PRIMA LETTURA
Ti ho stabilito profeta delle nazioni.
SALMO RESPONSORIALE
R. La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
SECONDA LETTURA
Rimangono la fede, la speranza, la carità; ma la più grande di tutte è la carità.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Gesù come Elia ed Eliseo è mandato non per i soli Giudei.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
La salvezza e il perdono che Gesù offre ad Israele
mettono a nudo i pensieri orgogliosi del cuore di chi,
confidando nella propria giustizia,
pretende di salvarsi da solo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 31-59
Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi? (v. 33)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 9, 35-41
Gesù rispose loro: “Se foste ciechi non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane”. (v. 41)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 9, 1-7
Gesù conoscendo i loro pensieri, disse: “Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore?” (v. 4)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 2, 22-35
Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. (vv. 34b-35a)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 18, 9-14
Il fariseo stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini. (v. 11a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 10
Ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria, non si sono sottomessi alla giustizia di Dio. (v. 3)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 4, 12-13
Non v’è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi. (v. 13a)
SALMO 81 (80)
Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; Israele se tu mi ascoltassi! (v. 9)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 30, 1-17
Guai a voi, figli ribelli, … che fate progetti da me non suggeriti. (v. 1)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 17, 5-11
Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, che pone nella carne il suo sostegno. (v. 5a)
COMMENTO PATRISTICO
BRUNO DI SEGNI
Dal Commento su Luca I, V, 15
E dicevano: non è questi il Figlio di Giuseppe? Questo dunque solo sembrava avere di meno, che non era un estraneo, che conoscevano i suoi parenti e che lì era stato allevato. Se infatti fosse venuto da un altro luogo e fosse stato a loro del tutto sconosciuto, allora sarebbe stato sicuramente degno di venerazione e di riverenza.
Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fallo anche qui nella tua patria. Questo infatti dicevano togliendo credito e non prestando fede alle cose che avevano sentito dire di lui. Ed è come se dicessero: “Se sei medico, se puoi curare gli infermi e respingere le malattie, cosa che noi non crediamo, cura prima te stesso, cura la tua carne, cioè i parenti e i vicini e la tua stessa patria, e quelle cose che abbiamo sentito che hai fatto a Cafarnao e in altre città, falle ora anche qui nella tua patria, affinché le vediamo”. Aggiunse allora: In verità vi dico: Nessun profeta è ben accetto in patria. Perciò dice: “Non curo la mia patria, perché non sono ben accetto in essa perché in essa non trovo la fede e perché nella mia patria non credono in me come credono gli altri.
Si diletta nelle mie parole, è ammirata dai miei discorsi e si scandalizza dei miei parenti. Tanto meno mi conosce quanto più degli altri ha avuto familiarità con me”.
Vi dico anche: C’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese, ma a nessuna di esse fu mandato Elia se non a una vedova in Sarepta di Sidone. “Non sono stato mandato a voi” dice “non sono venuto a curare voi, a sanare voi”, perché non a tutte le vedove fu mandato Elia.
Questo infatti voleva significare: “E ciò che io compio nella verità, Elia lo faceva in figura”. Io sono venuto a curare, a saziare di cibi spirituali e a strapparla da ogni sorta di fame e di povertà, quella vedova di cui è scritto: benedirò la sua vedova, sazierò di pane i suoi poveri (Sal 131, 15). Questa vedova è la Chiesa nel suo insieme e si può anche intendere singolarmente di ogni anima fedele.
Viene infatti il Signore a chiamare tutti, a predicare a tutti, ma non viene a sanare e a sfamare tutti. Se infatti non fosse venuto e non avesse parlato loro, non avrebbero peccato, ma ora non hanno scusa per le loro colpe. Pertanto quando il Signore predica, il cielo si apre, la fame è tolta, le anime dei fedeli si inebriano del nettare celeste. Al contrario, minaccia gli increduli e gli iniqui, dicendo: Ecco, io manderò su di voi non fame di pane, né sete di acqua, ma di udire la parola del Signore (Am 8, 11).
Prosegue: C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato, se non Naaman, il Siro. È la stessa similitudine di prima.
I molti lebbrosi, infatti, sono i molti peccatori.
Il solo Naaman si intende come il solo popolo delle genti, e anche ciascun fedele. Questi, venendo al Signore e credendo infine alle sue parole, fu immerso, sanato e mondato.
All’udire queste cose tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno. Furono pieni di sdegno perché avevano capito che quelle parole erano state dette contro di loro e non riconobbero di essersi mostrati indegni del fatto che venisse a visitarli un tale e tanto grande profeta.
Si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte nel quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò. Si sdegnino pure gli uomini quanto vogliono, fremano e si adirino.
Sicuro è il Signore, non ha timore di nulla, ha tutto in suo potere, e se lui stesso non lo vuole, non può essere trattenuto.
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