbero potuto giovare agendo in pubblico. E con quale giustificazione colui che potrebbe segnalarsi per il bene al prossimo antepone il proprio ritiro all’utilità degli altri, quando lo stesso Unigenito del sommo Padre per giovare a molti uscì dal seno del Padre e venne in mezzo a noi? E vi sono non pochi che se ne sottraggono solo per umiltà, perch‚ non vogliono venir preposti a coloro di cui si stimano inferiori. Certo la loro umiltà se è circondata anche dalle altre virtù, è vera agli occhi di Dio, purché non sia pertinace nel rifiutare il peso cui vien loro comandato di sobbarcarsi per l’utilità altrui. Non è infatti veramente umile chi comprende che la volontà di Dio gli impone di comandare, ed egli tuttavia si rifiuta. Ma, soggetto alle divine disposizioni, libero dal male dell’ostinazione, quando gli viene imposto il governo pastorale supremo, se è stato già arricchito di doni con cui giovare agli altri, deve pur contro la sua volontà obbedire.
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