Deve sempre splendere in noi quella lucerna
spirituale che è stata accesa per la
nostra salvezza. Abbiamo, infatti, la lucerna
del comandamento celeste e della
grazia spirituale.
S. Cromazio d’Aquileia, Com a Mat., Trat. 19, 4
La tua luce sorgerà come l’aurora.
Is 58,7-10 SALMO RESPONSORIALE
R/. Il giusto risplende come luce.
Sal 111 SECONDA LETTURA
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.
1Cor 2,1-5 CANTO AL VANGELO
(Gv 8,12) VANGELO
Voi siete la luce del mondo.
Mt 5,13-16 PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi
PERCORSO ESEGETICO
L’impegno principale di ogni anima cristiana
è la custodia della sapienza rivelata
che tutto giudica e da niente può essere giudicata.
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 10, 38-42
Una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta. (v. 42)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 2
L’uomo spirituale giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. (v. 15)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 6, 1-11
Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più le cose di questa vita! (v. 3)
SALMO 1
[Beato l’uomo che] si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. (v. 2)
DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 3
Figlio mio, non dimenticare il mio insegnamento e il tuo cuore custodisca i miei precetti. (v. 1)
DAL LIBRO DI BARUC, CAP. 3, 1-4, 4
Impara dov’è la prudenza, dov’è la forza, dov’è l’intelligenza, per comprendere anche dov’è la longevità e la vita, dov’è la luce degli occhi e la pace. (v. 14)
DAL LIBRO DEL PROFETA DANIELE, CAP. 1 E 2
In qualunque affare di sapienza e intelligenza su cui il re li interrogasse, li trovò dieci volte superiori a tutti i maghi e astrologi che c’erano in tutto il suo regno. (v. 20)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 41
Il faraone disse a Giuseppe: “Dal momento che Dio ti ha manifestato tutto questo, nessuno è intelligente e saggio come te”. (v. 39)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 6, 1-13
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. (vv. 4-6)
DAL PRIMO LIBRO DEI RE, CAP. 3
Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e concepirono rispetto per il re, perché avevano constatato che la saggezza di Dio era in lui per render giustizia. (v. 28)
COMMENTO PATRISTICO
S. CROMAZIO DI AQUILEIA
Dal Commento a Matteo, Trattato 19, 1-4
Voi siete la luce del mondo. Non può essere nascosta una città posta su un monte né accendono una lucerna e la pongono sotto il moggio, ma sul candelabro, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Il Signore ha chiamato i suoi discepoli sale della terra, perché condirono con la sapienza celeste i cuori del genere umano, che il diavolo aveva resi scipiti. Ora, li chiama anche luce del mondo, perché, illuminati da lui, che è la vera ed eterna luce, anch’essi divennero luce nelle tenebre. Infatti, poiché egli è il Sole di giustizia, non a torto, chiama anche i suoi discepoli luce del mondo, perché per loro mezzo, come mediante raggi sfavillanti, ha infuso in tutto il mondo la luce della sua conoscenza. Fugarono, infatti, dal cuore degli uomini le tenebre dell’errore mostrando loro la luce della verità. Infatti, illuminati per mezzo loro, anche noi dalle tenebre siamo stati resi luce, come dice l’Apostolo: Una volta, infatti, eravate tenebre, ora invece luce nel Signore; camminate come figli della luce (Ef 5, 8). E ancora: Voi non siete figli della notte né delle tenebre, ma siete figli della luce e figli del giorno (1 Ts 5, 5). Giustamente, anche san Giovanni, in una sua lettera, ha affermato: Dio è luce, e chi rimane in Dio, rimane nella luce, come anch’egli è nella luce (1 Gv 1, 5). Perciò, poiché noi ci rallegriamo di essere stati liberati dalle tenebre dell’errore, dobbiamo sempre camminare nella luce in quanto figli della luce. E aggiunse: Non può essere nascosta una città posta sopra un monte. Intende parlare della città della Chiesa, della quale in molti passi le Scritture divine danno testimonianza e di cui soprattutto Davide parla, dicendo: Sono state dette di te cose stupende, città di Dio (Sal 86, 3). E ancora: L’impeto del fiume rallegra la città di Dio (Sal 45, 5). E ancora: Come abbiamo udito, così abbiamo anche visto nella città del Signore degli eserciti, nella città del Dio nostro. Dio l’ha fondata per l’eternità (Sal 47, 9). E lo Spirito Santo, per mostrare chiaramente che parlava di questa città, fece menzione anche dello stesso monte, dicendo: Nella città del nostro Dio, sul suo monte santo (Sal 47, 1). Di essa il Signore dice, per bocca d’Isaia: Ecco, io preparerò quale pietra il carbonchio e quali tue fondamenta il zaffiro, e quali tuoi bastioni il diaspro, e quali tue porte il cristallo e quali tue mura pietre preziose, e tutti i tuoi figli farò discepoli di Dio (Is 54, 11-13). Intendi dunque, indicare, nella città posta sopra il monte, la Chiesa fondata sulla fede del Signore e Salvatore nostro nella gloria celeste. Essa, superando con la sua azione spirituale ogni meschinità della debolezza umana, è divenuta insigne e gloriosa per tutto il mondo: essa non è più adombrata nell’annuncio della Legge, ma, mediante l’insegnamento evangelico, è resa ben visibile da un’esplicita predicazione.
E aggiunse: Infatti non accendono la lucerna e la pongono sotto il moggio, ma sopra il candelabro, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Vediamo, dunque, la spiegazione di queste parole del Signore.
Sappiamo che si accende la lucerna non per nasconderla sotto il moggio o con qualche altra copertura.
Se così si facesse, il suo uso non servirebbe a nulla; ma viene accesa sul candelabro, affinché, collocata in un luogo elevato diradi l’oscurità della notte ed offra l’uso della sua luce a quelli che abitano nella casa. Il Signore ricorda questo fatto, perché sapessimo che anche noi siamo stati accesi dalla grazia della fede e illuminati dalla luce dello Spirito Santo, affinché anche noi risplendessimo spiritualmente come una lucerna, mediante le opere della fede e della giustizia, e, cacciando la notte dell’ignoranza, illuminassimo con la luce della sua verità quelli che si trovano nelle tenebre dell’errore. Perciò, l’Apostolo dice: Tra essi risplendete come astri in questo mondo, possedendo le parole di vita (Fil 2, 15-16). Se non faremo così, sembrerà che copriamo e occultiamo con la nostra infedeltà, come con un velo, l’utilità di una luce così necessaria, a danno sia nostro sia degli altri. Perciò, sappiamo e leggiamo che anche colui che preferì nascondere il talento ricevuto invece di affidarlo al banco degli agenti di cambio per ricavarne un guadagno nel traffico celeste, incappò nella pena meritata.
E perciò, deve sempre splendere in noi quella lucerna spirituale che è stata accesa per la nostra salvezza. Abbiamo infatti, la lucerna del comandamento celeste e della grazia spirituale, di cui disse Davide: Il tuo comandamento è lucerna ai miei piedi e luce ai miei sentieri (Sal 118, 105).
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